Capitolo 30 - In viaggio

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Kristal sbattè la porta alle sue spalle con violenza, si appoggiò ad essa e rimase a fissare il muro. Aveva il respiro pesante e faticava a controllarlo. Martin nel frattempo si era seduto sul bordo del suo letto. 
"Non capisco perché gli umani siano così razzisti. Hai la pelle di colore diverso? Sei un'assassina." Martin restò a guardarla con sarcasmo, scuotendo la testa.
"Perché non ci hai detto di Baurus?" L'elfa si girò di scatto, stupita dal fatto che Martin avesse ancora dei dubbi a riguardo. Sospirò prima di rispondergli.
"Perché temevo che Jauffre avrebbe reagito come al convento, ha perso molte persone nel giro di poco tempo. Glielo avrei detto in un secondo momento, era passato troppo poco tempo." Martin restò a guardarla con le braccia incrociate ancora per qualche momento, poi iniziò a ridere. Kristal lo osservò a bocca aperta, stupita dalla sua reazione.
"Non lo trovo molto divertente." Martin si riprese e tornò ad essere serio velocemente.
"Non ho mai sentito una motivazione più stupida per aver nascosto la morte di una persona." Kristal le si pose di fronte furiosa.
"Non è affatto stupido, è da quando mi sono svegliata in quella cella che non faccio altro che stare dietro a Jauffre e aiutarlo. E' un problema se mi preoccupo così tanto per lui?"
"Sì, perché nascondendo la verità non lo stai aiutando. Al contrario non fai altro che dargli preoccupazioni in più. Ti prego Kristal,  sei astuta ed intelligente, però non puoi continuare ad agire d'istinto in questo modo. Devi pensare sempre alle conseguenze di ciò che dici e che fai, soprattutto in questa situazione. E' necessario che ci sia fiducia tra tutti noi e un errore simile ha portato una frattura non trascurabile nel tuo rapporto con Jauffre" Ha ragione, lo so che ha ragione. Ho rovinato tutto.

Kristal si girò per evitare il suo sguardo. Sentire quelle parole provenire proprio da Martin la feriva. Sapeva però quanto fosse stata stupida e decise che sarebbe andata il prima possibile a parlare con Jauffre, sempre se il frate fosse stato disponibile ad ascoltarla.
"Dove pensi che sia andato Jauffre?" Chiese quindi, ritrovando la forza di guardarlo negli occhi.
"Non lo so, ma credo sia meglio lasciarlo solo per un po'. Ha sicuramente bisogno di un po' di tempo per riflettere." Kristal annuì, anche se in realtà avrebbe voluto parlare con il frate il prima possibile. Martin, notando il suo sguardo, l'abbracciò.
"Scusa se sono stato parecchio duro. E' solo perché tengo a te, davvero molto." Kristal si strinse fra le sue braccia, mentre le sue parole le scesero dolcemente giù per il cuore, dandole finalmente uno spiraglio di calma.

Il resto del giorno l'elfa lo passò nello studio. Cercò tra i libri qualcosa in più sul santuario ma non trovò nulla di particolarmente interessante e presto fu sera. Ora Kristal si trovava nella sala principale insieme a Martin. Mentre lui studiava il Mysterium Xarxes, lei leggeva un libro sulle magie curative distrattamente. Non riusciva davvero a dedicarsi a qualcosa perché non era ancora riuscita a parlare con Jauffre. Il frate non si era ancora fatto vedere e l'elfa iniziava a preoccuparsi. Ogni volta che il portone si apriva, alzava gli occhi speranzosa, sperando di vederlo fare finalmente ritorno. Anche questa volta, sentendo il famigliare suono cigolante, alzò gli occhi di scatto. Ancora una volta fu Jauffre a fare il suo ingresso nel Tempio, bensì suo fratello Barus. Respirava a fatica e aveva un occhio nero.

"Cos'è successo?" Chiese Kristal avvicinandosi. Barus fece un gesto circolare con la mano, facendo intendere che non era nulla di grave.
"Ho soltanto incontrato un bandito sulla mia strada, ma non mi ha fatto molto male." L'elfo faticava a parlare e Kristal non era molto propensa a credere alla sua versione dei fatti. Lo portò comunque nella sua stanza e gli bagnò l'occhio con dell'acqua.
"Barus?" Chiese dopo qualche minuto di assoluto silenzio.
"Dimmi." Rispose debolmente.
"Non sai usare la magia?" Non era la domanda che aveva intenzione di fargli inizialmente, ma era comunque curiosa di sapere perché non si era curato con un incantesimo.
"Sì, ma non è una ferita grave e non ho intenzione di curarla in quel modo. Lascerò che guarisca da sola." Kristal annuì, sebbene pensasse che gli faceva molto male e che non avesse molto senso soffrire in quel modo. Ogni volta che premeva troppo forte, reprimeva un gemito.

"Hai trovato un modo per recuperare un manufatto daedrico?" Chiese invece Barus, scappando dal discorso.
"Sì, c'è un santuario vicino a Cheydinhal." Iniziò l'elfa, per poi raccontargli tutto il resto. Appena terminò, Barus si alzò subito in piedi, guardandola con decisione.
"Se partiamo ora non è meglio? Prima arriviamo e meglio è." Kristal restò stupita, aveva ancora il respiro pesante e non sembrava per niente in grado di rimettersi in viaggio.
"Sei sicuro che riesci a farcela a ripartire di nuovo?" Chiese, anche se sapeva benissimo quale sarebbe stata la risposta. Barus annuì, così Kristal decise di barattare con lui. Se si fosse fatto curare con la magia e avesse mangiato qualcosa, allora sarebbero potuti partire, altrimenti avrebbero aspettato almeno il giorno seguente. Dopo qualche pressione riuscì a farlo accettare, così lo curò e poi lo mandò a prendere del cibo in dispensa. Lei nel frattempo avrebbe raggiunto Martin per avvertirlo della partenza. 

Lo trovò ancora nel salone principale, concentrato nei libri che aveva di fronte. Kristal le appoggiò le mani sulle spalle delicatamente, per fargli capire che era lì.
"Ho quasi finito Kristal, dammi solo qualche minuto." L'elfa lo prese per un braccio e lo fece alzare, trovandoselo di fronte. Dovette alzare lo sguardo, perché era più bassa di lui, anche se non molto. Martin sembrava parecchio scocciato.
"Lo sai che prima finisco e..." Kristal non lo lasciò finire, prendendogli una mano con forza.
"Vieni fuori con me, finirai più tardi." E detto questo, lui decise di non rispondere più e la seguì all'esterno. La torretta dove si erano baciati la prima volta risaltò all'istante agli occhi di entrambi. Sembrava contenere un ricordo lontano, anche se in realtà era passato pochissimo tempo.
"Io e Barus partiamo tra poco." Disse bruscamente, interrompendo il dolce silenzio che si era creato tra i due. Martin la guardò senza comprendere.
"Ma è tardi, non sarebbe meglio partire di giorno?" Chiese indeciso anche lui, era evidente che avrebbe preferito partissero subito, d'altra parte aveva paura per lei e non era del tutto convinto che Barus si fosse completamente ripreso dal viaggio.
"L'hai detto anche tu, prima finiamo e meno possibilità abbiamo di morire tutti." Disse sorridendo amaramente. Martin annuì, anche se era ancora indeciso. Camminarono per qualche istante, fino a raggiungere un posto isolato. Restarono lì per diversi minuti, salutandosi. 

Kristal era avvolta dal pensiero di lui e dei suoi baci mentre correva a cavallo di fianco a Barus. Uno spadaccino le aveva offerto il suo baio e lei aveva accettato volentieri. Aveva capito che i soldati avevano iniziato ad essere così gentili con lei dopo aver scoperto ciò che era accaduto a Kvatch e spesso si riferivano a lei come l'eroina della città. Kristal sapeva che la notizia si stava man mano diffondendo in tutta Cyrodiil, ma non sapeva se fosse una cosa buona o meno. Attirava molta attenzione su di lei e questo avrebbe potuto provocarle dei problemi in futuro. Sobbalzò quando Barus le parlò, avvolta com'era dai suoi pensieri.

"Appena ho visto Martin avevo già capito molte cose. Ma all'inizio credevo di sbagliarmi, credo di non averti mai vista guardare un umano con simpatia. Eppure ti ritrovo qui, a lavorare per degli imperiali e in una relazione con uno." Aveva una voce colma d'amore verso di lei e l'elfa si sentì in imbarazzo, non potendo minimamente ricambiare quell'affetto. In realtà Kristal continuava a non capire perché Barus fosse così propenso verso di loro. Lei era convinta che si sarebbe arrabbiato parecchio se avesse scoperto quanto era vicina con Martin. E invece eccolo lì, commosso mentre diceva che si stava frequentando con lui.

"Non siamo ufficialmente in una relazione, ci piace solo passare il tempo insieme." Disse subito, cercando in qualche modo di giustificarsi. Pose però immediatamente dopo la domanda che tanto le pesava in cuore. "Perché non vai d'accordo con Dosiov?" Barus si rabbuiò e sospirò pesantemente. "Per tutto il male che ti ha fatto." Disse, restando sul vago. E cosa mi avrebbe fatto? Perché non me lo vuole dire? Ripensò a quando si era trovata con Dosiov fuori dal tempio e ciò a cui aveva pensato quando le aveva detto di non andare via così in fretta.

"Mi trattava male?" Chiese incerta.
"Inizialmente no, ma poi... E' cambiato." Rispose lui, non sapendo bene cosa dire.
"E allora perché non puoi spiegarmi tutto." L'elfo parve parecchio scocciato da quelle parole.
"Non posso." Kristal sorrise sarcasticamente.
"Penso sia un mio diritto sapere." Barus la guardò di traverso, stava perdendo la pazienza. Non capiva come mai di colpo fosse così determinata a sapere, perché gli stesse facendo così tante domande. Kristal si era fatta davvero insistente, così alla fine l'elfo fu costretto a rispondere, urlando.
"Non ti dirò nulla! Dannazione. Altrimenti che senso avrebbe avuto farti perdere la memoria?"

Oblivion - The Elder ScrollsDove le storie prendono vita. Scoprilo ora