Kristal e Barus si fermarono di fronte ad una sprangata porta di legno. Non era per niente invitante ma era l'unica via d'accesso per la Miniera Sventrata. Kristal si avvicinò e la aprì di scatto. Lo spazio era incredibilmente buio, nemmeno uno spiraglio di luce penetrava all'interno. Ovvio, i vampiri bruciano alla luce. Si disse Kristal con ovvietà. Accese una luce con la magia, rivelando il posto per quello che era. L'umidità era elevatissima, le pareti strette e muschiose e il terreno scivoloso. L'elfa mosse i primi passi con indecisione, cercando di non cadere. Dopo qualche metro, però, la pietra tornò ad essere normale, consentendo ai due di camminare più tranquillamente. Kristal continuava a guardarsi attorno, alla ricerca di qualche vampiro. Aveva paura che uno di essi la attaccasse alle spalle, cogliendola di sorpresa. Sapeva poco su di loro, ma in particolare conosceva la forza e la velocità che possedevano. Per questo ne era spaventata, non sapeva se era in grado di tenergli testa oppure no.
Barus si bloccò improvvisamente, ponendo fine al suo flusso di pensieri. L'elfo era immobile con l'orecchio teso in ascolto e teneva un braccio di fronte al busto della sorella, come per proteggerla. Infine si calmò e si girò verso di lei. Un grande errore. Solo allora Kristal lo vide: una figura orribilmente pallida era comparsa alle spalle di Barus con un coltello alzato. L'elfa agì d'istinto: lanciò una fiammata al vampiro e poi si avventò su di lui con la spada alzata. Gli procurò un profondo taglio all'addome, talmente grave che avrebbe provocato morte certa a qualunque umano. Ma c'era qualcosa che dimenticava. Quello non era un umano e infatti si rialzò subito, approfittando dell'abbassamento di difesa di Kristal. Il vampiro cercò di saltarle al collo, ma lei lo scacciò con il pomolo della spada. Come effetto ottenne un morso alla mano, prima che Barus intervenisse per finirlo completamente. L'elfo respirò pesantemente prima di parlare e le prese la mano.
"Ti darò della pozione cura malattia, non vorrei mai che diventassi un vampiro anche tu." Disse con uno sguardo particolarmente preoccupato.
"Certo, ma ci penseremo più tardi. Ora faremo meglio a proseguire e stammi vicino, questi sono pericolosi."
I due elfi avanzarono ancora per poco prima di scontrarsi con altri due vampiri. Le lotte erano estenuanti e ogni volta Barus e Kristal si indebolivano sempre di più. Dopo l'ennesima battaglia la ragazza si sentiva talmente stanca, che per poco non cadde a terra.
"Quanti ne mancano?" Chiese con voce speranzosa, aveva perso il conto a quindici e sembravano non finire più.
"Non lo so, proviamo a controllare in quel cunicolo." Barus indicò un punto indefinito di fronte a lui prima di partire in direzione di esso. Kristal respirò profondamente e lo seguì trascinando i piedi, era allo stremo e la mano le pulsava dolorosamente. Odio i vampiri.
Barus era arrivato fino ad un punto morto, nessun vampiro si era presentato a loro lungo il tragitto ed entrambi si sentirono sollevati.
"Forza usciamo di qui, questo posto mi mette in suggestione." Così entrambi accelerarono il passo ripercorrendo la strada al ritroso, speranzosi di rivedere la luce e di respirare dell'aria fresca. Ma la calma per i due elfi non era così facile da ottenere. Appena arrivarono di fronte all'uscita incontrarono cinque vampiri che si erano piazzati di fronte a loro per bloccargli la strada. Kristal li guardò stravolta, erano troppi per loro, soprattutto nella situazione in cui si trovavano in quel momento. L'elfa levò la spada di fronte a sé, per dare l'impressione di non aver mollato ogni speranza. Questo per incoraggiare Barus, ma soprattutto se stessa. Non era ancora tutto perduto.
Tuttavia non fu così efficace come aveva sperato, i vampiri erano incredibilmente rapidi ed era praticamente impossibile capire quale sarebbe stata la prossima mossa del nemico. Fu così che Kristal si ritrovò a parare e ad attaccare alla cieca, il corpo coperto di lividi di cui non sapeva la provenienza e la mente che tentava disperatamente di rimanere lucida. Lottò a lungo senza rendersi conto di ciò che faceva, senza comprendere quanto fosse ferita, senza accorgersi che il buio la stava avvolgendo. Così, ad un tratto, fu tutto nero.
Ormai era mezzogiorno inoltrato, il sole splendeva raggioso sui boschi di Cyrodiil e in una giornata come queste sembrava davvero che non ci fosse nulla di cui preoccuparsi, tantomeno dei cancelli di Oblivion che continuavano ad aprirsi in varie zone della regione. Ma Kristal non poteva ancora godere di tutto questo, ricominciò a prendere i sensi molto lentamente. All'inizio sentì l'erba pizzicarle la schiena mentre la testa le doleva da impazzire. In seguito si accorse di alcune voci di fianco a lei. Erano indubbiamente due uomini.
