Capitolo 17.

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Sara's Pov

Erano passate alcune ore dalla pausa pranzo ed io ero rimasta chiusa nel mio ufficio per tutto quel periodo, immersa nella lettura di un giallo scritto da un giovane ragazzo. 

-"Ecco qui la mia dipendente preferita." Vidi Tania sbucare dalla porta. 

-"Dipendente? Ti sei data una promozione da sola per essere il mio capo?" Chiesi, confusa dal nome che mi aveva appena dato. 

-"Magari cara mia, ma no. Alex mi lascia a sorvegliare l'azienda quando lei non può esserci. Tranquilla, non ti chiamerò signorina Smith, anche se mi piacerebbe avere il suo stesso tono quando lo dice." Disse poggiando il fianco sinistro sulla mia scrivania.

-"In che modo lo dice?" Dissi io, facendo finta di non capire. 

-"Non so come definirlo, ,ma sono certa che ti piace." Disse poi lei facendomi l'occhiolino. In realtà avevo capito perfettamente a quale tono si riferisse. Quello che aveva di solito Alex quando voleva ricordarmi chi fosse, che poteva vincere lei in quell'edificio e, soprattutto, che poteva farmi rabbrividire con sole due parole. 

-"Perché non ti vedo felice che la tua migliore amica stia per tornare?" Chiese. 

-"Beh perché in fin dei conti forse tornerà fra tre giorni e solo se Alex vorrà spendere quell'ingente cifra per quel bastardo." Dissi io sospirando. 

-"Beh quando oggi le ho parlato sembrava molto decisa a fare il culo a quel verme. Speriamo che George le abbia trovato una traccia corretta." Disse poi infine. Non capivo cosa intendesse. 

-"Una traccia corretta? No, Max ci ha detto dove si trovano e fra tre giorni dovremmo arriva..." Prima che potessi terminare la mia ingenua supposizione capii. Quell'idiota era andata a cercare Max e senza di me! 

-"Oh, f-forse non avrei dovuto dirlo." Disse Tania accorgendosi del mio repentino cambio d'umore. 

-"No Tania, anzi, sono felice che qualcuno mi abbia avvertito." Dissi io alzandomi e sbattendo i pugni sul tavolo, ormai su tutte le furie. 

-"Fidati, se Alex non te lo ha detto ci sarà stato sicuramente un motivo. Magari è per proteggerti." Disse lei tentando di calmarmi, invano. 

-"Ora basta con questa storia, non ho bisogno di essere costantemente protetta da lei, chi  crede di essere?" Dissi io alzando la voce. Mi ero stancata di quella situazione. "Protezione" la chiamava lei, io la definivo più che altro reclusione. 

-"Dai...lo fa solo perché secondo lei è il modo migliore per tenerti al sicuro." Disse ancora Tania, giustificandola. 

-"Ed  è mai saltato in mente all'imperatrice suprema del mondo che io non voglia essere protetta? Che non abbia bisogno di essere costantemente al sicuro?" Dissi io gesticolando, ormai avendo perso la calma. 

-"Ascoltami bene Sara, hai ragione. Alex è veramente troppo possessiva e oppressiva alle volte, ma ciò non vuol dire che faccia tutto questo perché non crede in te." Tania mi mise una mano sulla spalla. "Non l'ho mai vista comportarsi in questo modo con nessun'altro, sta tentando in tutti i modi di far sì che nessuno possa ferirti." Terminò poi. 

-"E non si rende conto che trattandomi come una bambina è lei a ferirmi?" Chiesi io, stremata da quella situazione. 

-"Evidentemente no, non riesce a vedere al di là di quel che fa. Sembra come acciecata." Disse infine abbassando lo sguardo. 

-"Da cosa?" Chiesi. 

-"Questo non posso saperlo con certezza." Disse infine lei, il suo tono era leggermente deluso, quasi come avesse voluto dirmi di più. Vidi l'orologio il quale segnava l'ora nella quale avrei dovuto staccare. Salutai in fretta Tania e decisi così di alzarmi e dirigermi a passo svelto verso l'uscita.

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