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Con un giorno di ritardo perché puntavo a pubblicare ieri ma il lavoro ha avuto la meglio. Ma oggi eccoci qui con un nuovo capitolo.

Pensi che finirà mai questa storia?» chiesi a Fred con lo sguardo fisso fuori dal finestrino. Avevamo ormai lasciato la città e intorno a noi non c'era altro che terra, alberi e qualche paesino sparso qua e là.

«Certo che sì. Tyler si sta impegnando per farlo». Sapevo che lo stava facendo ma c'era sempre qualcosa che andava storto. Diventava difficile vedere la luce in fondo al tunnel così.

«A cosa pensi?» mi chiese qualche minuto dopo. Scossi la testa e abbassai la testa sulle mie mani.

«A come sarebbero le giornate senza tutto questo casino»

«Lo scopriremo presto»

«Lo spero»

«Tyler deve uscire da questo giro. Per lui e per te. E ce la sta davvero mettendo tutta».

Mi uscì un sorriso.

«Lo so.». Sapevo quanto si stava impegnando e avevo intenzione di supportarlo in ogni modo. Anche se a volte non era per niente facile. «Com'era prima?» mi azzardai a chiedergli.

«Cosa intendi?»

«Quando combatteva. Era diverso come persona?». Non conoscevo quella parte di lui. Mi aveva raccontato qualche episodio. Quanto lo rendeva nervoso e frustrato ma non sapevo altro.

«Era sempre lui ma molto più incazzato. Non usciva mai se non per andare agli incontri e al lavoro. Viveva in totale allerta per paura che succedesse qualcosa a suo padre. La sua vita era totalmente centrata sul non perdere la casa dei suoi genitori e suo padre. Ma si stava dimenticando di se stesso».

Sentii gli occhi inumidirsi. Non potevo nemmeno immaginare come si sentiva. La rabbia che aveva dentro. «Come vi siete conosciuti?»

«Io e Carl siamo amici da sempre, solo he dopo la morte di Grace aveva troncato ogni rapporto con tutti. Ci siamo incontrati dopo diversi anni e quando mi ha parlato di Tyler ho ritenuto giusto aiutarlo. Li sento parte della mia famiglia»

«E' molto bella questa cosa. E' stato fortunato ad averti nella sua vita»

«Io ho aiutato lui ad uscire da qualcosa più grande di lui ma lui ha aiutato me a restare con i piedi per terra».

Corrugai la fronte. «Che vuoi dire?»

«Tyler ha perso sua madre ma io avevo perso un figlio e una moglie. Non avevo più nessuno per cui lottare. Ma poi è arrivato Tyler. E mi ha permesso di non perdermi» la sua voce si incrinò un po' alla fine. Non conoscevo nulla della vita di Fred ma non immaginavo che avesse potuto soffrire così tanto anche lui.

«Mi dispiace molto, Fred. Non lo sapevo»

«Ora ho una nuova famiglia e farò tutto ciò che posso per aiutarla. E Tyler si merita un po' di felicità ora.»

Il resto del tragitto fu silenzioso e tranquillo. E' incredibile quanto le persone possono nascondere sotto a un bel sorriso. Non avevo idea di quello che aveva passato Fred. Ed era incredibile di come la vita di mette davanti a persone con gli stessi tuoi traumi e da cui ti possono aiutare a guarire.

Quando arrivammo a San Simon orami era buio. Il paesaggio era rimasto lo stesso dell'ultima volta anche se la notte nascondeva un po' tutto quanto.
Fred accostò davanti a casa di Tyler, dove c'erano già Bob e Mary, sul portico, ad aspettarci. Mi domandavo come facevano a sapere ogni volta l'esatto momento in cui saremmo arrivati.

«Super puntuali» disse Mary scendendo le scale del portico e raggiungendoci.

«Queste strade sono sempre tranquille» rispose Fred.

«Non vi ha seguito nessuno?» chiese Bob raggiungendoci.

«No, nessuno. Ho allungato un po' la strada per evitare eventuali problemi»

«Ottimo» rispose Bob scambiandosi un saluto con Fred.

«Allie. E' bello averti qui» disse Mary stringendomi in un abbraccio.

«Vorrei essere qui in altre circostanza ma è bello rivedervi»

«Succederà presto cara. Vedrai»

«Ciao Allie» disse subito dopo Bob abbracciandomi anche lui.

«E' bello rivedervi» dissi stretta nell'abbraccio. Forse per qualche ora avrei potuto respirare. Senza pensare a cosa stava succedendo a casa.

«Anche per noi. Tu stai bene?» mi chiese scrutandomi il viso.

Annuì «Sì. Solo un grande spavento»

«La ragazza è in gamba. Gli ha saputo tenere testa».

Sorrisi «Ci ho provato»

«Venite dentro. Ho preparato qualcosa per cena

Appena entrai in casa mi scappò un sorriso. Era esattamente come me la ricordavo. Calda e accogliente e con questo profumino che arrivava di sicuro dalla cena che aveva preparato Mary.

«Accomodatevi» disse indicando la tavola già apparecchiata.

«Mary non dovevi. Ci saremmo arrangiati in qualche modo»

«E' stato un piacere. Spero vi piaccia la zuppa di patate»

«Il profumo è delizioso» dissi rivolgendole un sorriso e accomodandomi a tavola

. «Allora che è successo?» chiese Bob sedendosi a capotavola.

«Pensavamo di aver trovato il modo di incastrarli e invece erano dieci passi avanti a noi»

«Quindi l'idea di questo incontro è saltato?»

«Non c'era nessuno da quello che mi ha detto Tyler. Era un modo per arrivare ad Ally». Sentire quelle parole mi scatenò un brivido per tutta la schiena.

«Sanno come arrivare a Tyler. Ma cosa vorranno mai»

«Potrei avere un'idea» disse Fred alzandosi da tavola e andando a recuperare la cartelletta nera che aveva lasciato sul mobile all'ingresso.

«Tyler ha sempre pensato che cercassero i codici per i suoi conti ma questa cartellina è la ragione per cui ci stanno addosso. Dentro c'è tutto: foto, rapporti, perfino il nome di chi ha pagato per dare fuoco alla casa di Carl»

«Che tipo di foto?» chiesi.

«Degli incontri. Dei soldi scambiati tra loro e Tyler. Tutto quello che può incastrare Tyler è qui dentro».

Mi venne la nausea solo a sentire quelle parole. Non sarebbe potuto succedere. Non a Tyler. «Tyler non sa nulla di quella cartellina» dissi cercando di capire cosa stesse succedendo mentre cercavo di non correre in bagno a vomitare.

«Non volevo che queste carte diventassero un'arma contro di lui. Finché non trovavamo un modo per farle valere in tribunale, dovevano restare un segreto»

«Ne dovremo parlare con Scott». Probabilmente poteva trovare un modo di usare quelle prove per aiutare la polizia a trovarli ma senza far finire Tyler nei casini.

«E' meglio metterla in un posto sicuro» disse Mary intervenendo. Ero completamente d'accordo con lei.

«Ci penso io» disse Bob alzandomi e prendendo la cartellina prima di sparire nel corridoio che portava alle camere.
Tyler mi aveva parlato di alcuni codici per accedere ai conti dell'azienda e si trovavano proprio qui. A San Simon. Bob avrebbe custodito quella cartellina come aveva fatto con quei codici.

Allora cosa ne pensate?
Vi piace la storia?
Mi fa sempre piacere ricevere i vostri pareri. Aiutano ad andare avanti.

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