48. Vincere

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Ray

"CAZZO!" urlo, sbattendo i palmi sulle cosce quando mi accorgo di non avere più le chiavi in tasca.

Il tempo scorre ed Elisabeth è sempre un passo più lontana da me.

Fuori piove, l'aeroporto è a quindici minuti di distanza da qui, e ho lasciato le banconote a casa, perciò non posso permettermi un taxi. E se andassi velocemente a prelevare? E se non pagassi il taxi? E se prendessi un bus? Tutte le idee percorrono la mia mente, ma più penso, e più perdo minuti preziosi.

"Va bene. Fanculo." sussurro frustrato.

Apro le porte d'uscita e corro sotto la pioggia verso l'aeroporto.

Non la perderò un'altra volta.

Elisabeth

Seduta nelle panchine dell'aeroporto, aspetto che il mio aereo per Madrid arrivi prima che io faccia la stupida scelta di rimanere qui con Ray.

Devo scappare, perché qui rischio solo di metterlo in pericolo. E lui non si merita tutta questa angoscia e questa sofferenza. Lui merita solo tanta felicità, che spero prima o poi qualcuno possa dargli.

Rileggo la nostra chat un'ultima volta, perdendomi tra gli insulti amichevoli che ci siamo tirati addosso. Proprio quando leggo l'ultimo messaggio che gli ho mandato, sento l'annuncio dell'arrivo del mio aereo.

Mi alzo, e mi rigiro un'ultima volta ad osservare la mia città, la mia casa e il luogo in cui sono cresciuta.

Sono pronta a dirle addio un'altra volta. Sono pronta a saltare per sempre la mia tenera e dolce zia. Sono pronta a salutare l'anima di mio padre che vaga sola nei corridoi della mia vecchia casa. Sono pronta a dire addio a quella vipera crudele e senza cuore di mia madre. Sono pronta a salvare Ray.

Distolgo lo sguardo dalle grandi finestre bagnate dalla continua pioggia che sta cadendo. Anche il cielo è triste oggi.

Sposto il peso da un piede all'altro, finché non mi dirigo direttamente ai controlli. Butto giù la valigia e la lascio nel carrello con gli altri bagagli a mano. Procedo verso la sicurezza per farmi ispezionare, ma all'improvviso una mano bagnata e fredda mi afferra il braccio, obbligandomi a girarmi definitivamente.

"Si può sapere cosa ti salta in mente!?" esclama Ray, completamente fradicio.

Gli sguardi delle altre persone si girano verso di noi, rendendoci protagonisti della scena.

"Ray, devo andare..." sussurro, cercando di non dare troppo nell'occhio.

"Smettila di mentirmi dannazione!" continua ad urlare, indietreggiando di un passo. Non si è nemmeno accorto che ha la sicurezza a pochi metri di distanza

"Tu non stai andando semplicemente via. Tu stai scappando! Mi stai lasciando un'altra volta da solo!" afferma, sfogando ogni sua emozione.

"Lo faccio per te Ray." chiarisco.

"Tu non puoi decidere per me Elisabeth!"

"Ma io voglio proteggerti!" anche io ho alzato i toni.

"Allora se vuoi proteggermi rimani con me!" questa volta, il suo urlo viene accompagnato da un urto della sua mano sulla scrivania di acciaio. Ora si che abbiamo attirato l'attenzione.

Giro leggermente il capo per tranquillizzare i poveri civili che ci circondano, scappando dal suo sguardo. Osservo i suoi vestiti completamente bagnati. Analizzo i volti delle persone incuriosite attorno a noi. Guardo qualsiasi cosa, tranne i suoi occhi.

"Tempo fa, ti ho promesso che ti sarei stato accanto come Ray Clark, perché ti sentivi sola, e non era ciò che volevi..." afferma, con un tono più basso, mentre si avvicina a me.

"Bene... Ora voglio che tu mi prometta lo stesso, perché voglio avere accanto Elisabeth White." dichiara, trovandoci solo ad un passo di distanza.

"Ray non sai quello che dici..."

"Sì invece." continua ad ammettere sicuro, dopo avermi stretto fortemente la vita, ed aver avvicinato il mio corpo al suo.

"Te ne sei già andata via una volta. Ora non uccidermi per favore."

I nostri bacini combaciano, ed i suoi vestita bagnati inumidiscono i miei.

"E se finisse male Ray?

"Solo se te ne vai via dalla mia vita un'altra volta, finirà veramente male per me, Elisabeth." confessa. Percepisco la mia vista annebbiarsi lentamente.

"Ray..."

"Ho paura di perderti, non ho paura di amarti..." rivela, facendo centro nel mio cuore. Percepisco una goccia scendere sulla mia guancia, ma Ray si affretta nell'asciugarla.

"Io provo qualcosa di forte per te, El. E non permetterò più a nessuno di toglierti dalle mie braccia un'altra volta."

La sua confessione abbraccia la mia anima e la incatena alla sua. Non riesco a trovare parole all'altezza di quelle di Ray, perciò ascolto solo l'istinto. Afferro il suo viso con decisione, mi alzo in punta di piedi e unisco il nostro sentimento una volta per tutte con un bacio.

Sento in sottofondo gli applausi e i fischi delle persone che esultano, ma non ci do troppo peso: sono troppo impegnata a perdermi tra le sue soffici labbra.

Sento la sua presa stringere con più forza la mia vita, fino a scendere nei fianchi.

Ray

Un bacio. Uno solo. Solo un bacio che ha gridato al mondo intero che Elisabeth e Ray sono tornati, uniti più di prima, con una forte voglia di vincere questa schifosissima battaglia.

Nel silenzio della mia anima riesco a percepire il cuore battere più forte, il sangue pulsare più velocemente e sentire le urla di un piccolo Ray che sta urlando vittoria.

Ci stacchiamo lentamente, con entrambi le labbra arrossate e i pomi rossi. Osservo ogni lineamento del suo viso e l'unica cosa che penso è che la bacerei ancora e ancora, fino allo sfinimento. Fino a perdere il maledetto fiato.

"Ed ora?" mi chiede, facendo scivolare entrambe le sue mani sul mio petto bagnato.

"Ora vinciamo. Insieme." sussurro ad un soffio dal suo naso.

"Bene... Allora che ne dici Robin se ti asciughi, prima della battaglia finale?" domanda, mentre scompiglia i miei capelli bagnati.

"Ho detto di voler stare con te. Non di essere il tuo Robin. "

"Fa lo stesso." Afferma con un occhiolino.

Quanto mi fai uscire fuori di testa. 

Il Riflesso Di Una BugiardaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora