Sara's Pov
La notte la passai quasi completamente in bianco, nella mia testa il pensiero che avrei dovuto incontrarla batteva come un chiodo su di un muro.
Quando finalmente riuscii a chiudere occhio la sveglia suonò in quel che sembrò l'attimo dopo. Sbuffai e la spensi alzandomi immediatamente, non avrei voluto un ulteriore reclamo per il mio ritardo. Quando andai in cucina trovai una Amy che stava preparando la colazione. Non appena mi vide sorrise.
-"Tesoro mio fattelo dire, hai un aspetto orribile, ma per fortuna qui qualcuno ti ha fatto i pancake." Disse lei mettendo al mio posto del tavolo un piatto di pancake con uno smile disegnato sopra con lo sciroppo. Sorrisi pensando a come, quando voleva, sapeva essere premurosa e quasi mi sembrava come una sorella più piccola alle volte.
-"Grazie per il complimento, non ho dormito tutta la notte. E, scusami, ma non ho molta fame." Dissi allontanando leggermente il piatto da di fronte a me e prendendo la tazza di caffè.
-"Oh no bella mia, tu ora mangi perché è de un'ora e mezza che sto cucinando per te, dato che ieri non hai mangiato." Disse riavvicinando il piatto.
-"Un'ora e mezza per fare in tutto sei pancakes?" Chiesi ridendo, conoscevo fin troppo bene le sue doti culinarie.
-"Già, lo sai come sono con queste cose. Otto li ho bruciati e due sono finiti sul pavimento per girarli. Sei tu l'italiana tra di noi, dove sono i miei pasti mediterranei?" Chiese facendomi ridere. Era vero, avevo origini italiane, ma non potevo cucinare spesso dato che non ero sempre in casa.
-"Un giorno ti prometto che cucinerò un banchetto solo per te. Ma al momento devo lavorare il giorno sai..." Sospirai "A proposito, indovina chi questa mattina mi vuole nel suo ufficio?" Chiesi io mentre addentavo il terzo pancake, devo dire che li aveva fatti buoni. Forse sapevano ancora un po' di impasto ma apprezzavo lo sforzo che aveva fatto per me.
-"Non dirmi che..." Disse lei senza finire la frase.
-"Già." Risposi sospirando e buttando giù un sorso di caffè. Non feci in tempo a poggiare la tazza che la vidi correre verso le camere. Oh no...che aveva in mente ora?
Finita la mia colazione, dato che mi resi conto di star morendo di fame, decisi di andare a controllare cosa stesse facendo. Non la trovai né in bagno né nella sua camera. Rassegnata decisi così di controllare nella mia.
-"Amy, ma che cazzo..." Dissi entrando nella stanza che mi aveva stravolto. I miei vestiti più scollati e corti erano tutti disposti sul letto, mentre Amy era ancora nel mio armadio a cercare di partorirne altri.
-"Non guardarmi così, devi essere magnifica questa mattina. Tu fatti una doccia e truccati. Io penso ai vestiti." Disse mentre prendeva delle scarpe col tacco.
-"Sai vero che non posso mettere questa roba? Ho delle istruzioni che devo seguire per quanto riguarda il vestiario. Pantalone o gonna, con una camicia e una giacca." Dissi ricordando a memoria quella fottutissima mail.
-"Mh. Stai tranquilla, ho quel che ti serve." E detto questo si dileguò nella sua di stanza.
Sospirai ridendo e andandomi a preparare come aveva detto. Sapevo che non l'avrei dissuasa dal compito di mia stilista personale che lei stessa si era affibbiata.
I capelli li lasciai leggermente mossi, tutto ciò che feci era stato legarli in uno chignon con qualche ciocca che ricadeva ai lati del mio viso. Tentai di truccarmi come meglio potevo. Non eccessivamente ma quanto bastava per coprire i segni dell'insonnia sul mio volto.
Dopo aver finito i miei compiti tornai nella mia stanza, dove trovai un completo nero con un post-it sopra.
"Questo dovrebbe andare bene. Mi dispiace ma sono dovuta scappare da Max. Ho sbirciato prima nel bagno e sei stupenda. Falla svenire a quella stronza. A stasera,
-Amy."
