"Oddio! Non so cosa mettermi!"
Sento la voce di Bea arrivare dalla mia stanza. Visto che oggi è l'ultima sera in cui possiamo uscire insieme le ho imposto di prendere qualche vestito dal mio armadio e di vestirsi come si deve.
Lei ha cercato di convincermi in tutti i modi a non obbligarla a mettere un'altra volta un vestito e dei tacchi. Ma è proprio questo il punto.
Lei lo deve fare.
Se non ora, quando mai lo farà ancora? La conosco e se qualcuno non la obbliga a vestirsi così, lei non lo fa di sua volontà.
È una di quelle persone che sarebbero capaci di andare a sposarsi vestita con dei jeans!
Ammetto che qualche anno fa lo avrei voluto fare anche io. Ma un semplice mese e mezzo in quell'ufficio e sono cambiata, radicalmente.
"Che problemi puoi avere scusa? Tra poco devo cambiare armadio per quanto è piano. Anzi, già che ne stiamo parlando... Dici che sarebbe eccessivo cambiare appartamento per avere una stanza in più da dedicare al guardaroba?"
Le chiedo innocentemente affacciandomi alla porta della stanza.
La vedo mentre si volta nella mia direzione e mi guarda allibita, spalancando gli occhi.
"Dove hai messo la mia migliore amica?"
Con un'alzata di spalle mi dirigo nuovamente verso il bagno dove inizio a raccogliere da una parte tutto ciò che mi serve per truccare me e Bea.
Subito dopo torno in camera e trovo la ragazza davanti all'armadio ancora aperto mentre si picchietta un indice contro il mento.
"Se sei così indecisa, non ti converebbe provare un po' di questi meravigliosi vestiti e scartarli man mano?"
"Sono vestiti, come possono essere meravigliosi?"
Protesta gonfiando le guance per motrarmi il suo dissenso.
"Perché ti devi sempre lamentare?"
Mi volto verso le ante aperte sperando di riuscire ad addocchiare qualcosa velocemente.
Un abito non troppo appariscente, ma comunque particolare mi salta all'occhio.
Si tratta di un tubino a due colori senza maniche. È piuttosto accollato, e dietro è caratterizzato da un ricamo interamente in pizzo che lascia tutta la schiena scoperta. La parte superiore è di colore rosso, ed è divisa da quella inferiore nera da uno stretto cinturino di vernice anch'essa nera.
Non è troppo corto, arriva poco sopra al ginocchio, quindi dovrebbe soddisfare quasi in tutto i gusti di Bea.
"Provati questo."
Le dico in un tono che non ammette repliche, porgendole la gruccia contenente il vestito.
"Ma non è troppo..."
"No, non è troppo nulla. Basta discussioni, mi sembri tanto una bimba che non vuole ascoltare la mamma."
"Ma! Io sono più grande di te! Di quasi un anno, per la precisione."
"Vedo che oggi non siamo pignole solo sull'abbigliamento."
Le rivolgo una linguaccia.
"Okay! Lo provo. Ma di sicuro mi starà malissimo."
Sbuffo esasperata. Devo ammettere che Bea è una persona molto sportiva, ed è anche molto poco femminile a volte.
Quando torna in camera però si può dire qualsiasi cosa tranne che le stia male.
Sembra che le sia stato cucito addosso. La cintura risalta la sua figura nonostante non sia affatto minuta.
"Sei perfetta! Dai vieni che ti aiuto con il trucco!" Le dico completamente estasiata.
"Sai, sembri quelle bambine che si divertono giocando a vestire e truccare le bambole. - Un'espressione tra lo spaventato e il terrorizzato occupa il suo volto. - Te lo dico con tutto il cuore, mi fai paura."
"Smettila di brontolare e siediti qui! Dai che siamo in ritardo sulla tabella di marcia!"
"Ah ecco, quindi la mia amica da qualche parte nascosta in questo corpo ancora c'è! E non hai perso le tue manie sulla puntualità..."
"Stai zitta, non ti agitare e fammi lavorare come si deve."
Dopo ben due ore finalmente siamo pronte. Naturalmente ho dovuto fare una specie di maratona per riuscire a prepararmi in tempo e anche aiutare lei che si lamentava per ogni minimo dettaglio.
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Lacrime & Diamanti
Chick-LitFederica: una ragazza che si trasferisce a New York per iniziare una nuova vita, e lasciarsi alle spalle tutto ciò che conosce. Ma il fato per lei ha predetto diversamente. William: il peggior incubo di Federica. Cosa ha in serbo la vita pe...
