La mattina seguente mi sveglio infreddolita. William è sdraiato al mio fianco e nel sonno si è arrotolato tutte le coperte in vita lasciandomi scoperta. Certe cose vedo che non cambiano mai. Lo strattono per riuscire a prendere uno spicchio lenzuola. Nel farlo però lo disturbo troppo e alla fine si sveglia. Mi guarda e assume un'espressione offesa.
"Mi hai svegliato solo per delle stupide coperte?"
"Ma io avevo freddo!" Mi guarda come se avessi detto la cosa più assurda che abbia mai sentito. Subito dopo si muove verso di me, ponendosi sopra al mio corpo. Dopo aver passato minuti interminabili baciandomi e facendomi rabbrividire, torna supino sul materasso.
"Va bene. Allora non ti dispiacerà prepararti tu la colazione, anzi mi faresti un caffè?" Nel mentre si gira dall'altro lato del letto come se volesse riaddormentarsi.
"Cosa? Ragazzo, vero che sai che ti stai illudendo?" Gli lancio un cuscino sopra la testa. Non creda che lo lasci dormire. E nemmeno se mi minacciano di morte gli preparo il caffè!
"Ho capito! Sei rimasta la solita permalosa, vero?" Dice rivolgendo il suo sguardo ancora assonnato verso di me. Io non sono permalosa, forse solo un pochino. Ma è tutta colpa sua. È lui che è capace di far uscire la parte peggiore di me. Io non lo faccio mica apposta. Si alza controvoglia e si mette seduto sul bordo del letto. Inizia a stiracchiarsi e io posso chiaramente vedere i muscoli della sua schiena contrarsi e flettersi.
Qualcosa di buono in questi anni lo ha fatto. Devo ammetterlo a me stessa. Tutti siamo cambiati. Io non sono più la stessa, ci sono tante cose che mi hanno fatta crescere. Non dico di essere una persona peggiore di quello che ero, ma non riesco a valutarmi. Vedere gli altri, descriverli, parlare di loro è sempre più facile. Non faccio fatica a dire che William è migliorato. È diventato un uomo migliore rispetto a quel ragazzino che ho conosciuto tanti anni fa. E lo riesco a dire perché lo vedo, come si comporta, che considerazione ha di sé.
Con Bea è tutta un'altra storia. Lei la leggo come se fosse un libro aperto. La conosco talmente bene che so già cosa mi risponderà ancora prima che lo faccia. Non nego che anche questa parte del nostro rapporto sia cambiata, e mi fa male. Ma delle tracce ancora persistenti le si leggono senza sforzo. Lei è diventata una persona che non avrei mai creduto sarebbe potuta appartenerle. Invece si è calata in un ruolo che mi stupisce e in parte anche ferisce. Quando la guardo ci vedo troppe cose negative. È dura accettarlo, perché è sempre stato il contrario. Per me William rappresentava il male, lei invece era la mia luce guida quella che non mancava mai. Poi un giorno se ne è andata. Una parte di lei mi ha abbandonato per sempre quella sera. E mai più potrò riaverla, lo so. La consapevolezza di tutto questo fa male.
Si piega verso il pavimento per prendere i boxer e i pantaloni. Ieri sera non mi sono resa conto di dove io abbia sparpagliato i vari indumenti per la stanza. Mentre lui si dirige in cucina io rimango a letto con l'intento di dormire ancora un po'. Non sono realmente stanca, ma amo poltrire nel letto alla mattina. Se fosse per me le giornate inizierebbero solo dopo mezzogiorno. Purtroppo però il lavoro mi chiama, e io sono costretta a rispondere seppur controvoglia. Sento un profumo invitante di caffè pervadere tutto l'appartamento. I passi sul parquet indicano l'arrivo del ragazzo in camera.
"Tra poco dobbiamo presentarci in redazione, e tu non hai nulla da metterti..." Lo guardo negli occhi e faccio per alzarmi.
"Ok, allora vado a casa a fare colazione e a prepararmi." Non lo faccio perché non mi sento a mio agio o per qualche altro motivo. Ho apprezzato veramente il modo in cui si è preoccupato per me la sera appena passata ma so difendermi da sola. Mi conosce, e non ne deve dubitare. Ma la sua espressione dice tutt'altro. Mi guarda come se avessi detto una cosa impensabile.
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Lacrime & Diamanti
ChickLitFederica: una ragazza che si trasferisce a New York per iniziare una nuova vita, e lasciarsi alle spalle tutto ciò che conosce. Ma il fato per lei ha predetto diversamente. William: il peggior incubo di Federica. Cosa ha in serbo la vita pe...
