Capitolo 47 - Conflitti

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Martin non dava segni di voler entrare, per questo fu Kristal ad invitarlo ad avanzare. L'elfa si sedette sul letto non con poca fatica e subito lo spirito cavalleresco di lui si fece strada. "Non serve che tu stia seduta se ti provoca dolore." Lei sorrise. "Non fa niente, non preoccuparti." Si guardarono qualche secondo restando in silenzio, Martin abbassò però lo sguardo in fretta, non riusciva a reggere. Si sedette nel letto di fronte a quello di lei, quello che aveva utilizzato da quando lui e Kristal erano arrivati al tempio assieme a Jauffre. Quello che non utilizzava più da una settimana ormai. "Che cosa è successo?" La voce di lei lo risvegliò da quei pensieri, tornò a guardarla e nonostante gli provocasse uno sforzo enorme si promise di non distogliere nuovamente lo sguardo. "Continuando a studiare il Mysteryum Xarxes ho trovato il terzo oggetto di cui abbiamo bisogno." L'elfa si interessò immediatamente. "Perfetto, di cosa si tratta?" Martin la fermò immediatamente, sapeva che avrebbe chiesto informazioni per fiondarsi lei stessa in cerca dell'oggetto suicidandosi nell'impresa. "Abbiamo già mandato una squadra a recuperarlo, un paio di giorni fa." Kristal ne fu sorpresa, cercò di non darlo a vedere ma fallì miseramente. "Ah..." L'erede tentò immediatamente di giustificare la decisione. "Tu devi ancora riprenderti e il tempo non è dalla nostra parte." 

Questa volta fu lei a distogliere lo sguardo. "Lo so, hai fatto bene." Martin pensò di non aver sentito bene le parole appena pronunciate dall'elfa. "Che cosa?" Kristal lo guardò con ovvietà. "Hai fatto bene." Ma è seria? Pensavo tentasse di uccidermi come minimo. "Perché non sei più venuto a parlarmi?" La sua voce si era affievolita, aveva capito che c'era qualcosa che non andava ed aveva deciso di chiederlo direttamente a lui. "Sono stato molto impegnato." Kristal rise istintivamente. "Che scusa del cazzo. Puoi per favore smetterla e dirmi la verità?" Sospirò, poi riprese a parlare con più enfasi. "Ti sei seduto a debita distanza, fai fatica a guardarmi perché farlo ti provoca dolore. Si vede che stai soffrendo, si vede che c'è qualcosa che non va e il fatto che tu non me ne voglia parlare mi turba parecchio." L'imperiale non l'aveva mai sentita parlare in quel modo, gli sembrava di dialogare con una persona completamente diversa da quella che conosceva. "Da quand'è che parli così?" Kristal si stizzì ulteriormente per la domanda, l'aria attorno ai due si era fatta pesante. "Smettila di cambiare discorso, rispondimi e basta."

Martin si passò le mani tra i capelli, non aveva senso rimandare, avrebbe dovuto essere chiaro e andare direttamente al punto. "Ho parlato con Barus di te, di Dosiov, di tutto quello che vi è successo. Per me è veramente troppo e non credo di poterlo sopportare ancora, non mi riguarda e quindi è meglio per tutti se me ne tiro fuori." Kristal scosse la testa, l'unica cosa che riusciva  a pensare in quel momento era che fosse semplicemente un vigliacco, che si fosse sbagliata terribilmente su di lui. "Dovremmo andarcene quindi?" Martin la guardò con timore, sapeva di non aver usato le parole giuste e non poteva più sbagliare. "No, certo che no." Kristal lo guardò con sarcasmo. "Immaginavo." L'elfa aveva i nervi a fior di pelle, si alzò in piedi e l'imperiale la seguì all'istante. "Che stai facendo?" Tese una mano per farla risedere ma lei la respinse immediatamente. "Lasciami stare." Fece per andare verso la porta ma Martin le bloccò l'uscita. "Non sei in condizioni di andare in giro." Kristal sentì le lacrime premere con insistenza per uscire ma riuscì a bloccarle. Non doveva mostrarsi debole in quel momento. "Non sta a te deciderlo ricordi? Te ne sei tirato fuori."

