Capitolo 13 - Un addio dopo l'altro

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Baurus era ancora alla pensione, seduto allo stesso sgabello di quella mattina. Si sedette vicino a lui, disse che non era riuscito a rintracciare altre spie e per questo era già tornato lì, sperando fosse lei a portare buone notizie. Kristal gli spiegò tutto quello che aveva appreso, gli mostrò il terzo volume e ripeté quello che le aveva detto l'elfo prima di scappare. Baurus capì subito di cosa stava parlando.
"Mi sono sempre chiesto perché ci fosse un tavolo nel bel mezzo delle fogne durante i miei sopraluoghi lì sotto. Ti accompagno." Fece per alzarsi, ma poi si soffermò a guardare l'elfa un istante.
"Hai già mangiato tu?" La ragazza annuì, mentendo. In realtà era affamata, ma preferiva trovare l'ultimo libro il più presto possibile, avrebbe mangiato una volta finita la missione. Baurus le credette e si diresse verso l'uscita, subito seguito da Kristal. L'elfa in quel momento involontariamente pensò a Martin: lui si sarebbe accorto della menzogna e l'avrebbe costretta a mangiare all'istante. Scacciò presto il pensiero, non era importante ora. 

La guardia si fece spazio tra le varie vie della città, fino a raggiungere una botola nascosta in un giardinetto laterale alla via principale, che portava sottoterra attraverso una piccola scalinata. Appena la percorse tutta, Kristal fu avvolta da uno sgradevole odore ma, soprattutto, da una forte umidità. Non si lamentò e continuò a seguire Baurus a ruota, d'altronde lì sotto da sola si sarebbe già persa; dati tutti i cunicoli che dovevano attraversare. Non aveva minimamente il senso dell'orientamento lì, tanto che, quando Baurus si fermò di fronte ad una porta di metallo, rischiò di finirci contro.

"Al di là di quell'uscita c'è il tavolo con la sedia. Io andrò ad attendere l'incontro con l'interlocutore, mentre tu salirai su quella scala." Indicò una scaletta alla loro sinistra.
"E controllerai che tutto vada a buon fine dall'alto." Kristal però non era totalmente d'accordo.
"Non dovrei essere io a parlarci? In fondo ho trovato io i libri." Baurus fece un gesto circolare con le braccia.
"Come vuoi tu, ma sarei più sicuro a fare come dico io." In effetti così potrei avere una visuale generale di ciò che accade e la possibilità di intervenire in poco tempo in caso di necessità.
"Ok, puoi parlarci tu. Io sarò i tuoi occhi e le tue orecchie." Baurus fece per avviarsi, indugiò, poi si girò nuovamente verso di lei.
"Se non dovessi sopravvivere, fa di tutto pur di tornare in possesso dell'Amuleto. È l'unica possibilità che abbiamo." Kristal annuì, anche se sapeva che se la poteva cavare benissimo contro chiunque, non c'era un grande pericolo. Era un soldato forte. Probabilmente l'aveva detto soltanto per precauzione. 

Salì le scale e si ritrovò in un ripiano sollevato, da lì riusciva a scorgere un minuto tavolino con una vecchia sedia di fianco. Baurus entrò e si sedette, in attesa. Kristal era incredibilmente tesa, le gambe le tremavano incessantemente. Dannazione. Perché sono così nervosa? Quello che le aveva detto la guardia l'aveva agitata più del dovuto. D'un tratto una figura fece il suo ingresso nella sala, si pose di fronte a Baurus ed iniziò a parlargli. L'elfa non riusciva però a sentire le sue parole, provò perciò a tendere l'orecchio, senza successo. Dal punto in cui si trovava lei c'era la possibilità di attraversare un ponticello che passava esattamente sopra al tavolino e collegava il ripiano in cui stava accovacciata, ad un piccolo cancelletto.
Kristal tornò a guardare Baurus e vide che l'interlocutore gli stava mostrando il libro. Dai che manca poco. Tuttavia il cuore le batteva a mille, provò a fare un paio di respiri profondi ma non fecero nessun effetto. Baurus finisci in fretta, ti prego

D'un tratto due figure arrivarono in prossimità del cancelletto. Kristal fu presa dal panico e si schiacciò al muro il più possibile. La testa le girava e faticava a mettere a fuoco ciò che la circondava. La sua fu una mossa inutile, era stata troppo lenta. I due uomini si vestirono dell'armatura daedrica e le corsero incontro con le lame alzate. L'elfa fu costretta ad estrarre la spada e a mettersi in guardia. Tuttavia loro erano in due, mentre lei era sola.
Con la coda dell'occhio vide che Baurus era alle prese con l'interlocutore, che aveva a sua volta estratto la spada. Kristal decise di tenere impegnati gli assassini di fronte a lei, per dare più spazio al guardiarossa. Tentò un paio di affondi, invano. Se non c'era uno a parare, toccava all'altro. Così l'elfa indietreggiò di qualche passo e lanciò una fiammata ad entrambi.

