Inutile dire che Marco non riuscì a far cessare Ilaria; in questo ella ebbe come alleate anche le due madri: Maria gli disse che non era ben visto in paese che una ragazza dell'età di Ilaria stesse in casa tutto il giorno senza far nulla e Irene gli confermò che ella stessa aveva cominciato a lavorare a quattordici anni e che, comunque, un aiuto economico sarebbe stato necessario nei primi tempi insieme al nord.
E così passò agosto: Marco si alzava presto, ma Ilaria era già andata via; preparava gli esami di settembre mentre ella lavorava nei campi e l'andava a prendere al ritorno della corriera; le banconote, stese e asciugate, si accumulavano in una borsetta e, dopo un breve sonno, Ilaria aiutava la madre nel fare conserve e accumulare provviste per l'inverno; a Marco era permesso aiutare solo dal pomeriggio inoltrato, in compiti non troppo faticosi e comunque mai sotto il sole.
Sebbene quindi i fratelli passassero poco tempo insieme, Irene non era tranquilla e un giorno chiese per telefono a Maria: «come li vedi?»
«So' come marite e mujera! », Maria sospirò.
«E lo dici così?», Irene urlò.
«Ma nun se cuorcano assieme! »
«Cosa ne sai, dove sono adesso?»
«R'agge mannate da 'o vicino a purta' 'na cosa.»
«Da soli? Sei pazza? Per i campi c'è tanto da nascondersi!»
«Ah, Ire', statte quieta, pizziche e bace nun fanno pertuse.»
«Sì, ma è già troppo per due fratelli! Non le dici nulla?»
Maria sospirò, si sedette di fronte al telefono; «Ire', simme state giuvani pure annùi; me fide 'e fijema, issa dice ch'a aspetta 'o Signo 'e 'a Maronna.»
«Ma allora è fissata!»
«E' sulo innamurata e tene paura 'e te, devi ave' paciencia cu' issa.»
«Io ne ho poca di pazienza, Maria; ragazzi a Genova carini ce ne sono!»
«Fijema nun cambia 'o core soio, e' cumm'a mme.»
«Beh, dovrà cambiare! E se no che si faccia suora, così la Madonna la sente meglio! Ho altri piani per mio figlio, Maria, ciao!»
***
Maria non era sprovveduta; era chiaro che tra i fratelli ci fosse una sim- patia amorosa, ma si fidava di sua figlia, vedeva che Marco non era tipo da approfittarsene e per questo li lasciava qualche volta soli.
Del resto Ilaria, tra il lavoro nei campi e quello a casa la sera era talmente stanca che, appena toccato il letto, si addormentava.
Ma Marco, a parte sfogliare le pagine dei suoi libri e qualche lavoretto semplice, non faceva altro, le energie le aveva tutte e, diciamolo, un corpo maschile di diciannove anni ha i suoi sfoghi, non sempre volontari.
Ilaria se ne accorse quando una domenica, in camera sua per cambiare le lenzuola, al centro vide una chiazza opaca; la toccò; lì la stoffa era rigida; chiuse gli occhi, sospirò e poi aprì il cassetto della sua biancheria; i suoi reggiseni erano stati piegati da un'altra mano; sentì un brivido percorrerle il basso ventre e sussurrò: «isse soffre, Maro', cum'aggia fa'?»
Sentì la Voce parlarle; sorrise, «grazie assai!», si fece il Segno di Croce e scese; riempì una conca d'acqua, la mise al sole e dopo una mezz'ora la portò in cucina dove Marco stava svolgendo una prova d'esame; «me lavo 'o cape prima 'e 'a Messa», la poggiò al tavolo.
«Vado a prepararmi», Marco si alzò.
«Aspetta», Ilaria gli mostrò la schiena, «aiutame a slazza' 'a veste.» Marco pose la mano sulla cerniera e scese di qualche centimetro, «così?» Ilaria girò il braccio e cercò di afferrare la zip, «un altre poche.»
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Dolore e Perdono (Parti I - IV)
RomanceUna storia di sofferenza e redenzione, una passione ostinata e proibita, tre famiglie coinvolte, trent'anni di storia. Marco e Ilaria, due fratelli divisi da quasi mille chilometri si rincontrano per il funerale del loro padre. Così diversi e così s...
