Capitolo 12. Il villaggio di Piccolofiume
Arrivati nello stesso luogo dal quale erano partiti per il Paese del Vento, trovarono ad attenderli i tre cavalli.
Nel Paese del Vento avevano recuperato tre selle, molto leggere che non avrebbero dato loro fastidio. Una volta sistemate e montati sui loro destrieri si misero di nuovo in viaggio, ma quella notte quando si fermarono per riposare, ebbero una sorpresa: accanto a loro apparve Razak. «Ciao, ragazzi. Scusatemi per l'improvvisata...» disse lui sorridendo.
Felipe e Dracorius avevano estratto le armi e le tenevano in mano, ma le posarono subito quando capirono che non c'era nessun pericolo.
«Ciao, Razak. Tranquillo è che siamo molto tesi...» rispose Felipe.
Erano felici di vederlo, ma il demone vedeva bene quanto fossero tesi e che stavano cercando di rilassarsi senza riuscirci.
«Come stai?» domandò con calma Dracorius.
«Sto bene. Sasorch e Rish vi mandano i loro saluti. Ares invece, in questi giorni non sta molto bene. Comunque Abraxas, si sta dirigendo al Paese dell'Acqua. Abbiamo scoperto che il suo nascondiglio si trova a nord nel Regno della Morte Perenne»
Quelle erano le notizie che stavano aspettando certo avevano molto poco tempo per raggiungere il Paese dell'Acqua, ma avrebbero tentato lo stesso quell'impresa sperando di riuscire a portarla a termine.
«Il Regno della Morte Perenne è difficile da raggiungere, però, non avremmo problemi. Non lo raggiungeremmo via terra» disse Takashi sorprendendo il demone con le sue parole.
«Allora come farete?» domandò lui incuriosito.
Il giovane mago sorrise divertito: «In questo modo» dicendo così tutti e tre spiegarono le ali.
Razak rimase per un attimo senza parole ma poi si mise a ridere seguito subito dopo da Felipe e Dracorius.
Takashi stranamente rimase serio e si allontanò da loro per poggiarsi contro un albero e lasciarsi scivolare a terra con gli occhi rivolti al cielo osservando le stelle che brillavano sopra le loro teste.
«Avete molte sorprese...» disse il demone divertito, ma osservava Takashi preoccupato.
All'improvviso il suo sguardo diventò serio, qualcuno era in agguato nell'ombra, se n'erano accorti anche Felipe e Dracorius, che presero le armi preparandosi allo scontro.
Un lampo di luce rossa si diresse verso di loro fermandosi hai piedi di Takashi dove lasciò un buco.
«Takashi!» esclamò Dracorius avvicinandoglisi terrorizzato: «Stai bene?»
Il giovane prestigiatore annuì alla sua domanda.
Razak su guardò attorno per un attimo: «State tutti bene, meno male...» sospirando di sollievo, guardò il punto da dove era partito il raggio.
«Tu stai bene?» chiese Felipe preoccupato per Razak.
Aveva notato il sangue correre lungo il suo braccio.
Il demone sorrise per poi dire: «Sto bene andate. Lo terrò impegnato io»
Dracorius perplesso lo osservò. Non capiva cosa stesse cercando di nascondere: «Sicuro?»
«Sì, muovetevi...»il tono perentorio del demone li convinse.
Recuperarono i bagagli e presero il volo, nessuno li avrebbe visti nell'oscurità. Era l'alba quando raggiunsero un piccolo villaggio, ma non si accorsero di una ragazza nascosta poco più in là che li osservava sorpresa: «Takashi, siamo al sicuro qua? Possiamo stare tranquilli?»
STAI LEGGENDO
Il libro maledetto
FantasiaTratto dal prologo: Questa storia ebbe luogo tantissimo tempo fa, in un regno ricco di misteri e magia. La superficie del pianeta era divisa in cinque parti, ognuna con caratteristiche diverse. Questo è il luogo che i nostri protagonisti conoscon...
