«Sto bene, Anna è stata brava», Ilaria toccò il crocefisso appeso al collo, «ma anche Lui mi ha protetto», lo baciò.
«Speriamo», Anna era entrata e aveva chiuso la porta, «hai proprio scelto di farlo nel tuo periodo fertile.»
«Dio mio, anche questa», Marco si tenne la fronte per qualche secondo; prese un respiro: «l'avete fatto senza nulla? Ma non ci hai pensato?»
«Marco, non assalirla!», Anna gli andò vicino.
«Ma ti rendi conto, Ili?», Marco si accasciò sulla sedia a fianco al lettino.
«Andrea è un bravo ragazzo», Anna gli pose una mano sulla spalla, «se fosse incinta non l'abbandona.»
«Sì, ma così all'improvviso. . . »
«Non sarebbe la prima volta.»
«Marco mio, stai sereno», Ilaria gli sorrise, «se c'è un bambino lo crescerò, come sta Andrea?»
«È là fuori, non gli ho parlato, non so neppure cosa dirgli, sento la gente parlare di stupro.»
«No, l'ho voluto io»; Ilaria scese dal lettino, «ahi», sorrise e zoppicò, «fammi andare da lui.»
«Lo ami?»
«No, Marco mio, amo te, ma mi dispiace che la gente ne parli male.»
«Ma allora è tutto inutile se mi ami ancora!», Marco si tenne la testa, sospirò.
«Ti ho tolto l'attesa di me», Ilaria gli diede una carezza, «Anna te lo consegno, mio fratello.»
«Non mi sembra tanto Ilaria», Anna scosse il capo, «ci hai dato il senso di colpa.»
«Non dovete!», Ilaria prese le mani a entrambi, «io voglio che siate felici!» Bussarono alla porta; «Anna? Sono io», era la voce di Walter.
«Entra, ma solo tu», Anna disse.
«Ciao, scusa», Walter entrò solo a metà, guardò Ilaria e le fece un sorriso, «di là la gente mormora e si annoia, che faccio? Li mando a casa?»
«Stavo giusto venendo», Ilaria fece qualche passo zoppicando.
«Un attimo, Ilaria!», Anna prese una benda di cotone e la avvolse sul ginocchio, «dì che ti sei caduta», si alzò e si rivolse a Walter, «abbiamo tutti bisogno di dormire, li accompagneresti poi tu?»
«Io?», Walter indicò Marco, «ma lui non ce l'ha la patente?»
«Non ho la macchina.»
«Embè?», Walter alzò le spalle e disse alla sorella: «prestagli la tua, no?»
«Hai ragione!», Anna batté un pugno sul palmo e gli diede un bacio, «bravo ogni tanto hai delle buone idee!»
Marco arrossì, «mi spiace.»
«Figurati», Anna gli andò vicino e gli diede un bacio sulla bocca, leggero e veloce, «me la riporti domani, così ho la scusa di rivederti!», gli tirò fuori la lingua come una pernacchia.
***
«Allora!», Anna entrò in sala battendo le mani, «un attimo di attenzione, prego!»
Il mormorio cessò all'istante, tutti si erano lì radunati, tranne Andrea che era rimasto nel giardino sul muretto.
«Come vedete la ragazza sta bene, ha avuto una contusione e ha bisogno di riposo; per cui tutti a casa!»
«Hanno detto che c'è stato uno stupro nell'uliveto!»
«Ti pare che la vittima di stupro vada tranquilla dal suo stupratore?», Anna indicò Ilaria che si stava avvicinando ad Andrea zoppicando.
«No.»
«E dunque? Grazie della vostra compagnia e buonanotte a tutti! Alla prossima!»
Il mormorio riprese, ma in pochi minuti si sentirono le varie auto accendersi in cortile e la villa si svuotò.
«Posso?», Ilaria gli sorrise.
«Certo», Andrea aveva gli occhi rossi, «come stai?»
