Fu soltanto quando Dosiov staccò le labbra dalla guancia di Kristal che quest'ultima ritornò al presente. Aveva il fiatone e ancora faticava a credere a quello che aveva appena vissuto. Nella realtà non doveva essere passato molto tempo. Tutto era rimasto nella stessa identica posizione. Con un certo sforzo l'elfa tornò a guardare suo marito, notando immediatamente la differenza di colore tra gli occhi attuali e quelli del ricordo. Il mio migliore amico? Questo aveva pensato di lui da piccola, erano amici e si conoscevano da sempre. Nel frattempo Dosiov stava tentando di avvicinarsi ancora, probabilmente non aveva notato il suo straniamento. Kristal lo evitò e poi si alzò in piedi, rischiando di inciampare sulle sue stesse gambe nel procedimento.
"Che succede?" L'elfo si era alzato velocemente in piedi come aveva fatto lei e tentava di avvicinarsi. L'elfa sorrise, o almeno abbozzò quello che avrebbe dovuto assomigliarci, per tentare di rasserenarlo.
"Niente. Volevo soltanto riposare anch'io per qualche minuto." Non aspettò nemmeno una risposta, si buttò a terra di fianco al fratello e chiuse gli occhi. Non dormì nemmeno per un istante. Si era allontanata in quel modo soltanto perché aveva bisogno di stare un po' di tempo con se stessa, ripensando ai suoi ricordi. I miei genitori erano stupendi, anche la casa però non scherza. Eravamo sicuramente dei nobili o qualcosa di simile. Era veramente tutto enorme però.
Barus iniziò a muoversi, destando anche lei dai suoi pensieri. L'elfo per allungare le braccia finì col colpire Kristal, che si trovava di fianco a lui. Questa si voltò di scatto, fulminando il fratello con lo sguardo.
"Ma che fai?" Chiese poi massaggiandosi la tempia.
"Scusami, non pensavo fossi dietro di me." Barus la osservava in modo strano, scrutando attentamente i suoi occhi. Cercò poi Dosiov e lo trovò ancora fermo nel punto in cui lo aveva lasciato Kristal, le spalle abbandonate e la fronte corrucciata.
"Tutto bene?" Chiese allora all'elfo. Questo parve destarsi da un sonno profondo, alzò leggermente la testa e semplicemente annuì. Barus stava per porre altre domande a Dosiov ma fu interrotto prontamente da Kristal.
"Ora che ci siamo riposati possiamo ripartire, prima troviamo quell'armatura e meglio è." Barus si insospettì nuovamente, corrucciò visibilmente la fronte e si pose in piedi di fronte alla sorella.
"Siete sicuri che vada tutto bene?" Kristal rispose alla domanda con un sonoro sbuffo, raccolse le poche cose che avevano lasciato a terra e le pose tra mani del fratello.
"Andrà tutto bene quando saremo tornati con l'armatura dal Tempio."
Nessuno si era più lamentato e il gruppetto aveva ripreso la marcia. Erano rigorosamente avvolti da un profondo silenzio, ognuno perso nei propri pensieri. Fu per questo che, non appena giunsero a destinazione, Kristal fu quasi sollevata dall'idea di porre fine a quella situazione particolarmente imbarazzante. Sancre Tor era un antico tempio ormai ridotto a delle rovine, restavano soltanto delle pietre a formare dei bassi muretti che in passato dovevano essere state delle possenti mura. L'unica parte che restava in piedi era una bassa torre circolare, il tetto era visibilmente frantumato ma nonostante ciò la base reggeva ancora. Il gruppo si avvicinò alla struttura. Tenevano tutti le orecchie in allerta e i muscoli tesi, in attesa. Nessun rumore. Mossero quindi qualche passo ancora. Ancora nulla. I tre iniziarono a tranquillizzarsi e ad abbassare la guardia ma fu quello il loro sbaglio. Una freccia sfiorò di alcuni millimetri lo zigomo destro di Barus. Kristal assistette alla scena con lo sguardo stravolto, una grande paura che non riconosceva la avvolse all'istante e si sentì le gambe deboli. Per questo motivo restò per quelle che parvero ore ferma, bloccata da questa sensazione a lei sconosciuta.