Come si aspettava i due furono presi alla sprovvista, così ne approfittò per colpire quello alla sua destra, tentando di sbilanciarlo per farlo cadere dal ponte. Per un istante fu certa di esserci riuscita, ma lui fu agile e si spostò giusto in tempo. Sono troppo forti, non ce la posso fare. Kristal tentò di rimettersi in guardia, ma la forza di volontà che aveva poco fa stava lentamente scomparendo. Cercò di assumere uno sguardo sicuro mentre cercava una soluzione. I due assassini non tentarono di attaccarla, cosa che trovò molto strana. Decise di provare un nuovo incantesimo, chiamato fardello. Questa magia consiste nell'aumentare il peso di una persona talmente tanto da impedirgli di muoversi. O almeno con le gambe. Le braccia infatti non ne subivano l'effetto, ma a Kristal bastò comunque. Finalmente era riuscita ad uccidere uno dei due.

Tuttavia questo provocò la furia del secondo che, appresa la morte del compagno, diventò una furia. L'elfa indietreggiò, cercando di tenersi a distanza. La testa ancora non le dava tregua. Con la coda dell'occhio notò che Baurus era ancora alle prese con l'interlocutore, dovevano essere alcuni dei membri più forti della Mitica Alba. Kristal parava gli affondi dell'assassino ma era costretta ad indietreggiare, fino a toccare la porta da cui era arrivata con la schiena.
"Non c'è più spazio per andare indietro adesso, non è vero dolcezza?" L'elfa capì all'istante dal tono di voce che l'uomo era sicuro di avere la vittoria in tasca. Fu questa la sua più grande debolezza. Kristal gli piantò la spada nel piede per poi colpirlo a fondo nel petto. L'assassino si accasciò a terra e la sua armatura scomparve, così Kristal si fermò un istante per riprendere fiato, ma soprattutto per rendersi conto che aveva rischiato davvero tanto.

Passarono però pochi secondi, il rumore di due lame che si scontravano sotto di lei la fece tornare alla realtà. Doveva aiutare Baurus. Corse immediatamente verso di lui, ma ancora una volta fu troppo tardi. Nello stesso istante in cui scendeva l'ultimo gradino della scalinata, vide l'interlocutore che lo colpiva, infilando la lama dall'incavo della clavicola e spingendo facendosi strada lungo l'intera cassa toracica. No, no, no! Istantaneamente fece un balzo e colpì l'uomo alla spalla. Questo si girò offeso, afferrò la spada con l'altra mano e si preparò a combattere. Kristal notò che però arrancava nei movimenti, ne approfittò e in poco tempo ebbe la meglio. Lo decapitò con un colpo netto. Corse poi da Baurus, si accucciò al suo fianco e gli sollevò il capo lentamente.
"Baurus mi senti? Ti prego rispondi." Silenzio. Il petto immobile. Grosse lacrime iniziarono a scendere dalle guance di Kristal, ricordò Uriel e a come si fosse sentita impotente nel momento della sua morte.

Adesso, accovacciata nel bel mezzo delle fogne, provava la stessa sensazione. Non aveva potuto fare nulla per salvare l'imperatore e non poteva fare niente nemmeno adesso. Restò accanto alla guardia per diversi minuti, osservando il suo volto. Sembrava essere tranquillo, sembrava sapere che lei ce l'avrebbe fatta. Cercò di cacciare quei pensieri, le avrebbero soltanto messo pressione. Poi si alzò e prese il libro, quello per la missione che aveva preso la vita di un altro uomo. Uomini che aveva conosciuto solo per qualche giorno, ma che la loro mancanza le provocava un vuoto enorme. In fondo erano stati degli elementi importanti, visto che i suoi primi ricordi risalivano a qualche giorno. Farò in modo che non verrai dimenticato, così come Uriel. Ma c'era un altro sentimento che premeva forte nel cuore dell'elfa oltre alla tristezza in quel momento, si sentiva ancora una volta incredibilmente in colpa perché, se solo l'avesse raggiunto un attimo prima, probabilmente ora Baurus non giacerebbe inanime tra le sue braccia. Mi dispiace tanto, mi dispiace così tanto

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