Kristal impiegò più tempo del previsto per uscire dalle fogne. Non conosceva per niente quei cunicoli e si ritrovò in un punto cieco almeno tre volte, costretta ogni volta a tornare indietro. Appena ritrovò la scalinata con la botola, fu presa dal sollievo e si precipitò all'aria aperta. Stava per perdere le speranze.
Fuori le stelle avevano già iniziato a brillare nel cielo, non si era nemmeno resa conto di quanto tempo fosse rimasta sottoterra. Sapeva bene però che ormai era troppo tardi per andare da Tar-Meena, così cercò una locanda dove passare la notte. Entrò nella primo edificio che recava un'insegna da locanda che trovò e si ritrovò così all'interno di un locale notevolmente ampio, l'arredamento di lusso. Doveva essere un ostello costoso. Pagò infatti una camera il doppio del normale, ma con l'aggiunta di una cena abbondante, che per l'elfa era la cosa più importante in quel momento. Ringraziò mentalmente Jauffre per i soldi che le aveva lasciato prima di partire. Dopo essersi rimpinzata di carne e patate si stese a letto sfinita. Il sonno la prese velocemente tra le sue braccia, cullandola mentre si addormentava.
Martin al santuario continuava a camminare avanti e indietro all'interno della piccola stanza che condivideva con l'elfa. In quella giornata non aveva fatto nulla di importante e si sentiva completamente inutile. Mentre Kristal era lì fuori alla ricerca dell'amuleto, lui se ne stava rinchiuso nel tempio tenuto sotto sorveglianza da una moltitudine di spadaccini. Come un vero e proprio prigioniero. E come se non sapessi difendermi da solo.
Ad un tratto Lamyan fece il suo ingresso con un inchino, ponendo fine ai suoi pensieri.
"Signore." Gli aveva portato alcuni libri, Martin poco fa aveva provato a leggerne alcuni ma li aveva trovati per la maggior parte noiosi, altri li aveva già letto e alcuni erano semplicemente noiosi. Per questo aveva mandato il ragazzo in città a prenderne alcuni più interessanti per conto suo.
"Ti ringrazio Lamyan." Lo spadaccino sorrise.
"Sono io che ringrazio lei signore." Poi si fece più vicino.
"Comunque se vuole, domani potremmo fare un duello insieme. Così potrebbe tenere il corpo allenato oltre la mentre." Finalmente anche il sacerdote riuscì a sorridere, almeno sapeva che domani si sarebbe tenuto più impegnato.
L'indomani Kristal si svegliò all'alba. Ancora una volta aveva faticato a dormire, perciò si vestì di fretta e andò subito all'Università Arcana. Voleva tornare al Tempio del Signore delle Nubi il prima possibile. Fortunatamente Tar-Meena era già sveglia, sedeva su una panca laterale con un libro in mano. L'elfa si avvicinò per toccarle la spalla e solo allora l'argoniana alzò lo sguardo. "Non pensavo saresti tornata così presto." Kristal le mostrò i libri, che Tar-Meena guardò con occhi adoranti. A volte sembra un membro della Mitica Alba, basta guardare come venera i libri di Mankar Camoran. L'argoniana si ricompose e tornò a guardare Kristal.
"Lasciameli una giornata, torna da me domani mattina e ti dirò che cosa ho scoperto." Kristal annuì, d'altronde lei sarebbe stata inutile data la sua scarsa conoscenza in materia. Decise di andare alla scuderia della città nel frattempo, per controllare se il pezzato stava bene.
Arrivò a destinazione in dieci minuti, avendo la grande sfortuna di incontrare nuovamente l'orchessa che gestiva la stalla. Stava rastrellando la terra. Kristal riteneva quel lavoro completamente inutile, non c'era nulla in quel punto se non sassi e ghiaia. La stalliera stava parlando da sola, ma soltanto dopo essersi avvicinata abbastanza riuscì a sentire cosa diceva.
"Penso che oggi mangerò il pezzato, in fondo quell'elfa è stata estremamente scortese con me." Rise gruttalmente e Kristal rimase sconfortata. Vuole mangiare il mio cavallo? Senza pensarci due volte le corse incontro, con i nervi a fior di pelle. "Cosa hai appena detto?" L'orchessa si girò terrorizzata, aveva riconosciuto la sua voce.
"Non sono affari tuoi." Tentava di nascondere la paura, ma con Kristal era impossibile.
"Ah sì? Non sono d'accordo. Stavi parlando del mio cavallo, quindi sono eccome affari miei." La stalliera iniziò a guardarsi attorno, cercando qualcosa o qualcuno su cui salvarsi. "Non so di cosa tu stia parlando..." Kristal non ci vide più, la prese per il colletto della camicia e attirò il suo brutto muso a pochi centimetri dal suo volto.
