«Marco mio, finalmente», Ilaria lo abbracciò, «cos'è successo con Anna?»
«Non so come, Ili, ma mi ha baciato.»
«Oh, mio Dio!», Ilaria lo continuava ad abbracciare e mormorò al suo petto; "Madonna è dunque giunta la mia ora?", "Sì"
Nella sala intanto alcune persone si erano riunite attorno al pianoforte; una ragazza eseguiva uno studio di Chopin.
«Scusa Ili», Marco la teneva stretta, «non sono riuscito a fermarla.»
Ilaria lacrimò e scosse il capo; «non dovevi; te lo dicevo che era il Segno; sei contento?»
«Non capisco però», Marco la staccò, «perché tutto subito? Mi ha fatto pure conoscere sua madre.»
«Non ti vuole far scappare, sei stato in silenzio tre mesi, oh, ecco la torta! Com'è bella!»
Franco, in divisa, spingeva un carrello su cui c'era una torta circolare. Anna lo seguiva accompagnata dai genitori e Walter.
La ragazza interruppe l'esecuzione di Chopin e anche i ragazzi in piscina scesero sul prato antistante la villa.
«Quella è la madre», Marco la indicò.
«Che elegante; lasciatelo dire da una sarta.»
Franco intanto stava accendendo ventitré candeline.
«Auguri!», veniva gridato da più parti, con fischi e battimani.
«Che mi importa della madre, Ili», Marco si toccò la tasca dei pantaloni, «il nostro nodo è ancora qui, amo ancora te, come faccio?»
«Troverò il modo, Marco mio», Ilaria si girò: Andrea era sempre sulla panchina; aveva poggiato la testa sul braccio e sembrava appisolato; "stai sveglio!", pensò.
«Ah, è impossibile», Marco scosse il capo, «ci siamo attesi vergini per cinque anni, non basta il bacio di una biondina per farmi passare la voglia di te», vide il suo sguardo verso Andrea, l'unico rimasto seduto: «che c'è? Chi è quello?»
«Andrea, un amico di Anna.»
«È proprio conciato male.»
Si spensero le luci; i fratelli si girarono: Anna era illuminata solo dalle candele; guardò nella direzione di Marco e gli sorrise, facendo loro cenno di avvicinarsi.
La ragazza che suonava Chopin intonò con voce da soprano il "Tanti auguri" e, Anna, dopo aver preso un bel respiro, le spense tutte.
La folla applaudì, ci furono fischi e battimani e gli invitati si misero in fila. Anna a tutti dava la torta, un bicchiere di spumante e apriva i regali.
Quando aprì il pacchetto di Ilaria vi trovò lo stesso scialle che indossava: «ma è bellissimo!», la abbracciò, «ci avrai messo tanto!»
«Un po'.»
Anna lo mise sulle spalle; «meraviglioso!», e si rivolse a Marco, «non l'hai sgridata quando la vedevi lavorare troppo?»
«Eh, Anna», Marco diventò rosso, «l'hai capita che mia sorella è testona.»
«Lo so, cavaliere, ma stavolta ha fatto bene a esserlo», Anna si alzò sulle punte e gli stampò un altro bacio sulla bocca di fronte a tutti gli invitati e ai genitori lì a fianco.
Un «ooh!» di sorpresa uscì dalle bocche di molti, perché fu un bacio intenso, fugace e inaspettato, come un lampo estivo.
Subito dopo ci fu un coro di «Bravi!», «Auguri», fischi e battimani. Andrea si riscosse dal torpore e guardò, rimanendo seduto.
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Dolore e Perdono (Parti I - IV)
RomanceUna storia di sofferenza e redenzione, una passione ostinata e proibita, tre famiglie coinvolte, trent'anni di storia. Marco e Ilaria, due fratelli divisi da quasi mille chilometri si rincontrano per il funerale del loro padre. Così diversi e così s...
