«Ce l'ho fatta!», Irene sorrise con la tazza in mano; era il mattino successivo all'operazione e le avevano dato del tè.
«Brava zia!»
«Hai visto Marco?», Irene gli sorrise, «riesco a muovere tutta la bocca adesso!»
«È già sotto i ferri?», Marco indicò il letto vuoto a fianco.
«Sì», Ilaria alzò le spalle, «è una brava signora, ho pregato per lei.»
«Meno male che hai tempo di pregare per gli altri», Marco posò il suo zaino, «vai a dormire, però, hai una faccia!»
«Anche tu, Marco mio», Ilaria gli andò vicino, «hai sentito il temporale, stanotte?»
«Sì, ma non sono stati i tuoni a tenermi sveglio, ma una sorella che si fa strane idee in testa.»
«Ho provato a parlarle ma è testona», Irene bevve altro tè.
«Perché sento che è il Segno giusto!»
«Ili, dai, quella giusta sei tu e questo lo voglio decidere io», Marco scosse il capo, «non hai detto che la Madonna ci dà libera scelta?»
«Sì, ma ha anche un Disegno.»
«Siamo in libertà condizionata, allora», Marco sorrise, «mi sembrava troppo bello.»
«Marco mio!», Ilaria lo guardò truce, «le manchi sempre di rispetto!»
«Dio li fa e poi li accoppia, vero mamma?», Marco fece l'occhiolino alla madre.
«Dio mio», Irene scosse il capo, «se non foste fratelli direi proprio di sì.»
***
Ma Anna non si fece vedere quel giorno, né il giorno dopo.
«Dove sarà andata?»; Ilaria incrociò le braccia.
«Non darti pena! Avrà finito la pratica in corsia!», Marco si rilassò sulla panchina del corridoio.
«Uffa! Non posso essermi così sbagliata!»
«Gli oracoli sono infidi, Ili», Marco sorrise e poi sbadigliò, «una virgola fuori posto e tutto cambia.»
***
Ma era Marco che si sbagliava.
«L'ho vista, oggi»; Irene disse alla terza sera dall'operazione.
Il temporale aveva dato il benvenuto alla primavera e Irene, ormai convale- scente, passeggiava con Marco e Ilaria nei giardini dell'ospedale.
«Vedi! Ho avuto ragione!», Ilaria quasi saltellò sul posto.
«Oh, mamma, ma non potevi startene zitta?», Marco sbuffò.
«Non ti credere, Ilaria», Irene la guardò serena, «era comunque con il dottore; fanno coppia, si vede.»
«Non importa, se è il Segno ritornerà.»
«Marco!», proprio in quel momento si sentì urlare. Marco si girò, «o, mio Dio!»
«Che ti ho detto!», Ilaria gli fece una beffa.
Anna da distante sventolava la mano; teneva a braccetto un uomo sui cinquant'anni, anch'egli con la divisa da medico, si avvicinarono; «ciao a tutti!», aveva la voce nasale, «signora Irene, ma che piacere vederla in piedi a passeggio, ormai è in forze.»
«Sì, Anna, mi sento bene», Irene riuscì a sorridere, solo i due punti neri sotto l'occhio rimanevano visibili.
«Eh, ma ancora tre giorni la teniamo, vero papà?», Anna fece uno starnuto, «scusate», si soffiò il naso.
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Dolore e Perdono (Parti I - IV)
RomanceUna storia di sofferenza e redenzione, una passione ostinata e proibita, tre famiglie coinvolte, trent'anni di storia. Marco e Ilaria, due fratelli divisi da quasi mille chilometri si rincontrano per il funerale del loro padre. Così diversi e così s...
