Capitolo 3

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Capitolo 3. L'incontro con Durandall

Il mattino seguente, al castello si preparavano i festeggiamenti per il ritorno del principe, come il Re aveva già ordinato la sera prima.

C'era un grosso via vai, la servitù era divisa in vari gruppi per allestire tutte le cose il più in fretta possibile. Quando le dame di compagnia andarono a cercare Takashi nella sua stanza, si accorsero della sua assenza.

Trovarono solo una lettera poggiata sul tavolo in bella vista.

Allertarono le prime guardie che passarono davanti alla stanza per far circolare la notizia.

Bisognava controllare se il giovane fosse ancora nel castello.

«Guardie! Il principe Takashi è sparito, bisogna cercarlo!» esclamò una delle dame di compagnia.

Una guardia rispose subito all'appello della donna dicendo senza troppi giri di parole: «Ci mettiamo subito a lavoro» le due guardie si erano dirette proprio lì per scortare il principe dal padre.

Alcuni minuti dopo la notizia si era già sparsa per il castello passando di bocca in bocca.

Cercarono ovunque, però, non c'era traccia del principe che, in qualche modo, doveva essere fuggito.

Ormai l'unica cosa rimasta era la lettera trovata nella stanza. Con su scritte testuali parole "Per il Re!"

L'incarico di andare a portare la scottante notizia fu dato al capitano delle guardie che presidiavano il castello, di nome Leorik.

«Adesso toccherà a me portare la lettera al sovrano» disse lui.

In realtà pensava: Va bene che sono il capo delle guardie. Su questo non ci piove, ma perché cavolo devo portare io la notizia al vecchio tricheco? Takashi ha fatto bene ad andarsene avere un padre come questo è una vergogna. Se solo il ragazzo sapesse la verità su quello che il padre aveva in mente per lui...

Leorik era un giovane con lunghi capelli neri, occhi color ametista. Aveva il tatuaggio di un fulmine che gli copriva tutta la parte sinistra del volto. Era il simbolo della sua casata.

Era lui il diretto erede al trono, ma in qualche modo Callisto fu eletto sovrano al posto suo. Sapeva bene che il sovrano era un impostore.

L'uomo aveva corrotto tutti gli elettori ed ora il regno stava andando in rovina. Leorik aveva solo ventiquattro anni.

Fu promosso a capo delle guardie, solo quattro anni prima, grazie anche alla sua prestanza fisica e dote autoritaria. Molte ragazze del Paese ne erano follemente innamorate, avrebbero fatto carte false per avere un giovane aitante come lui. Ma il capitano, già da tempo, per la precisione sette anni, aveva scelto la sua migliore amica Karen come fidanzata. Ora avevano pure una grande casetta tutta per loro, al quale Leorik partecipò attivamente alla sua costruzione.

Le giovani erano gelosissime, che lei fosse stata presa così presto da uno dei ragazzi più belli del reame. Non le avrebbero mai fatto del male, solo per non vedere il capitano soffrire.

Leorik andò di gran passo verso la stanza reale. Come lo videro arrivare, le tre guardie alla grande porta, si accinsero subito ad aprirla. Entrò, e sempre più veloce si diresse passando lungo l'enorme tappeto rosso, verso il Re, ed esclamò: «Vostra regale maestà! Vostro figlio non è stato trovato nella sua stanza o nel castello. Abbiamo trovato questa, nei suoi alloggi. È indirizzata a voi, Sire»

Gli porse la lettera, pensando divertito: Ha fatto proprio bene a scappare da questo posto, il principe Takashi merita molto di meglio...

Il sovrano cominciò subito a scartarla.

Il libro maledettoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora