Come promesso eccoci con un nuovo aggiornamento.
Con questo capitolo vorrei fare una carezza e fare un pensiero a tutte quelle persone che ogni giorno sono in quelle stanze ad aspettare. Una diagnosi, un parente, un operazione, una terapia. Perché ogni giorno è prezioso e dovremmo davvero essere grati di tutto quello che abbiamo. Anche della cosa più piccola.
Vi auguro una buona lettura!
Lasciai l'ufficio di Tyler circa quaranta minuti dopo. Eravamo stati bene e mi sentivo decisamente meglio rispetto a questa mattina. Mamma aveva ragione: dovevo parlarne con Tyler. Oggi non sarei stata di turno al Coco, così rientrai a casa e mi fiondai sul computer a continuare le mie ricerche per New York. Volevo essere preparata. Era un'occasione che volevo sfruttare in pieno e dovevo metterci tutto l'impegno possibile.
Stavo leggendo le ultime pagine di un articolo sulla politica americana quando la porta della mia camera si aprì.
«Sei viva allora» disse Lily entrando e andandosi a sedere sul letto.
«Sì. Non ti ho svegliata. Prima ho incontrato Nick e mi ha detto che non hai riposato benissimo stanotte. Non volevo svegliarti» dissi ruotando la sedia verso di lei. Abbassò lo sguardo e si accarezzò la pancia.
«Questa peste ha tirato calci tutta la notte»
«Beh gli piace passare le nottate sveglio. Mi ricorda qualcuno» dissi scherzando. Aveva due genitori ribelli e festaioli. Non potevano pensare che nascesse il loro opposto.
«Speriamo sia più tranquillo quando nasce» «Staremo a vedere. Quando hai la prossima visita?»
«Inizio settimana prossima. Sarà una delle ultime ecografie. Poi ci saranno i controlli sotto data per capire come siamo messi».
A quelle parole battei le mani felice. «Che bello. Non vedo l'ora! Avremo un piccolo ometto per casa». Lily non era della stessa gioia mia.
«Devo prima tirarlo fuori»
«Dio Lily! La fai sembra una cosa orribile»
«Deve uscire dal mio corpo. Un bambino. Hai idea di quanto sia grande?»
«Mamma ha sempre detto che in quel momento viene tutto naturale e che non ci pensi troppo»
«Staremo a vedere» disse alzandosi e tenendo una mano sulla schiena.
«Ora preferisco non pensarci. Hai da fare?»
«No, ho praticamente finito»
«Ottimo. Andiamo. Mi serve il tuo aiuto»
«Per fare cosa?» le chiesi curiosa seguendola al piano di sotto.
«Dobbiamo portare in camera queste» disse fermandosi all'ingresso, davanti a due scatole grandi.
«Cosa sono?»
«Il lettino e il fasciatoio»
«Ma non dovevi andare a prenderle con Nick?»
«Volevo fargli una sorpresa. Vuole comprare tutto lui. Mi sento inutile. Così le ho ordinate e ora le montiamo»
«Noi?» chiesi perplessa. Non avevo mai montato nemmeno uno sgabello, se mai poteva essere montato. Probabilmente, anzi sicuramente lo vendevano già intero.
«Sì. Ce la possiamo fare»
«Lily, non lo so...e se lo montiamo male e si rompe o quando ci metti il piccolo si rompe»
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Fidati di me
RomanceQuesta non è una storia d'amore qualunque. È una storia d'amore con la A maiuscola. Quella che ti toglie il respiro, che ti fa tremare le mani e battere il cuore all'impazzata. Quella che non cerchi, ma che arriva lo stesso, e ti cambia la vita. All...