Sorrisi leggendo quel biglietto e scuotendo la testa, non so chi avrei dovuto ringraziare per avere un'amica come lei nella mia vita. Nonostante ci fossimo conosciute solo all'ultimo anno delle superiori, era come se ci conoscessimo da quando eravamo bambine. Conoscevamo alla perfezione il carattere dell'altra, gli atteggiamenti, quando dovevamo e non dovevamo insistere. Era come vivere con la sorella che non avevo mai avuto.
Non appena pensai questo mi tornò in mente il mio vero fratellino. Riccardo. Mi chiesi come stava, quando mi trasferii da casa mia per studiare mi dispiaceva così tanto lasciarlo solo, anche se poi tornavo a casa appena potevo, lasciarlo era sempre qualcosa che mi spezzava il cuore.
Scossi la testa scacciando quei pensieri quando mi arrivò un messaggio da Tania.
Tatiana: Buongiorno bambina, spero tu abbia riposato a dovere per l'incontro con Medusa. Spero tu non sia troppo ansiosa, non guardarla negli occhi e non diventerai pietra, tranquilla. Ci vediamo prima dell'incontro io e te, fra trenta minuti.
Lessi il messaggio e mi resi conto che dovevo sbrigarmi se non volevo fare di nuovo tardi.
Indossai velocemente l'abito che mi aveva dato Amy, la camicia la presi da me data l'enorme differenza tra il mio seno e quello di Amy. Le sue camicie mi sarebbero andate troppo larghe, inoltre, lei non ne usava.
Quando finalmente pensavo di essere pronta cercai le chiavi della mia macchina, che come al solito, non trovavo. Dopo aver ribaltato l'appartamento decisi che avrei preso un taxi. Solo mentre stavo uscendo notai un altro post-it sulla porta.
"Ps: oggi ho preso io la tua macchina perché la mia è dal meccanico. Spero mi perdonerai.
-Amy" Porco...
A AMY: Se faccio tardi è colpa tua, ladra di auto.
Fu il messaggio che le inviai una volta entrata nel taxi.
AMY: Scusamiii, mi farò perdonare. Come ti sta il mio completo?
A AMY: Ti ci vorrà un po' per farlo. Il suddetto completo mi sta abbastanza bene devo dire, ma la gonna è un tantino troppo stretta.
AMY: Ci credo amore, col culo che ti ritrovi.
Risi leggendo quel messaggio, la sua gonna mi stringeva veramente troppo il sedere. Sperai che nessuno lo notasse e scesi dal taxi, ormai arrivata in azienda.
Non appena arrivai al mio piano trovai di fronte il mio ufficio Tania.
-"Wow, qualcuno vuole fare schiattare Medusa, non ti facevo così, Sara." Disse lei squadrandomi da capo a piedi.
-"Ma che dici Tania, la mia coinquilina mi ha solo prestato uno dei suoi abiti che mi vanno un tantino stretti per la cronaca." Dissi io sistemandomi meglio la gonna dopo aver poggiato tutto nel mio ufficio. La vidi sorridere per poi accompagnarmi in ascensore.
-"Ci credo, con quel culo tesoro, sei sicura di non essere più brasiliana che italiana?" Chiese lei ridendo.
-"Oggi ce l'avete tutti con la mia nazionalità eh, sono abbastanza sicura Tania" Dissi ridendo.
Una volta arrivate di fronte la targa A.J. ci fermammo, Tania si voltò verso di me, mi guardò di nuovo e sorrise.
-"Fai un respiro profondo e calmati bimba, sappi che io posso uccidere quella stronza quando voglio." Disse facendomi un'occhiolino.
Dopo aver sospirato a lungo, entrai, rimanendo senza fiato.
Buongiorno a tutti cari lettori, come promesso il capitolo sarebbe arrivato molto presto. Spero non ci stiate prendendo l'abitudine. Forse vi sto viziando troppo...
Comunque, questo era un piccolo capitolo di passaggio. Solo per arrivare poi a quello che tanto aspettate. 'Ste due si parleranno mai? EHEH, chissà.
Comunque, non dubitate di me, posso aggiornare quando meno ve lo aspettate...
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How You Remind Me
Novela JuvenilSequel di "I Wanna Be Yours." Passati anni dall'ultimo incontro in quel parco. Passate storie. Passati amanti. Passato il ricordo. Passata, quasi, la storia.
