E potevo lasciarvi con un solo capitolo? Certo che no!
Ed eccoci qui!
Spero vi piaccia.
Buona lettura!
Era venerdì sera e il locale era pieno. Olly continuava ad insegnarmi nuove ricette e nuovi trucchi per essere più veloce. Era davvero bravissima e rimanevo affascinata ogni volta che preparava un drink. Sapevo che sarebbe stata una serata movimentata ma non pensavo a tal punto.
Quando un uomo alto venti centimetri più di me, che indossava una polo bianca e uno sguardo tutto tranne che sereno, immaginai qualsiasi cosa. Che avesse avuto una brutta giornata, che sua moglie lo avesse lasciato...che avesse avuto problemi al lavoro. Avevo davvero pensato a qualsiasi scenario, ma appena nominò il nome di Tyler mi si gelò il sangue.
«Tyler pensa di nascondersi ancora per molto?»
«Non so a cosa tu ti riferisca» dissi cercando di restare calma, continuando a pulire lo shaker che avevo in mano.
«Non fare la furba. Sappiamo benissimo che dove sei tu, c'è lui».
Deglutii a fatica, sperando di non darlo troppo a vedere. «E' curioso che lei sappia così tanto di me quando io non so nemmeno il suo nome». Non sapevo dove avessi trovato tutto quel coraggio. Forse l'adrenalina. O la paura. Ma sul suo voltò comparse un espressione irritata.
«Digli che il tempo sta per scadere». E questo cosa voleva dire? Quale tempo? Per che cosa?
«Se lo vedrò, glielo riferirò» dissi mantenendo la voce limpida e sfoggiando il mio miglior sorriso.
«Non ti conviene giocare con me»
«Non sto giocando. Vuole bere qualcosa? Sarei felice di servirle qualcosa». Non appena pronunciai quelle parole, vidi altre due persone entrare nel locale. Erano vestiti completamente di nero e di certo non erano clienti abituali.
«Allie, il capo ti vuole nel suo ufficio» la voce di Olly fu un sollievo.
«Arrivo subito» le dissi senza distogliere lo sguardo dall'uomo che avevo di fronte.
«Se vorrai bere qualcosa, Olly sarà felice di servirti» dissi con il sorriso più finto che potessi fare. Posai tutto sul bancone e mi diressi verso l'ufficio di Fred. Dovetti combattere con tutta me stessa per non voltarmi verso di lui. Non volevo dargli modo di pensare che avessi paura di lui o meglio ancora che fossi terrorizzata. Cosa che non era del tutto falsa.
Non appena arrivai di fronte all'ufficio, la porta si aprii subito.
«Entra» dissi lanciando uno sguardo alle mie spalle.
«Cosa ci fanno qui. Non avrebbero dovuto essere all'incontro?»
«Non ne ho idea» disse chiudendo a chiave la porta.
«Cosa facciamo?» chiesi mentre lui iniziava a sfogliare dei documenti sulla scrivania.
«Avvisa Tyler e poi ce ne andiamo da qui». Annuì ed estrassi il telefono. Provai a chiamarlo tre volte ma non rispose. Probabilmente aveva messo la modalità silenziosa. Così chiamai Scott. Dopo tre squilli rispose.
«Allie». Chiusi gli occhi appena sentii la sua voce. Stava bene.
«Tyler. Sono qui» Arrivo subito. Sei con Fred?»
«Si siamo nel suo ufficio» dissi mentre osservavo Fred che continuava a cercare qualcosa tra i cassetti della scrivania e gli scaffali intorno.
«Sta cercando dei documenti. Credo». Sentii Tyler dire qualcosa ma Fred alzò lo sguardo verso di me e disse «Digli che andiamo a San Simon» e tornò con lo sguardo sulla scrivania.
«Dice che andiamo a San Simon»
«Ok. Sta con lui. Avviso io Nick» «Ok». Speravo che Nick e Lily stessero bene.
Potevano essere passati anche da casa?
«Passami Fred». Mi avvicinai alla scrivania e gli porsi il cellulare. «Vuole parlare con te».
Nonostante fosse al telefono continuò a cercare qualsiasi cosa pensasse di trovare. Era tutto così strano che non sapevo nemmeno cosa fare. Mi sentivo inutile. Lì, in mezzo all'ufficio di Fred con al di fuori della porta quattro uomini pronti a fare qualsiasi cosa.
"Digli che il tempo sta per scadere". Il tempo per che cosa. Cosa avevano intenzione di fare. E quant'era esattamente questo tempo.
«Tieni» disse risvegliandomi dai miei pensieri. Presi il cellulare e lo rimisi in tasca.
«Loro stanno bene?» chiesi preoccupata.
«Sì. Non c'era nessuno all'incontro»
«Che cosa?» Com'era possibile.
«A quanto pare sono qualche passo più avanti di noi».
Non sapevo chi fosse questa gente e cosa volessero esattamente ma ero certa di una cosa: avrebbero fatto qualunque cosa per ottenerla. Qualunque.
«Trovata» esclamò Fred alzando in aria una cartelletta nera.
«Quella stavi cercando?»
«Sì. Può tornarci utile e se a loro venisse la brillante idea di entrare qui dentro...è meglio che non la trovino»
«Perché?». Cosa poteva contenere una cartelletta così piccola per essere così tanto ricercata.
«Te lo spiego in macchina. Ora andiamo»
«Ma Olly?» chiesi lanciando uno sguardo alla porta.
«L'ho già avvisata prima. Non le faranno nulla».
Tutto avrei pensato ma non di finire in un casino del genere. Seguii Fred all'uscita secondaria del suo ufficio che dava direttamente sul parcheggio posteriore. Ora capivo perché parcheggiava sempre lì. Probabilmente i nostri amici non sapevano di questa uscita. Tanto meglio per noi.
Salì in macchina e in qualche minuto ci ritrovammo sulla statale diretti fuori città.
<<< SPAZIO AUTRICE >>>
- Siete curiose vero? Avete ragione. Scalpito anche io per pubblicarvi quanto prima il prossimo capitolo.
Cosa ne pensate?
Vi va di commentare nei commenti con me gli ultimi due capitolo?
STAI LEGGENDO
Fidati di me
RomansaQuesta non è una storia d'amore qualunque. È una storia d'amore con la A maiuscola. Quella che ti toglie il respiro, che ti fa tremare le mani e battere il cuore all'impazzata. Quella che non cerchi, ma che arriva lo stesso, e ti cambia la vita. All...
