Fuoco, calore, fracasso, lame, fendenti. Martin non si era mai ritrovato in una situazione simile, proprio nel bel mezzo di una battaglia, in prima fila a combattere e a dirigere delle truppe. Era tutto così frenetico e veloce che faticava a stare dietro al filo degli eventi e si faceva invece trascinare dal suo spirito di sopravvivenza. I mostri continuavano ad uscire da quattro cancelli contemporaneamente, si riversavano sulla landa e lottavano contro i soldati con tenacia e forza. Il lato peggiore dello scontro non era tuttavia il numero di nemici o le loro capacità belliche, che non erano particolarmente sviluppate. Il problema principale si presentò quando i primi segni di stanchezza iniziarono ad insediarsi negli alleati. Loro erano sempre gli stessi, mentre i mostri che uscivano da quei cancelli infernali erano nuovi e freschi di battaglia. Era quindi difficile mantenere la concentrazione in una situazione simile, senza un attimo di tregua, senza avere la possibilità di recuperare le forze nemmeno per un singolo istante. Gli unici che sembravano avere una stamina illimitata erano Barus e Dosiov. Durante la battaglia Martin li osservava spesso, svettavano particolarmente rispetto agli altri guerrieri. Erano in prima fila e riuscivano a sconfiggere tre nemici nel tempo in cui tutti gli altri riuscivano a malapena a ferirne uno. L'unica altra persona che fosse in grado di combattere in quel modo era invece all'interno del Grande Cancello, da sola, correndo una corsa contro il tempo che sembrava non volerne sapere di essere dalla loro parte. L'erede provò un forte senso di orgoglio verso quella ragazza, era letteralmente colei che stava salvando il mondo.
Ora lottava contro due daedra contemporaneamente. Le sue truppe erano già state dimezzate e Kristal si trovava all'interno del cancello da meno di cinque minuti. Con un rapido fendente riuscì a metterne uno a terra, mentre con un pugnale che teneva nella cinta tagliò la gola all'altro. Nemmeno un istante per riprendersi che altri tre goblin si presentarono di fronte a lui, lanciandogli delle palle di fuoco. Martin utilizzò una magia di resistenza al fuoco e poi si fiondò contro gli esserini, affondando la lama nei loro corpi esili con tenacia. Erano minuti, ma le loro fiammate erano riuscite ad intaccare comunque l'armatura di Martin, che iniziava ad incassare sempre più ferite di battaglia. Alla fine un daedra riuscì anche ad affondare la lama nella sua pelle, provocandogli una lunga ferita al braccio. Fortunatamente non molto profonda. Fu Barus a vendicarlo, tagliando la testa al nemico con la sua ascia da battaglia. "Ci stanno decimando, nemmeno noi possiamo resistere ancora a lungo." Martin si guardò attorno. Oltre a lui e Barus era rimasto in piedi Dosiov, che decimava nemici ad una velocità impressionante, merito del suo vampirismo. Allo stesso tempo però risentiva molto delle ferite da fuoco e i punti in cui non era riuscito a fuggire alle fiammate dei goblin dolevano particolarmente. Poi c'era Jauffre che nonostante l'età riusciva tranquillamente a tenere il ritmo della battaglia affiancato dal capitano Burd, pronto a qualsiasi cosa per difendere la sua città. Infine notò una decina di spadaccini che facevano gruppo sostenendosi l'un l'altro, principalmente restavano nel retrovia a scagliare frecce mentre gli altri combattevano in prima fila. Martin era particolarmente preoccupato. Se Kristal avesse impiegato troppo tempo a recuperare la Grande Pietra del Sigillo sarebbe stata la fine per loro.
Kristal aveva fatto il suo ingresso nella grande torre con il fiato pesante. Era una guardia reale, addestrata fin da piccola alla battaglia e alla resistenza. Ma erano bastati pochi minuti all'interno del cancello per affaticarla irrimediabilmente. Aveva dovuto correre a perdifiato, annientando il più velocemente possibile ogni nemico che incontrasse nel suo cammino. Con una concentrazione disarmante aveva calcolato da lontano il percorso da fare attraverso le varie torri per raggiungere la più grande il prima possibile. Ora finalmente era lì e non c'era tempo per riprendere fiato, né tanto meno aria pura da respirare. Per questo iniziò nuovamente a correre, verso il portone alla sua destra. Questa volta non avrebbe potuto sconfiggere i nemici con la stessa agilità di prima. Molti più daedra alloggiavano all'interno dell'edificio e non si facevano certamente abbattere facilmente. Fu dura, la paura di non farcela rischiò di farla vacillare più volte. Ma ormai Kristal sapeva chi era, cosa voleva dalla vita, come doveva comportarsi. Era armata di una sicurezza profonda, che la portava ad agire nel modo migliore, seguendo tutto ciò che le era stato insegnato durante anni di addestramento e che l'aveva portata ad essere una guerriera eccezionale. L'unica che potesse compiere un'impresa simile in così poco tempo. Quando si trovò di fronte alla Grande Pietra del Sigillo credeva eccome ai suoi occhi, perché sapeva fin dal principio che ce l'avrebbe fatta, che sarebbe stata in grado di compiere una missione simile. La afferrò quindi con decisione, tirò e sorrise mentre le fiamme l'abbracciavano con prepotenza.
