Irene, tornata a casa, telefonò a Maria: «Maria, ciao.»
«Ire', ca teni? Che e' sta voce?»
«È che Marco vuole venire da voi.»
«'O Maronna, e 'a scola?»
«Guarda che c'è anche a Salerno l'università, Maria, purtroppo», Irene sospirò.
«Ma allora e' innamurato?»
Irene storse la bocca, «diciamo che tua figlia l'ha saputo prendere.»
«Fijema' e' a posto, Ire'! Ha voluto pazzia' cu' 'u reggipiette.»
«Lasciamo i perdere i reggiseni, ora», Irene si alzò in piedi, «che se si innamorano veramente abbiamo guai peggiori, tu la faresti salire?»
«Fijema saria cuntenta, Ire', ma tu?»
«Io? Pur di tenermi Marco mi prendo tua figlia; mi hai già preso Antonio.»
«Ire'!», Maria ebbe un tono più duro, «Ave mo' cu sta storia? I' nun t'aggi prese maritete, e' isse ca ha voluto veni' cca.»
«Vabbè Maria, non litighiamo, su», Irene sospirò, «tanto è morto e pace all'anima sua; la fai venire?»
«E i soldi, Ire'? Duve 'r pigli?»
«Oh, dove mangiano due mangiano anche tre; Ilaria sa far tutto in casa, è anche questo che ha attratto Marco.»
***
Il giorno dopo Marco imbucò questa lettera:
"Cara Ili,"
"scusa se scrivo di fretta, ma mia mamma ha accettato di farti venire qui!" "Forse ha capito che facevo sul serio; certo, non vivremmo soli, ma penso che sia lo stesso una notizia meravigliosa, perché comunque farti studiare era il mio obiettivo. Mi dispiace solo che ti allontanerai da tua mamma."
"A questo punto i nostri piani possono cambiare; appena mi diplomo mi iscrivo all'università qui a Genova e anche a scuola guida; non ho una macchina, ma servirà sempre."
"Potrei scendere ad agosto, ma ho paura. Se hai sentito che c'è un Disegno per noi, voglio crederti, ma non vorrei neppure legarti; ti voglio bene, sì, ma sei mia sorella e in più molto piccola."
"Intanto devi ancora fare la terza media, leggi il più possibile, le tue lettere sono molto migliorate e non avrai problema ad andare a scuola qui."
"Marco"
A questa Ilaria rispose con quella che possiamo definire una prima lettera di sentimenti.
"Marco mio,"
"quanto mi ha fatto piacere la lettera toia"
"Mammeta e' brava a prendermi su', ma si' tu che l'hai voluto. Hai mantenuto a' promessa, tu si' bravo!"
"Nun venire mo'; ce sta il Disegno per noi, la Madonna me l'ha ditte, e tu devi stare sereno."
"Te voglio bene assaie, chesto non cambia se nun ce vedimo; i' so piccola, dovimmo aspetta', ma nu su sola se penso atte'; ca' nisciuno me piace."
"Io sono la Ili tua, nun te scurda'!"
Questa lettera arrivò in tempo per l'orale e si può intuire l'effetto che fece su Marco; si diplomò con "cinquantasei", secondo solo allo scontato sessanta e lode di Giulia. Passò poi agosto a fare volontariato in un campeggio della parrocchia; a ripassare matematica, segnali e precedenze.
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Dolore e Perdono (Parti I - IV)
RomanceUna storia di sofferenza e redenzione, una passione ostinata e proibita, tre famiglie coinvolte, trent'anni di storia. Marco e Ilaria, due fratelli divisi da quasi mille chilometri si rincontrano per il funerale del loro padre. Così diversi e così s...
