Maria urlò dalla cucina: «Ili'! Va' nchiude' r'animali! »
Ilaria si alzò di scatto, urlò: «mo' vade! », e poi corse verso la scaletta. Marco si alzò e cominciò a seguirla, ma ella gli disse, prima di scomparire: «no, te bagni, facce subbeto.»
Marco ebbe l'istinto di disobbedire, ma sentì i suoi zoccoli nella cameretta sotto di sé e, pensando che si stesse cambiando, lì rimase; poco dopo sentì altri passi giù per le scale e poi rimase solo il rumore della pioggia sul tetto.
Ebbe freddo; aprì altre scatole e in una trovò maglioni del padre, ben piegati. Ne prese uno; era largo, ma pulito, morbido, fatto a mano e con una scia di dopobarba; lo vide come da bambino, a torso nudo con sapone e rasoio all'aperto, con lo specchio appeso a un ramo; lo indossò, si appoggiò alla colonna e disse: «io c'ero, però, papà.»
Ilaria era andata in effetti a cambiarsi, ma appena aveva aperto il comò aveva visto una camicetta piegata male; le venne il batticuore, prese un bel respiro e aprì anche il primo cassetto e notò subito il reggiseno appallottolato.
Sorrise ripensando al suo rossore; si tolse il vestito e si guardò allo specchio: i suoi seni tendevano verso l'esterno con una forma a pera panciuta; indossò il reggiseno che diede loro una forma più rotonda e ravvicinati; nei mesi precedenti Maria aveva insistito perché lo portasse, ma ella finora sentiva solo il prurito dell'elastico e se l'era sempre tolto; ma quella volta si vide con un occhio diverso, di ammirazione; immaginò la disapprovazione del padre e del Cielo, immediatamente si sentì in colpa, si voltò verso il rosario e disse: «Maronna, nun e' peccato se mi lasse sulo garda'?»
Stette in silenzio aspettando una risposta che le sembrò di ricevere; sorrise, «grazie assai! », mandò un bacio alla croce, in fretta si vestì e corse fuori.
***
Marco rimase un altro quarto d'ora in soffitta a sfogliare lettere ma, anche col maglione, sentì freddo; la pioggia era cessata, ma si era alzato il vento.
Scese in cucina, ma era vuota, nel camino c'era ancora della brace; si scaldò le mani e uscì.
Provò nella stalla e lì trovò Ilaria a fianco alla mucca, «sei ancora qui?»
«Mo' finisco, nun te allorda'.»
Marco rimase a guardarla dalla porta; le sue mani si muovevano senza esitazione e dai capezzoli della vacca scendevano due fili bianchi che cadevano nel secchio già mezzo pieno con un rumore di schiuma; «sei brava.»
«Nun e' difficile.»
«Per te.»
La mucca soffiò, alzò e abbassò uno zoccolo, guardò Marco fissa.
«Sta bona, Rosi'», Ilaria la carezzò sul fianco.
La mucca girò il capo e ritornò a ruminare tranquilla.
Ilaria riprese a mungere; «ve' cca, carezzella, fatte cunosce.»
Marco si avvicinò cercando di non pestare la paglia sporca; «ciao Rosina, come sei calda», le diede una carezza; stare vicino a lei era come star vicino a una stufetta; si sbottonò la giacca; anche Ilaria si era sbottonata la camicia e, dall'alto, le vide indosso il reggiseno; si vide scoperto e fece un passo indietro: «scusa.»
Ilaria alzò lo sguardo e lo vide rosso; «ca c'e' mo'?»,
«Ho curiosato tra le tue cose», Marco guardò verso la mucca, «non so neppure io perché.»
Ilaria gli sorrise: «perche' tu non r'agge mai viste», e continuò a mungere.
«Dal vivo no», Marco dall'alto guardava il solco reso più evidente nella scollatura; «ma forse è sbagliato, sei mia sorella, vado. . . », si girò.
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Dolore e Perdono (Parti I - IV)
RomanceUna storia di sofferenza e redenzione, una passione ostinata e proibita, tre famiglie coinvolte, trent'anni di storia. Marco e Ilaria, due fratelli divisi da quasi mille chilometri si rincontrano per il funerale del loro padre. Così diversi e così s...