«Un po' acciaccata, ma bene», Ilaria si sedette, «aia, aia!», sorrise.
«Non mi sembra», Andrea strinse le labbra.
«Sta passando, Andrea», Ilaria gli pose una mano sulla gamba, «non sei stato tu.»
Gli ospiti stavano uscendo dalla sala, li guardarono curiosi, ma poi proseguirono verso le auto parcheggiate.
«No?», Andrea scosse il capo, «a me sta passando la sbronza e non mi do pace.»
«Sono io che te l'ho chiesto», Ilaria accavallò le gambe, «ah!», fece una smorfia.
«Non volevo trattarti così.»
«Non mi hai trattata male», Ilaria gli continuava a tenere la mano sulla gamba, «Anna mi ha detto che sono stata sfortunata, avevo una membrana spessa, non tutte sentono così male la prima volta.»
«Ma perché darti via così di fretta?»
«Io. . . », Ilaria chinò il capo, tolse la mano.
Andrea vide Anna e Marco avvicinarsi, «ci possiamo rivedere?»
Ilaria strinse le mani in grembo, "Madonna, io non lo amo! Non lo voglio illudere."
«Ho capito», Andrea sbuffò, «devi chiedere il permesso alle alte sfere.»
«Andrea su, lasciala in pace», Anna si era avvicinata, «avrete tempo di rivedervi, no?»
«Dottoressa, lo dica a lei», Andrea si toccò la giacca, «sono stato talmente scadente che vuole tornare in convento, e ho finito anche le sigarette.»
«Andrea, non so se te ne sei accorto, ma è ancora una ragazzina, appena maggiorenne», Marco gli mise una mano sulla spalla.
Andrea alzò lo sguardo, «ora sì, scusami, è capitato e non riesco a capire ancora il perché.»
«Marco mio, diglielo che va tutto bene», Ilaria andò vicino al fratello, «Andrea dormi sereno, nessuno qui ce l'ha con te, vero?»
«Io direi di andare a dormire», Anna fece dondolare le chiavi di un'auto, «domani tornate entrambi, con il giorno si parla meglio, tu dormi qui, come sempre», si rivolse ad Andrea.
«Se ho combinato un guaio comunque non scappo», Andrea si alzò, sorrise a Ilaria, «non lavoro, ma c'è mio padre che. . . »
«Andrea non ti preoccupare», Ilaria gli si avvicinò e gli diede un bacio sulla guancia, «se c'è un bimbo ci penseremo, io non abortisco.»
«Ah, no?», Andrea era diventato rosso, sorrise, «davvero?»
«Ci mancherebbe; buonanotte.»
***
Marco guidò lento, sia per la poca pratica, sia per l'agitazione; appena partito dalla villa Ilaria si era addormentata con le gambe ripiegate sul sedile, era ormai l'una passata.
Parcheggiò mezz'ora dopo; spense il motore, ma Ilaria continuava a dormire. Cercò di non svegliarla, aprì la portiera e la prese in braccio, Ilaria aprì gli occhi, con la coscienza sufficiente solo per mettergli le braccia al collo e lasciarsi portare.
«Che hai fatto, Ili? Non ti rendi conto che è stato tutto inutile? Che ti amo ancora?», le sussurrò.
Ma ella si era già riaddormentata.
Marco chiuse la portiera spingendola con il fianco e la portò fino in casa in braccio, la posò a letto vestita; ma non andò a dormire, si inginocchiò a fianco al letto e vegliò il suo sonno, piangendo amare lacrime, fino a una brumosa alba di settembre.
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Dolore e Perdono (Parti I - IV)
RomanceUna storia di sofferenza e redenzione, una passione ostinata e proibita, tre famiglie coinvolte, trent'anni di storia. Marco e Ilaria, due fratelli divisi da quasi mille chilometri si rincontrano per il funerale del loro padre. Così diversi e così s...
