Capitolo 6 - Il cancello di Oblivion

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I primi cinque minuti l'elfa non riuscì a muoversi, continuava soltanto a guardarsi intorno per cercare di orientarsi. Ma era praticamente impossibile. Di fronte a lei svettava una torre gigantesca, collegata a dove si trovava lei da un largo ponte, in parte crollato. I ponti solitamente servono per attraversare i fiumi ma Kristal, questo in particolare, non avrebbe mai voluto passarlo. Se fosse caduta, infatti, sarebbe morta bruciata. Le acque di quel fiume, in realtà, erano lava. Intorno tutto il paesaggio era monotamente rosso e il caldo era insopportabile. La ragazza ritornò a guardare la torre, era sicura che fosse quello il posto migliore da dove cominciare a cercare. Si diresse dubbiosa verso il ponte, dal caldo avevano iniziato a sudarle le mani e questo non le consentiva di avere una presa salda sulla spada.

Ad un tratto sentì il rumore di una lama, si girò verso sinistra per capire da dove proveniva e in lontananza vide una guardia lottare contro un goblin. Le andò incontro con la spada alzata e decapitò l'essere dalle spalle. Il soldato fu sollevato dal vederla, si asciugò la fronte e ripose l'arma nel fodero. Ma che fa? Potrebbe saltar fuori un altro mostro da un momento all'altro.
"Chi ti ha mandata qui?" Kristal non aveva voglia di perdere tempo in chiacchiere, voleva uscire di lì al più presto.
"Il generale Savlian, sono qui per chiudere il cancello. Mi puoi aiutare?" Questo si mise a ridere. Kristal fu tentata dal puntargli la lama alla gola, non ne poteva più di essere sottovalutata dalla gente. Si trattenne una volta di più e riprese a parlare con una calma che non le apparteneva.
"Allora? Volevo salire sulla torre, penso che sia la chiave per chiudere questo dannato portale." E dannato lo era in tutti i sensi. La guardia sbuffò. "Non ho intenzione di stare qui dentro un momento di più. Il mio amico Dill è stato catturato e portato nella torre mentre io sono quasi morto per colpa di questi esseri. Voglio uscire subito, adesso tocca a te finire la missione." E detto questo si avviò al cancello. Ma con che razza di imperiali ho a che fare? Davvero ha intenzione di lasciarmi qui da sola? Quello non è un uomo, è un coniglio. Kristal non si preoccupò nemmeno di richiamarlo, probabilmente le sarebbe stato soltanto d'intralcio.

Attraversò il ponte e appena arrivò sotto all'entrata della torre fu attaccata da un altro goblin. Questo le lanciò una fiammata che Kristal tentò di parare con la sua spada, inutilmente. Il fuoco arrivò ad intaccare l'armatura ma senza procurare un grande danno. D'altronde gli elfi oscuri sono resistenti agli attacchi magici e in particolare al fuoco. Ecco un'altra informazione da lei conosciuta, anche se non sapeva come. Non si soffermò a pensarci troppo e attaccò la bestiolina che continuava a lanciarle fiammate invano; lo uccise con un affondo al petto. Poi proseguì per la scalinata che portava all'ingresso della torre.

Arrivata dinnanzi al portone si trovò in difficoltà, non c'era nessuna maniglia o qualcosa di simile per poterlo aprire. Come diamine si apre questa porta? Continuò a cercare qualche bottone, maniglia, leva o qualsiasi aggeggio potesse sembrare utile; poi d'un tratto perse la pazienza e tirò un calcio alla porta. Questa iniziò ad aprirsi lentamente. Non ci posso credere...
Entrò con la guardia sempre alzata, non sapendo cosa avrebbe potuto incontrare al suo interno. Si trovò in un'enorme sala circolare, il soffitto si trovava nella parte più alta e dal basso si potevano notare delle scale nei piani più alti. Dove si trovava lei però c'erano soltanto due porte, una a destra e una a sinistra. Decise di provare quella a destra. Entrò in un corridoio stretto che effettivamente andava in salita, stava cominciando a capire come funzionava la torre. Riuscì quindi a raggiungere la cima attraverso porte, scale e corridoi e si ritrovò di fronte ad un'enorme gabbia.

Dentro giaceva un uomo, era debole ma riuscì a distinguerla. Forse era proprio Dill, l'amico del codardo.
"Per gli dei! Devi subito salire in cima e rimuovere la Pietra del Sigillo, è l'unico modo per chiudere questo cancello." Kristal rimase confusa, pensava di essere già nella cima. E cos'è la Pietra del Sigillo?
"Ma non sono già in cima? E cos'è questa pietra?" L'uomo la guardò affaticato.
"Devi prendere la porta che si trova di fronte a me e da quella raggiungerai un'altra torre." Un'altra torre? Io non l'avevo vista.
"Poi dovrai salire in cima e rimuovere la pietra, capirai qual è quando le sarai davanti." Kristal però non sapeva perché non le aveva chiesto di liberarlo.
"Ma non vuoi che ti libero?" I suoi occhi si colmarono di paura.
"No, non farlo. Quando chiuderai il cancello io verrò trascinato fuori insieme a te. Se tu apri questa gabbia adesso, io morirò."

Poi si udirono dei rumori di passi e si presentò una figura che a prima vista aveva un che di umano, ma poi, quando Kristal vide il suo viso, restò scioccata. Era un daedra. Questo le si avvicinò ed iniziò a parlarle, aveva una voce gruttale e bassissima. Capì a malapena quello che le fu detto.
"Un altro essere del mondo dei vivi qui ad Oblivion? Peccato che sia finito il posto in gabbia. Sono costretto ad ucciderti, anche se sarebbe stato bello torturarti un po' come mio prigioniero." All'elfa cominciarono a cedere le gambe, ma non si tirò indietro. Era arrivata fin lì e voleva farlo fino in fondo. Alzò la spada ed iniziò a combattere, affondo e parata. Il demone era scocciato perché non riusciva a ferirla, iniziò a perdere la pazienza e fu questo il suo sbaglio. Kristal ne approfittò e lo infilzò al cuore. Sempre se ne aveva uno.
"Prendigli la chiave! Solo così potrai aprire la porta." Era il prigioniero. Kristal trovò una grossa chiave sul pomolo della spada del mostro. La afferrò e si precipitò alla porta.

Appena uscita si ritrovò in un ponte strettissimo che portava ad un altra torre, lo attraversò adagio fino ad arrivare a destinazione. Quando fu dentro alla seconda torre fu un attimo arrivare alla cima, percorse un'ultima scalinata fatta di canini giganteschi e si ritrovò di fronte ad una sfera, il nucleo che collegava il suo mondo all'Oblivion. La Pietra del sigillo. Capirai qual è quando le sarai davanti. Iniziò ad avanzare verso di essa e quando fu ad un palmo di distanza posò una mano sul nucleo. Dentro aveva fuoco vivo, che però non la feriva. Posò anche l'altra mano e iniziò a tirare, un daedra intanto era spuntato da dietro. "Noo, non farlo!" Kristal tirò con più forza e riuscì finalmente a staccare la sfera. Fuoco e fiamme l'avvolsero, l'elfa si fece prendere dal terrore. Non sembravano provocarle dolore, tuttavia fu quasi accecata dal calore ma cercò di resistere, finché tutto fu nero.

Oblivion - The Elder ScrollsDove le storie prendono vita. Scoprilo ora