Capitolo 23.

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Sara's Pov

Cuba? Cosa avremmo dovuto fare a Cuba? E poi perché sarei dovuta andare con lei?

-"Cosa? Perché?" Chiesi io stupita.

-"Perché dovremmo accordarci con un'azienda editoriale cubana la quale tratta i problemi di tutta l'America latina, compreso il disastro che sta combinando Trump per escluderli dagli Stati Uniti." Disse seria. Okay, l'affare era enorme, un intero ed unico editore che si occupasse dell'intera America del sud era una questione realmente importante. Ma perché proprio io?

-"E cosa c'entro io con Cuba?" Chiesi, ancora confusa dall'imminente viaggio.

-"Hai quasi un C2 in spagnolo, livello di padronanza linguistica che qui nessuno possiede, inoltre lei è l'unica di cui mi fidi in questa azienda signorina Smith." Disse poi abbassando ancora la sua voce, se avesse ripetuto ancora una volta il mio nome in quel modo nessuno mi avrebbe fermato dal saltarle addosso.

-"E Tania?" Chiesi io, non capendo perché non si fidasse di lei.

-"Lei dovrà restare qui per gestire l'azienda, come ogni volta che mi assento." Disse poi con voce dura. Abbassai la testa, pensierosa. Cosa avremmo fatto tre giorni solamente io e lei? Dove avremmo mangiato? Ogni giorno insieme solamente noi due? Era una di quelle situazioni che mi avrebbero messo in estrema difficoltà.

-"Cosa c'è? Non le piace la compagnia?" Mi chiese notando la mia riluttanza a partire.

-"N-No, assolutamente. Quando si parte?" Dissi io, rassegnandomi all'idea. Non avrei potuto fare altrimenti, era vero che sapevo parlare fluentemente lo spagnolo e non avrei comunque potuto rifiutarlo conoscendo l'insistenza di Alex.

-"Domattina alle ore nove." Disse poi sorridendo. Annuii e uscii dall'ufficio. Mi sembrava veramente presto dirmi di partire con così poche ore di anticipo, ma non volevo discutere ancora con Alex, da un lato perché era il mio capo, dall'altra perché non volevo passare due giorni con lei litigando ancora e ancora.

-"Allora? Ti ha dato la grande notizia?" Mi chiese Tania sorridendo una volta uscita dalla stanza del mio capo.

-"Già, in realtà sono un po' in ansia." Le svelo io abbassando lo sguardo.

-"E di cosa? Mi raccomando però, non tornare incinta da lì che Alex come padre ce la vedo ancora male." Disse lei facendomi l'occhiolino. Mi strozzai con la mia stessa saliva.

-"Ma che cazzo, no. P-Perché dovremmo... e-e poi Alex mica ha..." Cercai di formulare una frase di senso compiuto, fallendo miseramente. Tania sembrava divertita dal mio imbarazzo.

-"Ah Dio, ti sto odiando donna." Dissi io prima di uscire da quella porta, sentendo Tania ridere di gusto.

Quando tornai a casa chiamai Amy più volte, non trovandola. Pensai che fosse ancora fuori casa, distribuendo centinaia di copie del suo curriculum. Aveva studiato biologia marina, ma in una città come la nostra era molto difficile trovare un lavoro in quel campo, così per guadagnare i soldi che ci servivano aveva deciso che avrebbe lavorato veramente ovunque.

Prima di preparare la cena decisi di occuparmi della valigia. Non avevo la minima idea di cosa avrei dovuto mettere, così decisi di riempirla con ogni tipo di abito che potesse andare bene. Avevo già programmato che in questo periodo a Cuba dovrebbe fare ancora caldo, perciò decisi di scegliere tutti abiti abbastanza leggeri.

Quando finalmente iniziai a cucinare per cena Amy rientrò in casa.

-"Finalmente, stavo per iniziare a chiamare la CIA." Dissi io, da quando era scomparsa se non l'avessi sentita per almeno due ore mi sarei allarmata, e di brutto anche.

How You Remind MeLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora