Ero un giovane aviatore dell'US Navy da ormai quattro anni e, da quasi un anno, ero innamorato di lei, Isabella.
L'unica cosa che desideravo era tornare a casa da lei...e ci sarei riuscito.
Harry Edward "Steel" Styles era un fottuto bastardo, uno de...
Famiglia. Se si cerca questo termine sul vocabolario, esso spiega:"Nucleo sociale rappresentato da due o più individui che vivono nella stessa abitazione e, di norma, sono legati tra loro col vincolo del matrimonio o da rapporti di parentela o di affinità", ma per me la famiglia era altro. Non avevo bisogno del vincolo legale o del matrimonio. Per me famiglia erano mio marito, mia figlia, Gemma, Louis, Niall, Lola, Liam, Rachel, Zayn, i miei genitori, Anne. Famiglia, per me, erano anche i colleghi dell'università che avevo conosciuto.
In quel momento, per me famiglia era Harry che dormiva abbracciato al grande orsacchiotto bianco di Lia, con gli anelli in vista e i capelli sparati in tutte le direzioni come quelli della figlia.
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Dormiva dopo un viaggio di quattro ore per via del ritorno da Londra a Norfolk, per trovare i parenti che non erano potuti venire quella settimana. Avevamo impiegato così tanto tempo solo perché Lia piangeva non volendo stare nel seggiolino e ci eravamo fermati quasi sette volte in quattro ore. Toccato il divano di casa Mitchell, dove tutti i nostri amici e parenti si erano fatti ritrovare, subito era crollato in un sonno profondo.
«Avanti dai, solo una» si lamentò Niall. «Poi non farò più nulla»
«No!» dissi esasperata. «Lascialo dormire ti prego» mormorai stanca. «Non dorme per via di Lia e il fatto di essere qui è un modo per farlo riposare»
«Ti prego» disse esasperato anche lui. «Lia è con le donnette e non mi fanno avvicinare»
«Forse perché l'ultima volta la stavi facendo sbattere contro lo spigolo del tavolo» sbottai guardandolo male. Quando mise su il suo faccino da cane bastonato, sospirai. «Va bene, ma una volta sola»
Niall esultò silenziosamente, poi scappò in cucina a chiamare probabilmente il resto del gruppo. Quando Niall disse "ssh" in modo forte per fare silenzio, iniziò diabolicamente a spalmare un po' di panna sulla torta. I ragazzi dietro sghignazzavano, complici del biondo. Rachel mi diede di nuovo Lia, alla quale baciai dolcemente la guanciotta piena, mentre la ragazza incrociava le braccia intorno al busto di Liam sorridendo. Niall si avvicinò, spostando di poco e molto lentamente l'orso grande e aspettò qualche secondo prima che Harry si poggiasse sulle sue spalle e sospirare. In quel momento, Lia battè le mani guardando lo zio mentre sorrideva e spostava lo sguardo ovunque. Niall, alzando la torta, la lasciò cadere sulla faccia di Harry, che si alzò di colpo mettendosi seduto. Tutti scoppiammo a ridere, mentre il ragazzo si alzava in piedi e faceva cadere qualche pezzo di torta sul pavimento. Guardai mia mamma che in quel momento rideva aggrappata al braccio di mio padre, come se non le importasse realmente della torta caduta. Harry si portò le dita negli occhi, togliendo i residui di torta e portando le dita sulle labbra. Ancora ridendo, si avvicinò poi velocemente a me e Lia abbracciandoci e strofinando il suo viso contro il mio. Mi leccai le labbra sporche ridendo, mentre il ragazzo portava un dito sporco di torta tra le labbra della piccola. Subito la golosona afferrò il grande palmo di Harry con tutte e due le manine e iniziò a succhiare il suo dito facendoci ridere. Harry sporcò il suo viso con la panna, facendola sghignazzare e facendo ridere tutti.