Capitolo 7 (III). Marco si impunta

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Tornata a casa Irene rimise foto e indumenti di Ilaria a posto; si sedette sulla poltrona in corridoio, sospirò alcune volte, e infine telefonò.

«Pronte»

«Maria, ciao.»

«Ire', ca teni? Che e' sta voce?»

«È grave, la cosa, lo sai che Marco mi ha detto che vuole venire a Salerno?»

«A Salierno? O' Maronna, e a' scola?»

«Guarda che c'è anche a Salerno l'università, Maria, purtroppo», Irene sospirò, «lo fa per tua figlia, lo sai.»

«O Gesù, ma allora e' innamurato?»

«Non lo so», Irene storse la bocca, «diciamo che tua figlia l'ha saputo prendere.»

«Fijema' e' a posto, Ire'! I' l'aggia educata bbene! Si ha misse o reggipiette ha voluto pazzia'.»

«Sì, lasciamo i perdere i reggiseni, ora», Irene si alzò in piedi, «quel che fatto è fatto, devi farla salire, non c'è altro da fare. Tu che dici?»

«Fijema saria cuntenta, Ire', ma tu?»

«Io? Piuttosto mi prendo tua figlia in casa, ma Marco lo voglio qui; mi hai preso Antonio, ma mio figlio non te lo darò.»

«Ire'! », Maria ebbe un tono più duro, «Ave mo' cu sta storia? I' nun t'aggi prese maritete, e' isse ca ha voluto veni' cca.»

«Vabbè, senti Maria, non litighiamo, su», Irene sospirò, «tanto è morto e pace all'anima sua; allora la fai venire?»

«Sine, qui non stia bbona, la' pote fatica'»

«Oh, di certo Marco non la manda a lavorare a quattordici anni; la vuole far studiare.»

«E i soldi, Ire'? Duve 'r pigli?»

«Non è questo, dove mangiamo in due mangiamo anche in tre, Ilaria fa tutto in casa, è anche questo che ha attratto Marco.»

«Grazie assaie, ue' Ire'», Maria ebbe un tono commosso.

«Aspetta a ringraziarmi, prega che non si innamorino veramente, altrimenti è un guaio, Maria, altro che reggiseni. Ti saluto, ciao.»

Marco appena seppe del cedimento di sua madre scrisse a Ilaria:

"Cara Ili,"

"ti scrivo di getto, scusa la scrittura, ma ho appena saputo che mia mamma ha deciso di farti venire su!"

"Sono così felice! Non che non avessi voluto vivere con te a Salerno, ma avere una casa pagata in una città che conosco è meglio per tutti e due; per me che mi posso concentrare nello studio, per te che saresti stata ancora molto piccola per convivere. Mi dispiace solo che ti allontanerai da tua mamma."

"A questo punto i nostri piani possono cambiare; non c'è più bisogno di scendere a Salerno a fine luglio per iscrivermi e prenotare il posto al dormitorio; appena mi diplomo mi iscrivo a ingegneria informatica qui a Genova e anche a scuola guida; non abbiamo una macchina, ma servirà sempre."

"Noi due potremmo vederci in agosto. Tua mamma mi dovrebbe ospitare e so che lo farebbe, ma ho pensato molto a ciò che mi hai scritto: se senti che c'è un Disegno per noi, anche se fratelli, io ti credo, ma non vorrei neppure legarti, sei ancora molto piccola, devi fare amicizie."

"In ogni caso ci continuiamo a scrivere; le tue lettere sono molto migliorate, vedrai che andrà tutto bene anche in una scuola qui al nord."

"Marco"

Dolore e Perdono (Parti I - IV)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora