CAPITOLO VENTITRÉ

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Nonostante abbia sempre fatto fatica ad ammetterlo, William è stato il ragazzo e ora è l'uomo più dolce che io conosca. Dopo il leggero bacio sul naso avvicina le sue labbra alle mie e le sfiora con la stessa leggerezza. Socchiudo gli occhi in automatico e sento la peluria della barba corta sfregarmi il viso, facendomi il solletico. Ridacchio per il pizzicore. Riapro gli occhi e vedo i suoi che fissano il mio volto in un modo estremamente intenso.

"Mi hai sempre trattato male per la barba. La odiavi, e ora... Ci giochi?" Sto strofinando i corti peli ispidi sotto i polpastrelli. Gli stringo i lati del volto con entrambe le mani. Voglio solo che mi veda negli occhi mentre gli dico ciò che ho in mente e che non gli ho mai detto direttamente. Non ho più parlato apertamente dei miei sentimenti con lui dopo quello che mi ha fatto passare. Ma non posso solo fargli capire, e mai parlare.

"Will, quello che è successo è successo. Non possiamo cancellarlo, e io non lo voglio nemmeno. Ma ora siamo diversi, siamo cresciuti. Ora non è anni fa. Ora è il momento di tornare a vivere. E sappiamo entrambi di saper essere delle teste di cazzo assurde..." Sospiro a questo dato di fatto oggettivo che nessuno può riuscire a confutare. Lui ridacchia sentendo il mio modo colorito di parlare in questo momento. "Ma ti meriti la mia fiducia. Me lo hai dimostrato. E non meriti di stare male come..."

"Lo sei stata tu." Conclude lui al posto mio. Appoggia la sua fronte contro la mia. Ed è bellissimo, perché mi sembra di tornare a quando non avevo nessun dannatissimo problema a cui pensare.

È una domenica di fine Settembre. L'aria è ancora abbastanza calda, ma allo stesso tempo una leggera brezza allontana il peso dell'afa soffocante estiva. I raggi del sole mi scaldano la pelle facendomi rabbrividire. Le lezioni sono ricominciate solo da pochi giorni ma sono già costretta a passare le giornate chiusa in casa a studiare. Ma ho deciso che oggi mi prenderò una pausa da tutto. Sono al parco insieme a Will. Ha passato tutta la giornata di ieri a cercare di convincermi a uscire di casa. Alla fine ho accettato solo per farlo smettere di cercarmi. Ora sono qui, e sinceramente non so nemmeno cosa dovremmo fare noi oggi. Per tutta l'estate ho pensato ad altro che non fosse il suo bel faccino. Mi sono stancata di stare male solo io, voglio essere felice. Ho passato l'estate con Simone che ha passato le giornate a tirarmi su il morale e a non farmi pensare a quanto ho sofferto. Sono felice perché nonostante tutto quello che può succedere, io avrò sempre lui con me. Da quando ci siamo conosciuti non ricordo un litigio tra noi due che sia durato più di qualche ora. E in quattordici anni di vita è veramente difficile. Per me lui è un fratello. Ci conosciamo da quando abbiamo due anni e ormai per me non è più necessario neanche parlare per poterci capire.

Sono distesa sul telo a terra. Sto guardando le nuvole in cielo che passano lentamente sopra di me, sopra di noi. Non posso fingere di essere da sola quando ho di fianco un ragazzo logorroico che continua a blaterare. Ho smesso di ascoltarlo dopo due minuti che ha iniziato a parlare di argomenti per me senza senso. Sono stranamente a mio agio, come se fosse normale essere in questa situazione. In realtà non lo è. Ero disperata questa mattina. Non sapevo cosa avrei dovuto fare o dire. Ora però sono qui, ed è tutto... perfetto.

Penso che lui si sia accorto del fatto che non lo sto ascoltando, perché all'improvviso sento le sue lunghe dita sui miei fianchi e si iniziano a muovere. Mi fa il solletico prima piano e poi aumentando la pressione delle sue mani sulla mia pancia. Mi metto a sedere. Non riesco a trattenermi dal ridere, mentre cerco in qualsiasi modo di liberarmi dalla sua presa. Ma l'effetto che ottengo è l'opposto contrario. Più io mi dimeno più lui si avvicina e mi stringe a sé. Alla fine mi arrendo e non provo a liberarmi dalle sue mani. Le sue braccia mi stringono a lui, sento il suo petto sostenere la mia schiena. Mi lascio cullare dal suo dondolio. Il mio cervello non ragiona più. i miei pensieri non hanno più alcun senso. Credo che il mio cuore abbia cambiato posizione e non si trovi più nella cassa toracica.

Lacrime & DiamantiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora