Capitolo 13 (I). Ilaria maggiorenne

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Alla mattina dopo Marco entrò appena cominciato l'orario di visita; Ilaria stava dando il tè a Irene.

«Marco guarda!», la mamma sorrise con la bocca intera, «la muovo tutta adesso!»

«Meno male», Marco indicò il letto vuoto di Sofia; «è già andata?»

«Sì, le ho detto una preghiera», Ilaria si alzò e gli andò vicino, «come stai tu, però? Ti vedo stanco, hai sentito la tempesta?»

«Sì, ma non sono stati i tuoni a tenermi sveglio», Marco si sedette.

«Anche io ci ho pensato tanto», Ilaria gli si sedette accanto, «sono sempre più convinta che Anna sia il Segno.»

«Ili, dai, quella giusta sei tu», Marco le diede una carezza; «non hai detto che la Madonna ci dà libera scelta?»

«Sì, ma ha anche un Disegno.»

«Siamo in libertà condizionata, allora.»

«Marco mio!», Ilaria lo guardò truce, «Le manchi sempre di rispetto! Ti ho detto solo di conoscerla di più.»

Marco chinò il capo, «uffa, è un'ossessione.»

«Dio mio», Irene scosse il capo, «se non foste fratelli direi che vi ha accoppiati bene.»

«Purtroppo sì, ma è testona», Marco rimase in silenzio qualche secondo, e poi alzò il viso alla sorella; «vabbè, se le parlo e non succede nulla ti togli questa ossessione?»

Ilaria gli sorrise: «promesso.»

***

Ma Anna non andò in ospedale, né quel giorno, né il successivo; i fratelli continuavano a fare le loro prove di convivenza e andavano alla sera a trovare Irene, sempre più in forze. Ilaria pregava, ma non riceveva più altri messaggi; Marco era felice; sebbene conversare con Anna l'aveva colpito, vivere con Ilaria gli piaceva e sperava che arrivasse presto il giorno delle dimissioni.

Il terzo pomeriggio e i fratelli erano seduti in corridoio e Ilaria guardava da una parte all'altra: «dove sarà andata?»

«Avrà finito la pratica in corsia», Marco stese le gambe e le braccia, «e il tuo segno è scomparso», cominciò a sbadigliare.

«Eppure sono convinta di ciò che mi ha detto la Madonna.»

«Gli oracoli sono infidi, Ili», Marco finì lo sbadiglio, «sposti una virgola e cambia tutto.»

***

Ma alla terza sera Irene disse: «oggi l'ho vista.»

«Avevo ragione io!», Ilaria andò ad abbracciarla.

«Mamma, potevi startene zitta!», Marco sbuffò, «usciamo dai, che è una bella giornata.»

«Era comunque con il dottore, Ilaria», Irene indossò una vestaglia e uscirono.

«Non importa zia; è solo un'avventura: la Madonna non può sbagliare.»

Il temporale aveva ceduto il posto alla primavera; erano le sette, ma ancora giorno e tiepido; i giardini erano affollati di pazienti e visitatori.

Ilaria si guardava intorno, ma di Anna non c'era traccia.

Marco cercava di distrarla, ma nello stesso tempo anch'egli la cercava e, quando ormai stavano per rientrare in camera, si sentì chiamare ad alta voce e si girò, «oh, no!»

Anna sventolava la mano; teneva a braccetto un altro medico sui cinquant'anni; si avvicinarono e: «ciao a tutti!», li salutò con voce nasale, «signora Irene, che piacere vederla a passeggio, ormai è in forze.»

Dolore e Perdono (Parti I - IV)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora