Kristal, che in quel momento si trovava sdraiata sul suo letto, alle parole di Martin si mise subito a sedere.
"Perché non me lo avete detto appena sono arrivata?" Lui subito le appoggiò una mano sulla spalla.
"Per questo." Disse indicandola. "Sapevo che avresti voluto immediatamente ripartire per andare a chiuderlo e non mi sembra il caso." Kristal roteò gli occhi.
"E che vuoi che faccia? Non posso lasciarlo lì." Martin si sedette di fianco a lei, cosa che faceva spesso quando parlavano.
"Non hai un briciolo di paura all'idea di entrare ancora lì dentro? In fondo è come attraversare l'inferno da vivi." Certo, lo so bene.
"Se ci penso rabbrividisco, per questo non lo faccio. Agisco e basta, come le circostanze mi chiedono." Martin annuì, si aspettava una risposta simile.
"Comunque questa volta non ci andrai da sola." Kristal lo guardò allucinata.
"Non puoi venire con me! È troppo pericoloso." Martin sorrise a quello scatto, le prese le mani e le intrecciò fra le sue.
"Non stavo parlando di me sciocca. Intendevo che il capitano Burd verrà con te." Il capitano della guardia di Bruma? E perché mai vorrebbe farlo?
"Davvero?" Martin annuì. "Certo. Vi incontrerete domani mattina di fronte al portale. Per questo motivo non puoi partire ora. Dovresti esserne contenta, hai la possibilità di riprenderti con una bella nottata di sonno e poi tornare domani mattina a fare l'eroina di Cyrodiil, con molte meno probabilità di morire." L'elfa sbuffò a quelle parole, ma il sacerdote non poté fare a meno di sorridere. "Ora vieni qui, mi sei mancata."Anche Kristal riuscì finalmente a sorridere. Martin aveva il potere di farle dimenticare tutto il resto. In quel singolo istante c'erano soltanto loro due. L'elfa si strinse lentamente tra le sue braccia, ascoltando il battito del suo cuore.
"Non sono stata via nemmeno una giornata." Martin le accarezzò i capelli, lo sguardo perso di fronte a sé.
"Comunque troppo tempo." Si staccò dall'elfa dopo pochi istanti, a malincuore.
"Credo tu debba visitare le terme per un po', ti aiuteranno a riprenderti. Poi vai subito a letto però, così domani sarai ben riposata." Kristal scoppiò a ridere.
"Sei diventato mio padre adesso?" Martin rise a sua volta.
"Può essere. Comunque ho una cosa da fare nel frattempo." Disse tornando serio e alzandosi dal letto. Kristal fece lo stesso e, dopo aver preso delle cose da vestire dal fondo del letto, si diresse alla porta.
"Come vuoi, ci vediamo dopo."Barus si aspettava che Martin sarebbe andato a parlare con lui, infatti, quando qualcuno bussò alla porta, non si stupì trovandosi di fronte il sacerdote.
"Sapevo saresti venuto." L'elfo si scansò per farlo entrare. La stanza che condivideva con Dosiov era vuota, il cognato era andato a Bruma. Sicuramente per nutrirsi di qualcuno. Pensò Barus con ribrezzo.
"Devi dirmi tutto. Perché Dosiov è ancora qui?" L'elfo sospirò pesantemente, liberarsi di lui non sarebbe stato facile e non poteva ucciderlo, non era di certo un assassino.
"È tornato indietro e ci ha seguiti. Comunque ora Kristal sa che è un vampiro, quindi non si parlano più." L'elfo vide immediatamente lo stupore che colmò gli occhi dell'uomo, gli lasciò qualche istante per assimilare l'informazione prima di ricominciare a parlare.
"Gliel'ho detto io, anche se vorrei non averlo fatto. Ora, oltre ad essere sfinita fisicamente, lo è anche mentalmente." Barus iniziò quindi a raccontargli tutto ciò che era successo, soffermandosi soprattutto sulla miniera e su ciò che si erano detti dopo."Quindi ha intenzione di ricordare il passato." L'elfo annuì lentamente, anche se quella del sacerdote non era una domanda, e si appoggiò stancamente al muro.
"Anch'io lo avrei voluto." Martin si sedette su una sedia che si trovava di fianco alla porta e continuò a parlare.
"Forse è meglio così, se davvero Dosiov ha fatto una cosa così tanto orribile, magari sarà il modo per liberarsi definitivamente di lui." Barus rabbrividì a quelle parole, ogni volta che gli ritornava in mente quel giorno, rischiava di avere un conato di vomito. In realtà non lo aveva ancora detto a Martin perché non se la sentiva, sapeva che non sarebbe riuscito a reggere il peso delle sue stesse parole. Si guardò un'altra volta attorno, chiedendosi come faceva a restare nella stessa camera di un mostro come lui. È per Kristal, soltanto per lei lo faccio. Si ritrasse dai suoi pensieri soltanto quando vide Martin alzarsi.
"Ho bisogno di riposarmi anch'io, è stata una giornata pesante. So che abbiamo ancora molte cose di cui parlare, domani ci prenderemo del tempo per approfondirle." L'elfo annuì, contento anche lui di potersi finalmente riposare in un letto caldo e comodo.Il giorno dopo si ritrovarono tutti e quattro nel salone principale, stranamente silenzioso. Kristal era obbligata a partire così presto perché il ritrovo con il capitano Burd era poco dopo il sorgere del sole. L'elfa si era preparata meticolosamente per quanto l'aspettava. Oltre alla spada di vetro aveva deciso di portare anche arco e faretra. Barus le aveva detto che sapeva tirare e a lei era bastato questo. Inoltre, per soppesare il peso della nuova arma, decise di indossare un'armatura leggera.
"Sei pronta? Ti senti abbastanza in forma?" Martin era tornato a preoccuparsi di qualunque cosa, Kristal si chiedeva come mai fosse stato proprio lui a proporre di farla partire se poi era il primo a restare così tanto in ansia.
"Sì tutto bene, non preoccuparti." Lui annuì semplicemente, poi uscirono tutti all'aperto. Kristal si fermò ad osservare Dosiov che restava ostinatamente silenzioso, la testa rivolta verso il basso. Notò che non indossava nessuna armatura, al contrario di Barus che invece sembrava partire per una guerra. Si avvicinò quindi a suo fratello.
"Non hai intenzione di entrare con me nel cancello vero?" L'elfo scosse la testa.
"Non posso, anche se l'avrei fatto. Comunque Martin mi ha detto che sarete in molti, quindi sono più tranquillo." Kristal sbuffò.
"Già, fate proprio una bella coppia voi due."Ora il gruppetto si trovava di fronte alla scalinata, Martin li guardava con tristezza mentre scendevano i gradini. Soltanto Kristal si soffermò al suo fianco, facendo segno a Barus di proseguire. Quando gli elfi furono fuori portata, si girò per rivolgersi a lui.
"Che cosa ti ha detto Barus di preciso?" Chiese con occhio critico. Martin la guardò sorpreso, era stato preso alla sprovvista.
"Mi ha detto che sai che Dosiov è un vampiro e che... Beh che hai deciso di cercare di farti tornare la memoria." Kristal sospirò pesantemente. Questa sarebbe stata una cosa che avrei voluto dirgli io, grazie tante fratello.
"Capisco. Mi piacerebbe molto parlarne ora, ma purtroppo non posso. In ogni caso, non ho rinunciato a noi." Gli diede un lieve bacio sulla guancia prima di allontanarsi, non lasciandogli nemmeno il tempo per rispondere.Il breve tragitto in compagnia dei due elfi fu incredibilmente silenzioso e questo infastidiva persino Kristal, che preferiva una persona taciturna ad una che parlava ininterrottamente. Tuttavia si sentiva l'aria pesante alleggiare tra di loro, come ad evidenziare maggiormente tutto ciò che era accaduto. Kristal non se ne preoccupò più soltanto quando alzò gli occhi al cielo e lo trovò rosso sangue. L'immagine di Kvatch rimbalzò agli occhi dell'elfa come un macigno e non poté evitare di pensare a quanto fossero terrorizzati gli abitanti di Bruma. Vide con la coda dell'occhio che Barus si guardava attorno guardingo, con la mano premuta sul pomolo della spada, mentre Dosiov mostrava i canini guardando a destra e sinistra in continuazione. Kristal li capiva, anche lei era parecchio nervosa.
Quando si ritrovarono di fronte al cancello, però, entrambi restarono paralizzati, incapaci di muoversi e restarono a guardare il portale che si trovava di fronte a loro con occhi sgranati e la bocca spalancata. Kristal non gli disse nulla, ma si avvicinò invece al generale Burd che si trovava dietro la staccionata difensiva posta di fronte al cancello. L'elfa gli appoggiò la mano sulla spalla, in modo da richiamare la sua attenzione. Quando il generale si girò, fu immediatamente invaso dal sollievo.
"Finalmente sei qui. Devo dire che non sono per nulla impaziente ad entrare lì dentro." Indicò il portale con ribrezzo, prima di tornare a rivolgersi a Kristal. "Tuttavia prima lo facciamo e prima ci togliamo il pensiero no?" Burd sorrise forzatamente, cercando di porre fiducia più a se stesso che a Kristal, che annuiva.
"Allora sarà meglio partire subito." Disse con un'ostinazione che non sapeva di possedere. Forse sarà un modo per non pensare, per combattere e concentrarmi solo su quello. Il capitano le presentò due soldati, dicendo che sarebbero venuti con loro, mentre altri quattro sarebbero rimasti a proteggere la città. Quando tutti furono pronti Kristal li guidò verso il cancello, iniziò a correre e ci si tuffò all'interno. Ancora una volta era tornata all'inferno.
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Oblivion - The Elder Scrolls
FanfictionKristal un giorno si risveglia in un'umida cella. Non ricorda come è finita in prigione, ma soprattutto non ha memoria della sua vita. Sarà costretta a combattere in un'epoca avvolta dall'oblio, dove i Cancelli di Oblivion terrorizzano gli abitanti...