JAY
Sono davanti alla struttura grigia che ospita il carcere, è fredda e buia. Non voglio neanche immaginare com'è dentro. E soprattutto non voglio immaginare come sta mia madre. Allie è accanto a me, con un'espressione triste dipinta sul volto. Si sente in colpa, pensa che tutto questo sia colpa sua, ma ho avuto modo di pensarci e l'ho capito, che lei lo ha fatto per aiutarmi. Lei l'ha fatto per far arrestare quella gente, e non è colpa sua se mia madre ha spacciato in passato. Siamo qui davanti perché ho bisogno di parlarle, di sapere tutta la verità e so che sarà difficile. So che mi farà male.
Stringo forte la mano di Allie e mano nella mano entriamo in quella struttura grigia.
Dopo aver superato tutti i controlli, ed aver chiesto di mia madre, ci hanno portato in una saletta con dei tavolini e delle sedie. Ci sediamo in uno di quelli e attendiamo l'arrivo di mia madre.
"Vuoi che aspetti fuori?" Chiede Allie in un sussurro quasi impercettibile.
"No, resta."
Mi rivolge un sorriso di conforto, mentre la porta si spalanca e rivela la figura di quella donna, divorata dal dolore. Ci raggiunge lentamente, scortata dalla guardia, che la fa sedere di fronte a noi prima di spostarsi più in là.
Si susseguono minuti di silenzio interminabili, nei quali mia madre non ha mai alzato lo sguardo. Sono io a rompere il silenzio, con la domanda più stupida che potessi fare.
"Come stai?"
Alza lo sguardo solo ora, puntando le sue iridi scure nelle mie. Una risata amara esce dalle sua labbra secce, prima di aprir bocca.
"Come vuoi che stia?"
"E' vero che spacciavi?"
I suoi occhi si incupiscono all'istante. "Non sapevo con cos'altro vivere."
Il mio pugno si infrange sul tavolo di plastica, producendo un tonfo sordo, che fa sussultare mia madre ed Allie.
"Cazzate!"
"E' la verità, Jay." Sussurra. "Avevo perso il lavoro, ed ero dipendente dalle droghe. Era l'unico modo che avevo per avere tutto, sia i soldi che la droga."
Non rispondo, non ci riesco. Mi passo una mano fra i capelli arruffati e sbuffo sonoramente.
"Ti avevo detto di starmi lontano." Dice, mentre sento il mio cuore sgretolarsi. "Avresti dovuto ascoltarmi."
"Sei mia madre, come puoi dire una cosa simile?"
"Non so comportarmi da madre, lo sai anche tu." Sussurra. "Guarda dove sono finita."
"Uscirai da qui!" Esclamo. "Sei dentro per una cosa che è successa anni fa, ora sei pulita, non è così?"
I suoi occhi si riempiono di lacrime e capisco che quella dello spaccio non è stata l'unica bugia che mi ha detto. Non ha mai chiuso con la droga, e mai lo farà.
"Io ci muoio qua dentro, Jay." Sputa. "Non tornare più, vivi la tua vita e basta, senza tutti questi casini. Fallo per il tuo bene, fallo per il tuo futuro, fallo per lei." Indica Allie con la mani, strette dalle manette.
I miei occhi si infrangono in quelli di Allie, e capisco che mia madre ha ragione. Non ci devo tornare più qui, anche se il mio cuore è un cumulo di macerie, anche se dentro di me mi sento morire. Devo pensare alla mia vita, da oggi in poi. E la mia vita è questa ragazza. Solo lei.
Afferro la mano di Allie, e sussurro a mia madre un'ultima cosa. "Lo farò. Addio, mamma."
Esco dal quel posto in pochi secondi, trascinando Allie dietro di me, che anche se fa fatica a starmi dietro, non si lamenta. Non dice niente e mi segue. L'aria fredda di novembre mi colpisce come uno schiaffo, mentre realizzo tutto ciò che è appena successo e riprendo a respirare.
I miei occhi cercano quelli di Allie, che mi guarda con le lacrime agli occhi. Io di lacrime non ne ho più e l'unica cosa che faccio ora è sorridere, mentre il peso che avevo nello stomaco piano piano si affievolisce. Le mia mani si posano leggere sui fianchi di Allie, e le mie labbra cercano le sue. Ho bisogna di sentirla, ho bisogno di perdermi nel nostro amore.
"Andiamo via." Soffio sulle sue labbra.
*
Arriviamo al campus poco dopo, e ci dirigiamo subito in camera mia. Peccato che quando apro la porta, ci ritroviamo Brett e Cheryl avvinghiati sul letto, per fortuna hanno ancora i vestiti addosso.
"Ma che cazzo?" Grida Brett, mentre Cheryl diventa rossa come un pomodoro.
"Quando siete tornati?" Chiede Allie confusa. "Non ci avete detto nulla."
"Questa mattina, ma voi non eravate da nessuna parte, e non avete risposto alle chiamate." Sbotta Brett.
"Eravamo in carcere." Dico.
"Cosa?" Grida Cheryl, passandosi una mano fra i capelli.
"Sono successe un po' di cose in vostra assenza."
Dopo avergli raccontato tutto, e aver sopportato le continue domande ed interruzioni da parte dei due, siamo riusciti ad andare a cena. Nonostante Brett e Cheryl abbiano ancora delle facce sconvolte. Li capisco, è tanto da metabolizzare. Non mi sembra neanche la mia vita quella che ho raccontato, sembra un brutto sogno dal quale devo ancora svegliarmi. Ma so che non è così.
Ovviamente siamo al McDonald's e Brett è felice come un bambino davanti alle caramelle. Io ed Allie stiamo stranamente bene ora, ridiamo alle battute di Brett, ci stringiamo le mani, ci baciamo, e per una volta tutto sembra normale. Sembriamo una coppia normale, senza tutti i casini che ci circondano, e stiamo bene. Forse da oggi possiamo riiniziare da capo, ci possiamo provare.
"Domani c'è una festa per festeggiare la fine delle lezioni, ci andiamo?" Chiede Brett, distogliendomi dai miei pensieri.
"Sì." Rispondo subito. Ho bisogno di fare qualcosa di normale, ed una festa è la cosa migliore.
"E festa sia!" Esclama felice il mio amico.
Me lo ripeto in testa in loop, e so che stavolta andrà davvero così.
Andrà tutto bene.
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Tra miliardi di persone
ChickLit[COMPLETA - IN REVISIONE] Allie Cooper è una ragazza forse troppo buona per il mondo che la circonda. I suoi genitori la amano e la trattano come se fosse la cosa più preziosa di questo mondo. Nonostante la sua non sia una famiglia benestante, All...