Martin, Dosiov e Barus avevano formato un gruppo compatto e sconfiggevano nemici su nemici con una forza e velocità notevole. Erano gli unici i grado di tenere ancora la prima fila, tutti i sopravvissuti si erano invece messi dietro con gli archi e aiutavano sporadicamente tirando delle frecce. Il gruppo formato dai tre tuttavia mostrava segni di cedimento evidenti e ad ogni nuova ferita vacillavano ulteriormente. Nel mentre lanciavano numerose occhiate disperate al Grande Cancello di Oblivion, sperando Kristal fosse lì lì per chiuderlo. Il rumore metallico che proveniva dal suo interno non faceva altro che incrementare la preoccupazione del gruppo, la macchina da guerra infernale sarebbe potuta uscire da un momento all'altro e a quel punto non ci sarebbe stata più speranza per Bruma. Fu nel limite della sopravvivenza, quando ormai le forze stavano abbandonando i loro corpi, che il rumore all'interno del cancello cambiò improvvisamente. La terra ricominciò a tremare. Il cancello si stava chiudendo. I tre stavano per avvicinarsi al portale, alla ricerca di Kristal, quando notarono che la macchina da guerra daedrica stava uscendo insieme ad esso. Questa era ormai distrutta e impotente, ma era gigantesca e se fosse caduta addosso a qualcuno l'avrebbe certamente ucciso. "Kristal!" L'urlo di Martin avvolse la pianura. Guardò la macchina bellica crollare a terra senza poter fare nulla, pregando che l'elfa fosse riuscita a trovare un riparo altrove.
Fu tutto così veloce, improvviso, inaspettato che nemmeno si rese particolarmente conto di ciò che successe. Kristal era stata appena trasportata all'esterno del portale dopo aver rimosso la Grande Pietra del Sigillo e aveva capito subito che qualcosa che non andava. La macchina, nonostante fosse stata disattivata, l'aveva comunque accompagnata a Bruma e se non si fosse spostata di lì all'istante sarebbe sicuramente morta schiacciata dal suo peso. Sentì Martin urlare a gran voce il suo nome e iniziò quindi a correre a perdifiato. La macchina da guerra crollò appena alle sue spalle, ma lei non smise di correre. Si fiondò tra le braccia di Martin e lo strinse con forza, contenta di ritrovarsi, vivi, vincenti. Stettero stretti per diversi secondi, poi Kristal fece avvicinare anche Barus e Dosiov. Si strinsero quindi in gruppo, tutti e quattro. Il sollievo di essere ancora lì, insieme, sani, diede un mare di vita a tutti. Fu Martin a sciogliere l'abbraccio. Prese la Pietra del Sigillo dalle mani dell'elfa e la guardò con decisione. "Abbiamo tutti gli oggetti necessari per poter riprenderci l'Amuleto dei Re da Mankar Camoran. Ma dobbiamo muoverci, prima che si renda conto del danno che gli è stato fatto e agisca di conseguenza." Gli elfi annuirono, poi iniziarono ad avviarsi verso il Tempio del Signore delle Nubi.
Martin nel tragitto ringraziò i soldati che erano rimasti, elogiandoli per il modo in cui avevano combattuto e resistito. Poi gli chiese di tornare in città e chiamare aiuto per seppellire adeguatamente i soldati morti in battaglia. Infine si accertò che il capitano Burd avesse riaccompagnato Jauffre al Tempio. Il frate era stato ferito durante la battaglia e se avesse continuato a lottare sarebbe morto di certo, per questo aveva ordinato ad entrambi di ritirarsi. "Il portale che aprirò per raggiungere Paradiso, il regno di Mankar Camoran, si chiuderà immediatamente alle tue spalle. Prendi tutto quello che ti serve al Tempio, in modo da poter agire al meglio una volta dentro." Kristal semplicemente annuì, ripassando la lista mentale che si era fatta di qualsiasi cosa sarebbe potuta essere utile. Anche se in realtà non sapeva con certezza cosa avrebbe trovato in quel posto. "Devo essere armata ma agile, chiederò aiuto agli spadaccini, sicuramente mi presteranno qualcosa di utile dall'armeria." L'erede le sorrise. Barus e Dosiov erano già molto più avanti. Le afferrò una mano. "E' quasi finita, manca poco." L'elfa sorrise a sua volta. "Sarà meglio sbrigarsi allora."
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Oblivion - The Elder Scrolls
Fiksi PenggemarKristal un giorno si risveglia in un'umida cella. Non ricorda come è finita in prigione, ma soprattutto non ha memoria della sua vita. Sarà costretta a combattere in un'epoca avvolta dall'oblio, dove i Cancelli di Oblivion terrorizzano gli abitanti...