«Andiamo a prenderci qualcosa, ti va?», Walter la condusse al fondo della terrazza della piscina; il vialetto che la contornava scendeva per qualche scalino in modo tale che da quella parte il pelo dell'acqua era a livello della loro vita.
«Non bevo alcool», Ilaria dovette alzare la voce, in quel punto la musica era più forte.
Walter riempì due bicchieri, uno di un liquido rosa e l'altro di verde, le passò quest'ultimo: «questo è analcolico, giuro.»
«Buono!», Ilaria arrossì.
«Non parli molto, vero?»
«Non sono abituata alle feste», Ilaria si guardò intorno; vide alcuni ragazzi vestiti come Walter a lato; tre ragazze sedute su un lettino e un giovane uomo, molto elegante, ma solitario, seduto alla panca a muro che correva al lato settentrionale della terrazza, "Madonna, cosa devo fare? Ditemi!", chiese.
«Si vede», Walter bevve quasi metà bicchiere rosa e le sorrise; «prima sembravi terrorizzata per separarti da tuo fratello, guarda che non ti mangio.» "Ti darò un Segno tra poco, non è Walter", la Voce le rispose; Ilaria sospirò: «si vede che sei bravo, ma non sentirti in obbligo, posso cavarmela da sola.»
«No, tranquilla», Walter le sorrise e la prese sottobraccio.
«Ehi, Walter dove l'hai presa? È proprio carina: non fare l'egoista, portala qui che condividiamo!»
Ilaria si voltò; la voce proveniva da uno di quei ragazzi, gli altri cominciarono a ridere e uno la fischiò, guardandola da capo a piedi; "Madonna, non uno di quelli, spero!", "No, Ilaria."
«Ah, non è cosa per voi!», Walter cominciò a camminare verso l'uscita «togliamoci di qui.»
«Ti sei preso la verginella, Walter?», una delle tre ragazze commentò, vestita con ciò che si poteva definire un costume da bagno allungato o un vestito ristretto.
«Forse perché con quelle normali non batte chiodo», disse la seconda, il suo abito era più lungo, ma con uno spacco che lasciava la gamba sinistra scoperta fino agli slip.
«È un'amica di Anna, piantatela», Walter sbuffò. Il ragazzo alle loro spalle si avvicinò non visto.
«Carino questo scialle», disse la terza, aveva un vestito idoneo di misure e tagli, ma talmente fine da essere trasparente.
«L'ho fatto io, vi piace?», Ilaria ne sollevò un lembo.
«Eccome!», rispose la prima, «ne ha uno identico mia nonna!» Tutte e tre cominciarono a ridere all'unisono.
«Lasciale perdere!», il ragazzo parlò con voce impastata e le indicò con la mano che teneva una sigaretta accesa, tenendo però lo sguardo su Ilaria, «sono come pesci, se tu lanci l'esca è chiaro che abbocchino.»
«Eccolo qui, il Leopardi senza gobba.»
«Oh, ciao Andrea», Walter si girò, «come va?»
«Come sempre; alle vostre feste non mi posso lamentare per il bere, peccato per le oche», Andrea sbuffò fumo.
«Ah, ah, ma intanto da queste oche non avrai mai nulla!»; una delle tre lo canzonò, cominciarono a ridere e si chiusero a triangolo.
«Sempre a far battute, eh?», Walter gli diede un pugno sul braccio, «dai, andiamo», prese il braccio a Ilaria.
«Non me la presenti?», Andrea la indicò, il suo sguardo si posò sulla scollatura.
Ella lo intercettò e si chiuse lo scialle sul petto; dimostrava trent'anni, vestito con un completo blu scuro e camicia bianca, cravatta con un motivo geometrico argentato. Capelli castano chiaro con una frangia piuttosto lunga che ogni tanto si riportava indietro scoprendo un orologio d'oro al polso; "è lui", Ilaria sentì, "va bene, Madonna", mormorò.
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Dolore e Perdono (Parti I - IV)
RomanceUna storia di sofferenza e redenzione, una passione ostinata e proibita, tre famiglie coinvolte, trent'anni di storia. Marco e Ilaria, due fratelli divisi da quasi mille chilometri si rincontrano per il funerale del loro padre. Così diversi e così s...
