Sara's Pov
Quella mattina mi svegliai leggermente stordita dalla sera prima, non reggevo molto l'acool quindi i due drink che avevo bevuto bastarono per causarmi i postumi di una mezza sbornia.
La sera precedente liquidai in fretta il ragazzo con il quale avevo ballato e dopo qualche ora Chris riaccompagnò me ed Amy a casa.
Prima di andare a lavoro mi preparai una tazza di caffè per aiutarmi a smaltire quel malessere. Non riuscivo veramente a credere che Alex si fosse comportata in quel modo, non facendosi sentire per un mese, per poi, nell'unica serata nella quale mi convincevo di uscire per pensare ad altro, ricomparire vestita in quel modo, con una delle sue solite camicie, con quel modo così dannatamente sexy che aveva di infilarsi le mani nelle tasche e squadrarmi da capo a piedi.
Vedendo l'orario notai che fosse effettivamente tardi, perciò decisi di versare il mio caffè in un termos e correre fuori dal mio appartamento per prendere il solito taxi. In quel mese io ed Amy stavamo risparmiando molto, mettevamo la stessa cifra per l'appartamento che tanto desideravamo e in più io, dato che la mia paga era più alta, aggiungevo il resto dei soldi in un piccolo barattolo per potermi comprare un auto.
Quello era l'unico metodo di risparmio che conoscevo, sin da quando ero piccola mia madre mi diceva di prendere un barattolo vuoto e quando glielo portavo lei tagliava il tappo di esso, dicendomi infine di decorarlo con qualcosa che avrebbe fatto ricondurre all'acquisto che avessi voluto fare. Sorrisi al pensiero di quei ricordi, ripensando al fatto che avrei voluto fare lo stesso con Riccardo la prossima volta che sarei tornata a casa.
In quei giorni mi ero riuscita finalmente a liberare nel weekend e a dire alla mia famiglia che sarei andata a trovarli. Era una sorpresa per Riccardo, il quale ogni giorno mi teneva puntualmente al telefono per almeno un'ora, raccontandomi tutto ciò che faceva a scuola, con i suoi amici e con la mamma.
Una volta arrivata di fronte l'azienda mi pervase una strana sensazione di fastidio nel leggere le lettere delle sue iniziali.
-"Buongiorno Mary, come stai oggi?" Chiesi all'anziana donna, la quale come ogni mattina si trovava ricurva sulla sua scrivania con i suoi occhiali da lettura.
-"Oh buongiorno cara, si va avanti ecco, tu come stai invece? Sembri più stanca del solito." Disse facendomi ridere, effettivamente le occhiaie sul mio volto erano abbastanza evidenti, così come il termos contenente un litro di caffè che tenevo tra le mani.
-"Ieri sera ho fatto tardi." Dissi io prima di bere un altro sorso della bevanda ancora calda.
-"Spero non con qualcuno..." Disse lei facendomi quasi sputare ciò che avevo in bocca. Spalancai gli occhi arrossendo mentre la vedevo ridere dolcemente, quasi noncurante della situazione nella quale mi aveva messo.
-"N-No Mary, a-assolutamente. Ero solo andata a trovare un'amica che lavora in un pub." Dissi io giustificandomi.
-"Certo tesoro, beh non sono io che dovrò giustificarmi con il capo geloso poi." Disse lei facendomi l'occhiolino attraverso i spessi occhiali.
-"Geloso?" Dissi io, perché diceva quello di Alex? Non pensavo neppure la vedesse più ormai.
-"Tesoro, sarò anche vecchia ma alcune cose le capisco ancora." Disse lei sorridendo e immergendo nuovamente la testa sui fogli di fronte a lei, facendomi capire che la conversazione fosse conclusa.
Sorrisi al pensiero che forse quella donna avesse capito più cose di quanto non sembrasse e, forse, prima di chiunque altro. Scossi la testa sorridendo e dirigendomi verso il mio ufficio, sentendo poi nuovamente la voce della donna oltrepassare il muro.
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How You Remind Me
Novela JuvenilSequel di "I Wanna Be Yours." Passati anni dall'ultimo incontro in quel parco. Passate storie. Passati amanti. Passato il ricordo. Passata, quasi, la storia.