Martin si stupì ancora una volta del modo in cui parlava, quello sprazzo di ricordo era davvero stato in grado di cambiarla così drasticamente? "Kristal..." L'elfa cercò di scostarlo ma le sue gambe non ressero più, si ritrovò tra le braccia di lui impotente, alla sua mercé. Lo guardò e si chiese quale fosse davvero il motivo per cui aveva deciso di non lottare più per lei, di lottare con lei. "Pensavo mi amassi." Martin la riaccompagnò a letto, la fece stendere e poi le volse le spalle. "Pensavi male, pensavo male anch'io." Abbandonò la stanza e lei poté finalmente versare tutte le lacrime che aveva trattenuto fino a quel momento. Era convinta che soltanto il suo cuore avesse potuto sentirla in quel momento. Non fu così. Martin, appoggiato alla porta, ascoltava i suoi singhiozzi mentre si lasciava lentamente scivolare a terra. 

Dopo il confronto con Martin, Kristal avrebbe voluto soltanto evitarlo. Tuttavia Jauffre era andato a verificare il suo stato di salute e in quel breve incontro lei aveva scoperto che Barus e Dosiov erano stati mandati insieme ad altri spadaccini a recuperare la grande pietra di Welkynd a Miscarcand. In pochissimo tempo l'elfa si fece procurare un bastone e si recò allo studio dove sapeva avrebbe trovato Martin, con Jauffre che la seguiva chiedendole di calmarsi e di tornare a letto. Parole al vento. Kristal si era immediatamente posta di fronte all'erede con uno sguardo minaccioso. "Hai dimenticato di dire che a recuperare l'oggetto ci hai mandato anche mio fratello e mio marito, oppure l'hai omesso di proposito?" Martin non alzò nemmeno gli occhi dal libro che teneva sottomano. "Quando ti fa comodo diventa tuo marito quindi." 

L'elfa sentì la rabbia salire. Come si permette di parlarmi così? Si appoggiò con una mano al tavolo che li separava, con l'altra alzò il bastone, lo appoggiò sotto il suo mento e fece pressione fino a fargli alzare la testa. "Rispondimi." L'imperiale la guardò scocciato, poi afferrò il bastone e glielo strappò di mano. Si alzò dalla sedia e le si pose di fronte. La guardò dall'alto al basso come per provare la sua superiorità e poi senza dire nulla uscì dalla stanza. "Dove credi di andare?" L'elfa cercò di seguirlo appoggiandosi al muro ma Jauffre glielo impedì. "Mi spieghi cos'hai intenzione di fare? E' il tuo sovrano, non puoi permetterti di parlargli in quel modo." Kristal gli rivolse uno sguardo di sfida. "Lui non può permettersi di trattarmi in quel modo, se è vivo è soltanto grazie a me." Jauffre ridacchiò. "E tu grazie a chi pensi di essere ancora viva?" L'elfa vacillò, aveva ragione. Decise non avrebbe avuto senso ribattere e semplicemente si lasciò riaccompagnare alla sua stanza. 

Jauffre la fece sedere, poi chiuse la porta e si sedette anche lui di fronte a lei. "So che abbiamo avuto i nostri alti e bassi, non ho mai compreso a pieno il tuo comportamento e questo mi ha fatto pensare al peggio." Si zittì per alcuni istanti, gli occhi serrati in cerca delle parole giuste da utilizzare. "Quando ho visto il legame che si era creato tra te e Martin mi sono preoccupato ancora di più, non solo perché fosse totalmente inappropriato ma soprattutto perché pensavo lo stessi ingannando." Sospirò mentre continuava a grattarsi lentamente la coscia destra. "Ho riconosciuto il mio sbaglio riguardo quest'ultima supposizione, però per il resto so perfettamente di avere ragione. Finalmente anche Martin l'ha capito." La guardò con dolcezza. Comprendeva quello che provava in quel momento, sapeva che sarebbe stato difficile per lei. Allo stesso tempo era però fermamente convinto che fosse la cosa migliore per entrambi. Sorrise. "Il vostro rapporto non sarà più come prima, devi accettarlo così che possiate tornare a collaborare per il bene di Cyrodiil." 

Kristal sapeva che aveva ragione, ancora una volta. Eppure nella sua testa continuava a ripetersi che fosse impossibile avere un rapporto diverso con lui, trattarlo in un modo diverso. Non sapeva se ci sarebbe riuscita. Rassicurò comunque Jauffre, dicendogli che non si sarebbe dovuto più preoccupare, che lo aveva capito anche lei e che le dispiaceva averlo messo in difficoltà. Il frate apprezzò le sue parole ma, quando uscì dalla stanza, Kristal ricominciò a piangere. Sarebbe stata dura la vita al tempio per lei. D'altronde, nonostante gli ultimi eventi l'avessero resa molto più attenta e calcolatrice, non aveva perso la sua testardaggine e non avrebbe mollato molto facilmente. 

Oblivion - The Elder ScrollsDove le storie prendono vita. Scoprilo ora