Capitolo Extra: La cerimonia del sigillo di Ares
Era appena esplosa una battaglia nel Paese del Fuoco.
Il piccolo Ares al quale tutti volevano bene stava per esser sottoposto a una cerimonia che l'avrebbe costretto a fare da contenitore allo spirito malvagio del padre.
Molti dei demoni che gli volevano bene cercarono di ribellarsi a questo gesto orribile, ma Sasorch riusciva bene a tenerli a bada volevano anche loro proteggere il piccolo principe, ma dovevano anche tenere sotto controllo quello spirito malvagio.
Intanto che nel villaggio succedeva questo Razak aveva raggiunto il palazzo reale e la stanza dove si sarebbe tenuta la cerimonia.
Altri quattro demoni lo attendevano e Ares era in un angolo terrorizzato che tremava e piangeva, non voleva che gli facessero del male.
Razak sapeva che aveva appena diciotto anni. Era davvero troppo giovane per esser sottoposto a una cosa tanto crudele. Lentamente gli si avvicinò inginocchiandosi davanti a lui: «Principe Ares, andrà tutto bene. Finirà presto e tu non sentirai dolore. Non devi aver paura»
Il giovane demone lo osservò per un attimo e allungò le braccia verso di lui.
Razak capì quello che stava chiedendo Ares e con delicatezza lo prese in braccio stringendolo al suo petto.
Sentendosi al sicuro tra quelle fortissime braccia si rilassò.
«Mi dispiace. Solo tu hai la forza per salvarci da questo spirito maligno» disse il demone accarezzandogli la schiena.
Ares annuì contro il suo petto dove poco prima aveva nascosto il volto.
Alcuni minuti dopo si addormentò e Razak lo posò sull'altare poco lontano. Si tolse il mantello dalle spalle creando con esso un morbido e caldo cuscino che mise sotto la testa del giovane demone che nonostante stesse dormendo non aveva lasciato la sua maglia.
Uno dei demoni presenti disse: «Dobbiamo iniziare, Razak...»
Il demone sfiorò i capelli scarlatti di Ares: «Lo so. Iniziamo»
Lentamente i cinque demoni riuscirono a sigillare lo spirito nel corpo di Ares.
Il demone si svegliò proprio mentre Razak lo stava portando nelle sue stanze tenendolo stretto tra le sue braccia.
«È tutto finito?» gli domandò preoccupato.
«Sì, Ares. È tutto finito» il sorriso del demone che lo abbracciava lo tranquillizzò. Varcata la soglia delle sue stanze fu posato sull'enorme letto.
Razak fece per andarsene, ma Ares lo prese per il braccio: «Puoi restare con me? Non voglio restare da solo»
Lo sguardo spaventato di Ares lo fece capitolare e alla fine decise di restare: «Va bene resto vicino a te. Adesso riposati un pò»
Ares annuì e si accoccolò vicino a lui addormentandosi nuovamente.
Razak aveva capito bene cosa volesse dire Ares per questo rimase vicino a lui accarezzandogli i capelli. Sapeva che lui si stava mostrando forte, però, in realtà era spaventato perché lo spirito del padre era molto forte e gli stava parlando dicendogli cose cattive per questo non voleva abbandonarlo a costo di restargli vicino per tutta la vita.
Intanto lo scontro nel villaggio si era concluso e Sasorch sorretto da alcuni demoni che avevano combattuto al suo fianco fu condotto al cospetto di Rish il migliore dei guaritori dopo Razak.
Varcata la soglia dell'enorme infermeria Rish si avvicinò loro: «Mettetelo seduto su quel letto. Arrivo subito» si allontanò un attimo andando a recuperare tutto l'occorrente che gli serviva per curare le ferite di Sasorch.
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Il libro maledetto
FantasyTratto dal prologo: Questa storia ebbe luogo tantissimo tempo fa, in un regno ricco di misteri e magia. La superficie del pianeta era divisa in cinque parti, ognuna con caratteristiche diverse. Questo è il luogo che i nostri protagonisti conoscon...