"Ascoltami bene: se osi toccare il mio pezzato, giuro che vengo a cercarti in lungo e largo per tutta Cyrodiil solo per tagliarti lentamente a pezzettini."
Piantò gli occhi rosso fuoco in quelli terrorizzati dell'orchessa, facendole capire una volta per tutte che stava scherzando con la persona sbagliata. La stalliera non le rispose, così la lasciò andare e si diresse verso il suo cavallo. Lo accarezzò, il cuore che ancora batteva a mille per il confronto appena avuto. Placa la tua sete di sangue dunmer. Le parole che le aveva rivolto Jauffre quel giorno al Priorato di Weynon riemersero improvvisamente. Kristal provava piacere all'idea di uccidere l'orchessa in quel modo macabro e la cosa la spaventò.
Cercò di distrarsi pianificando su come passare la giornata. Sapeva che se non avesse trovato qualcosa da fare, si sarebbe agitata pensando anche all'amuleto. Non capiva però perché ci tenesse così tanto, in fondo perché avrebbe dovuto farlo lei? In quel momento, se Cyrodiil fosse caduta sotto il controllo dei daedra, a lei cosa importava? Non aveva nessun passato in quella terra che le facesse combattere per essa. Non è del tutto vero. Ripensò al giorno in cui si era risvegliata in quella cella, c'era sicuramente una motivazione per cui avesse aperto gli occhi proprio in quel momento. E certo che c'è un motivo, dovevo incontrare Uriel. Ripensò quindi all'imperatore e alla fiducia che le aveva dato fin da subito. L'aveva incontrata nei suoi sogni, sapendo che il giorno in cui l'avrebbe conosciuta dal vivo sarebbe morto. Era destino. Valeva quindi la pena di continuare a combattere; forse non per se stessa, ma per chi l'aveva fatto prima di lei. E anche se non fosse stata una ragione valida, che altro avrebbe potuto fare lei, sola e senza famiglia. Abbandonata in una terra che conosceva così bene eppure che sentiva così distante.
Alla fine passò la giornata parlando con la gente, non che lei fosse una persona molto aperta, ma sentiva la necessità di capire se qualcuno l'avrebbe riconosciuta. Aveva pensato anche di tornare a Bruma per un momento, ma poi si era resa conto che non ne valeva la pena, l'avrebbe fatto soltanto dopo aver scoperto l'ubicazione del santuario. Tutte le persone che incontrò non le furono d'aiuto, nessuno parve conoscerla o essere interessata a lei. Ne approfittò anche per comprarsi degli abiti nuovi e una piccola scorta di cibo. Riuscì così a tenersi impegnata, fino a raggiungere la sera, che passò nella stessa locanda del giorno prima. Si coricò a letto col cuore più tranquillo, nulla per la testa e il desiderio di portare avanti la missione come appiglio.
Il giorno dopo si recò nuovamente da Tar-Meena, sperando di ricevere buone notizie. Entrò nell'ampio salone circolare dell' Università Arcana e andò incontro all'argoniana. La maga teneva il quarto volume di Mankar Camoran in mano e un foglio con una penna di fianco. Finì di appuntare una frase in quell'istante e poi mostrò il foglietto all'elfa.
"Dopo diverse analisi ho pensato che forse sarebbe stato utile decifrare ogni lettera del primo paragrafo e vedere se portava a qualcosa, ne ho ricavato questa frase." Kristal la lesse.
La Via Verde dell'imperatore, dove la Torre tocca il Sole di Mezzogiorno.
La ragazza ricordava quel luogo, la Via Verde dell'imperatore si trovava proprio alla Torre imperiale. Come sempre agì d'impulso: prese i quattro volumi e uscì di corsa urlando un grazie a Tar-Meena. Non sapeva cosa avrebbe trovato, ma non vedeva l'ora di scoprirlo.
Arrivò di fronte alla torre in cinque minuti, ma non vide nulla. Provò a rileggere il messaggio e solo allora capì: doveva aspettare mezzogiorno. Si sedette quindi su un pilastro di fronte alla torre e aspettò due buone ore e mezza. Potevo farmi un giro intanto.
L'attesa fu però premiata, quando il sole fu alto nel cielo; la torre si illuminò di rosso, mostrando una mappa di Cyrodiil. A destra una stella rossa attirò la sua attenzione, era l'ubicazione del santuario. Kristal se lo segnò sulla mappa, poi corse verso la stalla. Finalmente aveva qualcosa di concreto e voleva arrivare a Bruma il prima possibile.
STAI LEGGENDO
Oblivion - The Elder Scrolls
FanfictionKristal un giorno si risveglia in un'umida cella. Non ricorda come è finita in prigione, ma soprattutto non ha memoria della sua vita. Sarà costretta a combattere in un'epoca avvolta dall'oblio, dove i Cancelli di Oblivion terrorizzano gli abitanti...
