Non voglio sentire oltre.
Mi allontano immediatamente da quella maledetta porta. Un sapore acido mi pervade la bocca facendomi venir voglia di vomitare. Quel ragazzo mi dà la nausea. Il suo comportamento è... Squallido. Anzi, definirlo squallido è un insulto per i comportamenti che lo sono davvero. Questo è molto peggio, imparagonabile.
Mi volto verso la porta del mio appartamento e sicura cerco le chiavi per potervi entrare. Ricordo solo dopo alcuni minuti che non le ho con me. Non voglio però rischiare di incontrare Will qui fuori sul pianerottolo. L'unica soluzione che mi rimane è cercare di convincere la mia amica ad aprirmi. Mentre lo penso mi accorgo dell'assurdità della situazione. Lei è solo un ospite ed è al caldo in casa mia, io che ne sono la proprietaria non ho un posto in cui stare. Che situazione... Ridicola.
Busso leggermente alla porta sperando che Bea venga ad aprirmi senza troppe difficoltà. Le mie speranza però devono essere subito accantonate. Sento dei passi infatti lungo l'anticamera che porta all'ingresso, che subito dopo però cessano.
Mi rendo conto che deve aver capito che sono io, e che naturalmente si rifiuta ancora di vedermi. Così i miei colpi si fanno più forti. Voglio solo che questa maledetta porta si apra. Giuro che se non lo fa al più presto potrei anche buttarla giù in qualche modo.
Poi dovrei pensare a come sistemare il danno. È vero. Ma prima voglio raggiungere il mio scopo.
Nessuna risposta.
La rabbia comincia a crescere dentro di me. Incomincio ad avere sempre più caldo. La televisione viene accesa. E più colpisco la porta, più il volume viene alzato. Ormai sembra che l'inquilino di quell'appartamento sia completamente sordo.
Vedo la porta affianco alla mia aprirsi e una donna sulla sessantina uscire in vestaglia da notte e ciabatte. Si vede dalla sua espressione quanto sia scocciata dal volume alto.
"Signorina, tutto questo rumore arriva da quell'appartamento?" Mi chiede retorica
"Sì, credo di sì. Mi scuso per il fastidio che le procura."
"No, non si scusi. Risolva immediatamente questa situazione! Non accetto questo suo comportamento, così irrispettoso!" Dice la donna in tono acido rimarcando immediatamente.
"A voi giovani ormai l'educazione non la insegna più nessuno. Mai, e sottolineo mai ai miei tempi qualcuno si sarebbe permesso di mantenere un comportamento di questo tipo."
Sospiro adirata. Non ho alcuna voglia di risponderle a tono, e men che meno di insultarla. Mi abbasserei solamente al suo livello. Ed è ciò che lei vuole.
"Signorina, sinceramente si può sapere che cosa sta succedendo in quell'appartamento? Suppongo che sia il suo... Cosa sta facendo? Ha invitato gente per una festa?"
Non riesco a sopportare nulla di questa donna. Tutto in lei mi mostra la poca umiltà che ha.
"No, non organizzo nessuna festa. Mi scusi se sono uscita di casa per andare a lavorare, lasciando da sola per qualche ora mia nonna. Deve sapere che essendo anziana non sente molto bene. Credo sia questa l'effettiva ragione della televisione con un volume audio così alto."
Le rivolgo un sorriso forzato per poi continuare a parlare subito dopo.
"Comunque credo che lei possa capire il problema molto meglio di me se ci pensa bene. Non crede?"
Mi guarda allucinata. Nei suoi occhi si legge la rabbia nel sentire rimarcare la sua età.
Io ancora non so come spiegare ciò che ho detto. Davvero l'ho appena insultata in questo modo nemmeno tanto sottile?
Nonostante questi pensieri che mi vorticano in testa continuo a sorridere come se ciò che è appena uscito dalle mie labbra fosse la cosa più normale e naturale che abbia mai detto. La mia pace esteriore non fa minimamente supporre il caos che mi trovo dentro.
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Lacrime & Diamanti
ChickLitFederica: una ragazza che si trasferisce a New York per iniziare una nuova vita, e lasciarsi alle spalle tutto ciò che conosce. Ma il fato per lei ha predetto diversamente. William: il peggior incubo di Federica. Cosa ha in serbo la vita pe...