"Sono passate più di quattro ore, non dovrebbe essersi svegliata ormai?" L'elfa lo riconobbe subito come suo fratello e all'improvviso ricordò tutto quello che era successo alla miniera. D'altronde come fossero riusciti a scappare rimaneva un mistero per lei, rimembrava soltanto il buio prendere possesso del suo corpo e della sua mente.
"Era piena di ferite, non puoi pretendere che si alzi così in fretta. Quando vi ho trovati pensavo fosse morta." Ecco la risposta, qualcuno li aveva trovati e li aveva portati in salvo. Ma chi era quest'uomo? Kristal fu tentata dall'aprire gli occhi per scoprirlo ma decise di aspettare per vedere se avrebbero parlato ancora di lei.
"Sai che non l'avrei lasciata morire." Lo sconosciuto sbuffò, schioccando la lingua.
"Se fossi rimasto con voi, non avreste dovuto rischiare così tanto." Rimasto? No, non dirmi che si tratta di Dosiov.
Come se le avesse letto nel pensiero, il fratello le rispose.
"Era necessario che ti allontanassi da lei, più le stai vicino e più è facile che la memoria le torni. Sei la persona più vicina al suo passato." Kristal avrebbe giurato che in quel momento Dosiov avesse roteato gli occhi infastidito.
"E che male ci sarebbe? Mi manca mia moglie, voglio riaverla al mio fianco." Questa volta fu Barus a sospirare.
"Lo sai anche tu che è cambiata radicalmente."
"Lo so, ma magari se torna la memoria torna anche lei quella di prima." L'elfa sentì Barus lanciare un sasso da qualche parte.
"E davvero vorresti che ricordasse tutto il male che le hai fatto?" Chiese con una voce particolarmente aspra.
"Non sono più quello di una volta, sto cercando di cambiare. Poi sai bene che non è stata tutta colpa mia." Cercò di difendersi Dosiov oltraggiato.
"Questo lei non lo sa, tutto il dolore che le hai provocato la ucciderà. Per questo voglio che non ricordi, potrà così ricominciare la sua vita." Dosiov ora si era alzato in piedi.
"Smettila Barus! Non puoi decidere per lei cosa è meglio o no. Lasciale prendere le sue decisioni per sé, non è più una bambina e lo sai." Ora anche Barus sembrava essersi alzato dal rumore che provocarono le sue scarpe.
"Non ho intenzione di farlo se è la sua vita ad essere a rischio."
Kristal decise che aveva sentito abbastanza, aprì gli occhi e si mise a sedere a fatica. I due elfi si accorsero subito che si era mossa e si precipitarono da lei. Barus le prese il volto fra le mani.
"Stai meglio? Come ti senti?" Chiese con sguardo preoccupato. Kristal lo guardò a fondo senza rispondere e poi scostò le sue mani dal viso.
"Ha ragione Dosiov, devi lasciarmi prendere le mie decisioni per conto mio. Sai già che voglio sapere tutto, non puoi nascondermi la mia vita!" Disse con voce roca. Barus la guardò sconvolto mentre Dosiov sembrava sorridere.
"Come vuoi, iniziamo da una delle cose più importanti allora." Disse allora il fratello con voce di sfida. Prese per un braccio il cognato, portandolo all'altezza degli occhi di Kristal con estrema calma.
"Guarda bene nei suoi occhi sorella, non ci vedi qualcosa di strano?" L'elfa fu stupita da quella richiesta ma si impegnò a fondo. Scrutò le sue iridi con interesse e comprese che provava paura e parecchio ramarrico. Lo disse a Barus ma lui scosse la testa: era andata troppo a fondo. Si soffermò quindi su il colore, di un rosso acceso come quello di tutti i dunmer. Aspetta, non tutti. Kristal si voltò verso Barus e notò che il colore degli occhi di suo fratello era più scuro e denso.
"Ha degli occhi davvero chiari." Dosiov deglutì e si voltò disperatamente verso Barus che lo guardava trionfante.
"Allora, glielo dici tu o lo faccio io?" Chiese spavaldo e, non ottenendo risposta, tornò a rivolgersi alla sorella.
"Vedi, Dosiov è riuscito a salvarci perché lui stesso è un vampiro."
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Oblivion - The Elder Scrolls
FanficKristal un giorno si risveglia in un'umida cella. Non ricorda come è finita in prigione, ma soprattutto non ha memoria della sua vita. Sarà costretta a combattere in un'epoca avvolta dall'oblio, dove i Cancelli di Oblivion terrorizzano gli abitanti...
