Dopo tutto quello che era successo, Aelita aveva capito una cosa. Per lei la normalità non sarebbe tornata tutta insieme, sarebbe tornata a piccoli pezzi.
Era fatta di piccoli attimi, di piccoli pezzi, una mattina passata al bar, una passeggiata con Hannah.
Una mattina c'erano i bambini che litigavano per un giocattolo e cinque minuti dopo giocavano di nuovo insieme.
Manuel che tornava ad allenarsi, non poteva stare appresso a tutto. Poi doveva partire per Monaco a causa di varie partite importanti a cui il capitano deve assolutamente presenziare.
Erano proprio quelle piccole cose a farle sentire che la loro vita non apparteneva più a Enrico e Marco.
Quella mattina Aelita era in cucina con Hannah in braccio.
La bambina aveva appena cinque mesi e osservava tutto con quei grandi occhi curiosi, mentre Bruno, Hans e Thomas facevano a gara per attirare la sua attenzione.
"Guardate che se continuate così vostra sorella vi morde."
"Ma non ha neanche i denti!" protestò Thomas.
"Appunto. È ancora vostra sorella, non un coccodrillo."
Manuel rise dal corridoio.
"Non sottovalutare Hannah."
Aelita si voltò verso di lui e chiese:
"Tu sei dalla parte sua?"
"Sempre."
"Perfetto. Allora quando crescerà e farà i disastri, saprò chi accusare."
Manuel le si avvicinò e le diede un bacio sulla fronte.
"Mi mancava questa."
"Che cosa?"
"Sentirti lamentare dei bambini per cose completamente normali."
Aelita sorrise.
"Anche a me."
Non servivano grandi discorsi per tornare alla normalità, era proprio quello il punto.
Per mesi avevano desiderato una mattina come quella.
Qualche ora dopo Aelita entrò al bar Roma.
Era uno dei pochi posti che le erano sempre sembrati veramente suoi.
Ci lavorava ormai da anni. Era entrata lì quasi per caso, all'inizio, e non avrebbe mai immaginato che sarebbe rimasta così a lungo.
Col tempo aveva imparato ogni angolo del locale, i rumori della macchina del caffè, il modo in cui il capo preferiva sistemare certe cose, le abitudini dei clienti affezionati.
Soprattutto aveva trovato delle persone con cui stare bene.
Appena entrò, Jan la vide.
La guardò per qualche secondo e fece il suo solito sorriso.
"Allora, hai fatto ore piccole stanotte?"
Aelita lo fissò.
"Jan, questa battuta era squallida già anni fa, figurati se non lo è adesso!"
"Quindi funziona ancora."
"Ma no."
"Però mi hai risposto."
Lei scoppiò a ridere.
"Va bene. No, non ho fatto le ore piccole."
"Allora racconta."
Aelita si mise il grembiule.
"Da dove comincio?"
"Da dove vuoi."
"Comincio da Dubai."
Jan alzò le sopracciglia.
"Ah, quindi siete riusciti ad andarci davvero?"
"Sì. Io, Manuel, Sammy, André e tutti i bambini."
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AELITA
Fanfiction🩷🗽 FANFIC PARZIALMENTE ISPIRATA A CODE LYOKO Questa storia percorre le vicende di Aelita Stonz una ragazza americana di circa ventidue anni che si ritrova a combattere in un mondo virtuale sconfiggendo il nemico feroce Xana. In queste sfide è aff...