"Kristal!" Fu la voce di Barus a destarla dalla paralisi. L'elfa girò di scatto la testa verso l'origine della voce e vide che suo fratello e Dosiov erano impegnati a lottare contro tre scheletri. Due dei tre mostri erano muniti di armatura, scudo ed ascia e paravano i colpi, con una forza inaspettata, mentre il terzo si teneva a distanza per lanciare frecce con il suo arco di legno. Kristal si concentrò su quest'ultimo: gli lanciò un dardo di fuoco e poi gli corse incontro. Sfoderò la sua spada in corsa e colpì lo scheletro dall'alto al basso utilizzando tutta la forza possibile. Questo si frantumò in pezzi e lei, in quel momento, non riuscì a pensare ad altro se non ai suoi duelli con Barus quando da piccoli caricavano soltanto colpi basati sulla forza. Fu così che restò nuovamente bloccata da quello sprazzo di ricordo che le era stato donato, la spada abbandonata lungo il fianco e il fiato che faticava a entrare ed uscire.
Barus nel frattempo aveva appena finito l'ultimo scheletro, Dosiov si trovava di fianco a lui ma Kristal non si vedeva da nessuna parte. "Dov'è?" Vide Dosiov guardarsi intorno come aveva appena fatto lui, finchè non indicò un punto alle sue spalle. L'elfo quindi si girò, vedendo sua sorella in lontananza. Era ferma in una posizione strana, le spalle particolarmente tese e lo sguardo fisso di fronte a lei.
"Mi puoi spiegare cosa le hai fatto mentre dormivo?" Guardò il cognato con odio, ancora non capiva perché non l'avesse già fatto fuori dalla sua vita. Non sono un assassino, devo stare calmo. "L'ho baciata." La risposta di Dosiov era tanto inaspettata quanto insperata.
"Che cosa hai fatto?" La voce di Barus era cresciuta notevolmente di intensità, faceva fatica a contenere la rabbia.
"L'ho baciata." Ripetè nuovamente l'elfo ripensando al momento. "E poi, quando mi sono staccato, si è allontanata da me e si è sdraiata vicino a te." Barus si passò le mani tra i capelli a sentire quelle parole. Iniziò ad andare avanti e indietro nervosamente. "Sei impazzito? Non farlo mai più!" Dosiov lo guardava senza capire, iniziava anche lui ad innervosirsi però, non aveva mai sopportato questi attacchi da parte di lui.
"È stato un semplice bacio sulla guancia, non le ho fatto niente di male. Soprattutto perché lei non l'ha rifiutato e, nonostante tutto, resta mia moglie." Barus tirò un sospiro di sollievo sentendo la prima frase. Forse, essendo stato un semplice bacio sulla guancia, Kristal non avrebbe ricordato nulla. Però qualcosa non quadrava, la sorella era rimasta immobile durante tutto il battibecco tra i due quindi qualcosa le era successo sicuramente.
Senza nemmeno rispondere a Dosiov, Barus si diresse immediatamente dalla sorella. Si pose di fronte a lei ma non ottenne nessuna reazione dalla ragazza. La afferrò quindi per le braccia e la scosse chiamando il suo nome. Questa si riscosse come se si fosse appena risvegliata da un sonno profondo. Mise a fuoco il viso del fratello e lo guardò con una dolcezza che fu presto seguita da preoccupazione.
"State bene?" Iniziò a guardarsi intorno e, non appena incontrò lo sguardo di Dosiov, parve rilassarsi nuovamente. Barus non poté fare a meno di notare il suo sguardo, non li guardava più come due sconosciuti ma come due famigliari. Aveva sicuramente ricordato qualcosa.
"Cos'hai ricordato?" Kristal tornò a guardare il fratello negli occhi, era visibilmente stupita dal fatto che lui si fosse accorto di una cosa del genere. Al pensiero della grande dimora, dei suoi genitori e dei due bambini, però, l'elfa non poté fare a meno di sorridere dolcemente.
"Di noi, io e te. I nostri genitori erano bellissimi. Dosiov. Il palazzo dove vivevamo. Era tutto magnifico." Kristal aveva uno sguardo sognante che preoccupò ulteriormente Barus. La sorella, però, tornò improvvisamente seria.
"Ma tu come fai a saperlo? Come facevi a sapere che avevo ricordato qualcosa?
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Oblivion - The Elder Scrolls
FanficKristal un giorno si risveglia in un'umida cella. Non ricorda come è finita in prigione, ma soprattutto non ha memoria della sua vita. Sarà costretta a combattere in un'epoca avvolta dall'oblio, dove i Cancelli di Oblivion terrorizzano gli abitanti...
