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Quanto tempo che è passato da quanto ho scritto l'ultimo capitolo di "Fidati di me". Questa storia racconta davvero gli alti e bassi della mia vita. Ogni capitolo è stato scritto in determinati momenti della mia vita e va bene così. Si scrive solo quando e come ci si sente. E non c'è davvero niente di più vero. 

Spero che molti di voi saranno contenti di vedere un aggiornamento per questa storia. Che merita assolutamente un finale. E chi sono io per non darglielo. Quindi rimanete sintonizzati perché la storia di Allie e Tyler ancora non è finita.


Presi un aspirina prima di sdraiarmi a letto. Avevo bisogno di non pensare a tutto il resto per qualche ora e soprattutto che questo mal di testa passasse.

Chiusi gli occhi e mi addormentai ma durò poco perché quando aprii gli occhi, la sveglia sul comodino segnava le cinque del mattino. Alzai gli occhi al cielo. Lanciai un occhiata all'altro lato del letto e trovai Tyler che dormiva. I capelli disordinati, il petto nudo e il lenzuolo che lo copriva fino in vita. Non ci eravamo più rivolti parola da quando avevo deciso di terminare la conversazione. Non lo avevo nemmeno sentito venire a letto. Avevo bisogno di riflettere, di pensare tranquillamente senza farmi prendere dal nervoso. Si potevano dire tante parole sbagliate a caldo e non volevo che succedesse. E il modo migliore che conoscevo per schiarirmi i pensieri era una bella corsa. Anche se fossi rimasta a letto non sarei riuscita a riaddormentarmi. Avevo troppi pensieri per la testa. Così mi alzai, mi sciacquai la faccia, lavai i denti e indossai un paio di pantaloncini sportivi neri con una canotta coordinata. Infilai le scarpe, indossai le cuffie e dopo aver premuto play sulla mia playlist "Running" uscì di casa diretta sulla spiaggia.

Corsi per cinque chilometri senza fermarmi. Non c'era ancora molta gente in giro per le strade. La città era ancora abbastanza silenziosa, il sole stava sorgendo e l'aria fresca era davvero gradevole. Arrivata al molo mi fermai lungo la passerella che portava direttamente sul mare. Era silenzioso, ventilato e perfetto per prendersi una pausa prima di ricominciare. Mi appoggiai al corrimano in legno e fissai l'orizzonte. Il mare era di un blu intenso e il sorgere del sole dava al cielo un mix di colori tra il rosso e l'arancione che rendevano la vista davvero magnifica. Sperai davvero che la giornata sarebbe stata bella quanto questa alba. Avevo bisogno di tornare ad essere serena. Non volevo continuare ad avere pensieri come negli ultimi giorni. Avevo bisogno di parlare con Tyler. Digli tutti i dubbi che avevo, quello che mi passava per la mente e soprattutto che avevo bisogno di lui perché non sapevo se fossi in grado di reggere tutto questo.

Dopo una decina di minuti decisi di riprendere la corsa. Rientrai a casa circa quaranta minuti dopo. La casa era ancora silenziosa. Non trovai nessuno né in cucina, né in salotto. Salì in camera cercando di fare meno casino possibile. Non volevo svegliare nessuno. Chiusi piano la porta della camera e appena mi voltai non vidi Tyler a letto. La luce del bagno era spenta. Mi venne subito un nodo alla gola. Era passata più di un'ora da quando ero uscita. Non sapevo che doveva uscire presto. Recuperai il cellulare dalla tasta che pantaloncini e trovai un suo messaggio. Mi ricordai che avevo messo il cellulare in modalità silenziosa e non lo avevo sentito arrivare.


T: Buongiorno scricciolo. Non mi è piaciuto trovare il letto vuoto stamattina. Spero che tu non sia troppo arrabbiata con me. Sono in ufficio. P.S.: ricordati sempre che ti amo.


Ok, volevo mettermi a piangere. Odiavo litigare con le persone e più di tutto odiavo litigare con lui. Avevo bisogno di parlargli e di trovare un po' di tempo per stare con lui. Non ci pensai due volte, mi buttai sotto il getto d'acqua. Se mi sbrigavo potevo essere da lui in circa trenta minuti.

Fidati di meLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora