Il vento si era alzato parecchio da quando Kristal era partita e i suoi capelli cremisi le danzavano ribelli dietro la nuca mentre galoppava lungo la strada. Era ormai in viaggio da qualche ora e finalmente in poco tempo avrebbe dovuto inoltrarsi nel bosco, dato che il lago Arrius si trovava lontano dalle strade ed era l'unico modo per poterlo raggiungere.
L'elfa si rese conto che da quando si era svegliata in quella cella aveva viaggiato molto. Non che questo le dispiacesse, le dava tempo per riflettere su se stessa, su quello che succedeva e su quello che avrebbe voluto fare. Però era anche abbastanza estenuante e se avesse continuato a muoversi ad un ritmo così frenetico prima o poi sarebbe crollata.In quel momento però c'era qualcosa che continuava insistentemente a tornare a galla. Era un particolare pensiero che le colmava la testa, più precisamente una persona. Quello che era successo tra lei e Martin era una cosa che l'aveva posta terribilmente in difficoltà, più ci rifletteva e più le doleva la testa. Non per il bacio in sé, almeno non solo. In realtà nel profondo del cuore sentiva di essere pentita di ciò che aveva fatto: se avesse potuto tornare indietro; non lo avrebbe respinto, ma si sarebbe invece lasciata travolgere dal momento. O forse no. Era così tanto confusa. Si sentiva davvero male e voleva soltanto stare distante da quella situazione per un po'.
Ma a cosa si riferiva quando mi ha detto che aveva smesso di essere un sacerdote? Kristal era convinta fosse solo una scusa per giustificare quello che era successo. Anche se Kvatch era distrutta, non credeva che automaticamente lui smettesse di essere un prete. D'altronde se anche fosse vero, Martin era l'erede al trono e lei sapeva che l'imperatore era costretto a sposare una nobile imperiale. Forse intendeva questo, come erede al trono era costretto a sposarsi e ad avere figli. In ogni caso lei non era né nobile né imperiale. O forse nell'altra vita sì, ma come faccio a dirlo? Scosse leggermente la testa. Che pensieri assurdi, non c'è nulla da rimuginare. E' una cosa che dobbiamo evitare e basta.
Quasi non si accorse del passaggio tra gli alberi alla sua sinistra, quello che doveva prendere per raggiungere il santuario della Mitica Alba. Fece girare bruscamente il pezzato in quella direzione e continuò a cavalcare tra le fronde degli alberi, cercando di non pensare più a Martin.Un paio di ore più tardi il terreno iniziò a diventare fangoso, segno che era vicino a dell'acqua. Il cavallo ora non galoppava più, arrancava invece in mezzo al fango. Kristal smontò, e affondò con gli stivali nella terra bagnata. Decise di lasciare l'animale lì, erba ce n'era e dalle numerose pozze avrebbe anche potuto bere dell'acqua. Il santuario alla fine era poco lontano e anche se non sapeva quanto tempo avrebbe passato in quel posto, sapeva che se la sarebbe cavata. Salutò velocemente il pezzato, dicendogli che sarebbe tornata il prima possibile, quindi si incamminò nuovamente. In pochi minuti si ritrovò di fronte alle caverne del lago Arrius. Per raggiungere l'entrata fu costretta a fare una parte di strada attraversando l'acqua, dove si bagnò fino alle ginocchia.
Entrò nella grotta con le brache fradicie e cercò di strizzarle alla buona con le mani. Avanzò poi lungo una stretta parete di roccia, l'umidità lì dentro era altissima e permetteva la vita di alcuni funghi disgustosi. Non fu costretta a camminare molto, perché dopo qualche passo arrivò di fronte ad una porta. Di fianco c'era un elfo dei boschi, intento a leggere un foglio. Kristal si avvicinò piano e solo quando gli fu quasi di fronte, questo alzò gli occhi per guardarla. Lui deve essere il portinaio. È ora di iniziare a recitare. L'elfo la stava squadrando con un sopracciglio sollevato.
"Chi sei? E soprattutto che ci fai qui?" L'elfa cominciò quindi a sfilare i libri dalla giacca che portava, glieli mostrò e poi iniziò a parlare.
"Sono riuscita a decifrare il messaggio dei quattro volumi. Sono andata alla Via Verde dell'imperatore a mezzogiorno e la locazione del santuario mi è stata svelata. Ora sono pronta ad entrare al servizio di Mankar Camoran come nuovo membro della Mitica Alba."Fu più facile del previsto. Non avrebbe mai creduto di riuscire ad essere così convincente. Il portinaio infatti le credette subito e con un sorriso le aprì la porta.
"Poco più avanti incontrerai Harrow, sarà lui a portarti attraverso il culto di Lord Dagon." Gli occhi dell'elfo diventarono lucidi solo al nominare quel nome e Kristal lo guardò inorridita. Ma si rende conto che sta parlando di un demone? Si obbligò a porsi un falso sorriso in volto e poi annuì.
"Non vedo l'ora." Attraversò la porta senza aspettare una risposta e subito dopo aver varcato l'uscio, si ritrovò di fronte ad un elfo oscuro.Indossava la tunica rossa dei membri della Mitica Alba, i capelli brizzolati e un sorriso ebete in faccia. Kristal digrignò i denti alla vista di un suo simile all'interno di quella veste. Non ci posso credere che un dunmer possa essere così idiota da entrare a far parte di un culto del genere.
Harrow sembrava così contento di vederla, la guardò dalla testa ai piedi per ben tre volte prima di iniziare a parlare.
"Benvenuta mia dolce dunmer, sono lieto di vedere una figura così bella qui. Sarai sicuramente una delle migliori seguaci della Mitica Alba." Le fece l'occhiolino e le si avvicinò di un passo. Kristal era sul punto di sputargli dritto in un occhio, ma si trattenne. Invece sorrise, fingendo di essere lusingata dalle parole di Harrow."Da dove posso cominciare a servire Lord Dagon?" L'elfo la guardò sorridendo ancora di più.
"Sei davvero fortunata oggi: oltre ad avere me come guida, avrai la possibilità di farti accogliere nella nostra setta da Mankar Camoran in persona." Kristal sgranò gli occhi dalla sorpresa, non credeva di poter riuscire ad incontrarlo così in fretta. "Lui è qui?" Harrow annuì.
"Si, ma solo di passaggio. Sta per tenere un discorso in presenza dei fedeli, quindi durante la cerimonia posso chiedergli di celebrare anche la tua iniziazione." Wow, forse qualcosa inizia ad andare per il verso giusto. "Oh te ne sarei grata, grazie infinite!"L'elfo iniziò a torturarsi le mani, contento come un bambino.
"È un piacere. Comunque ora faresti meglio a cambiarti, non vorrai mica perderti la tua iniziazione." E detto questo le diede una delle vesti rosse che indossavano tutti i fedeli. Kristal la guardò disgustata, le ricordava gli assassini di Uriel e Baurus, che alla morte perdevano la loro armatura per ritornare in quelle luride vesti. La prese con malavoglia e iniziò a guardarsi attorno per cercare un luogo dove indossarla. Harrow se ne accorse, così si girò, dandole le spalle. "Io resto girato finché non hai finito." Così Kristal iniziò a spogliarsi, ma poi si rivestì in fretta, dato che in quel posto si congelava.
"Ho fatto." Gli disse appena finì e allora lui allungò la mano, in attesa di ricevere qualcosa.
"Puoi pure darmi le tue cose, te le darò dopo l'iniziazione." L'elfa lo guardò terrorizzata, si sentiva indifesa senza la sua spada. Non fa nulla, probabilmente non ne avrò bisogno. Così le diede i suoi vestiti insieme alla lama, che lui si mise sottobraccio.
"Forza, ora possiamo andare." Kristal annuì e lo seguì lungo i corridoi, fino ad arrivare al centro del santuario. Una strana sensazione la avvolse e il suo cuore iniziò a battere all'impazzata. Fece un lungo respiro e si preparò ad incontrare Mankar Camoran in persona.
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Oblivion - The Elder Scrolls
FanfictionKristal un giorno si risveglia in un'umida cella. Non ricorda come è finita in prigione, ma soprattutto non ha memoria della sua vita. Sarà costretta a combattere in un'epoca avvolta dall'oblio, dove i Cancelli di Oblivion terrorizzano gli abitanti...