Un po' in ritardo ma stavo scrivendo il capitolo quando è arrivata la mia famiglia a cena. Quindi eccoci qui, a quest'ora, a lasciarvi un nuovo aggiornamento.
Ricordatevi sempre delle persone che ci sono accanto a voi nei momenti più difficili. Nei momenti in cui siete più fragili. QUELLE sono le persone a cui fare affidamento. QUELLE sono le persone che vi vogliono davvero bene.
La zuppa di patate di Mary era squisita. Cercammo di non pensare alla situazione che c'era a casa anche se era davvero difficile. Mary e Bob ci raccontarono che hanno passato le ultime settimane ad aiutare i cittadini a preparare un festival che si terrà questo fine settimana. Sarebbe stata un ottima occasione per distrarci un po'. Sempre che avremmo potuto rimanere qui. Sperai che questo posto fosse sicuro come lo era qualche mese fa.
Appena finimmo di mangiare Fred e Bob uscirono a sbrigare delle faccende anche se ero convinta che volessero parlare di quello che stava succedendo senza, forse, scandalizzare anche noi. Più di quanto non lo fossimo già.
«Stai bene?» mi chiese Mary mentre lavava i piatti.
«Sì» dissi portandole le ultime posate.
«Puoi essere preoccupata. Lo siamo tutti»
«Lo so. Voglio solo cercare di restare calma e non agitare ancora di più Tyler»
«Si preoccupa per te. E' normale» «Lo so. Vorrei solo vederlo più rilassato» dissi afferrando un asciugamano dal cassetto e iniziando ad asciugare i piatti.
«Lo sarà presto. Troveranno il modo di sistemare le cose. Lo fanno sempre». Le rivolsi un sorriso. Sapevo che sarebbe successo. Le cose si sarebbero sistemate. Quello che non sapevamo era quando. «Come fai a rimanere così tranquilla?»
«Oh cara. Non lo sono per niente. Sono solo brava a nasconderlo» dissi scherzando e dandomi un colpetto di spalla.
«Con l'esperienza si impara» continuò poco prima che il mio cellulare iniziasse a squillare.
«Scusami Mary» dissi posando il piatto che avevo in mano e andando a recuperare il telefono che avevo lasciato all'ingresso. Lo tirai fuori dalla borsa e appena vidi il nome di Tyler mi uscì un sorriso.
«Ciao» dissi subito.
«Scricciolo. Stai bene?» il suo tono era più preoccupato di quanto immaginassi.
«Sto bene. Tu stai bene?»
«Sì. Scusami. Avrei dovuto stare più attento. Avrei dovuto tenerti al sicuro..»
«Tyler. Fermarti». Non avevo nessuna intenzione di farlo proseguire. «Non devi chiedermi scusa. Non potevi saperlo»
«Avrei dovuto. Avrei dovuto stare più attendo. Capire che avrebbero potuto arrivare a te»
«Non hanno calcolato che c'erano altre trenta persone e Fred. Non è successo nulla»
«Se ti dovesse succedere qualcosa...». Non terminò nemmeno la frase ma sapevo dove voleva arrivare.
«Tyler sto bene. E non mi succederà nulla»
«Sei con Bob e Mary?»
«Sì. Stai tranquillo. Per favore». Volevo che stesse tranquillo.
«Stiamo partendo ora»
«Stanno tutti bene?»
«Sì. Veniamo tutti qui. Non ho intenzione di farli arrivare a nessuno. Lì ci sono abbastanza camere per tutti quanti»
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Fidati di me
RomanceQuesta non è una storia d'amore qualunque. È una storia d'amore con la A maiuscola. Quella che ti toglie il respiro, che ti fa tremare le mani e battere il cuore all'impazzata. Quella che non cerchi, ma che arriva lo stesso, e ti cambia la vita. All...
