Capitolo 16 (I). Ilaria conosce Andrea

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Walter condusse Ilaria al piano della piscina; passò oltre gli invitati seduti sulle sdraio e raggiunse i tavoli con i rinfreschi; lì la musica era ad alto volume, prese un bicchiere, c'erano due caraffe di liquido verde e rosa, lo riempì di quello verde e glielo porse: «questo è analcolico», urlò.

«Grazie», Ilaria lo assaggiò e sorrise, «buono.»

Walter versò quello rosa per sé, «non parli molto.» «Non sono abituata alle feste.»

Ilaria vide dei ragazzi simili a Walter per età e abbigliamento; tre ragazze sedute su un lettino e un giovane uomo, molto elegante, ma solitario, seduto su una panca che correva lungo il muro di contenimento della terrazza.

«In che senso? Non hai mai festeggiato un compleanno?», Walter bevve quasi metà bicchiere.

Ilaria lo guardò negli occhi azzurri, "Madonna, è lui?", pensò, ma sentì la Voce: "no."; sospirò, «non in un posto come questo.»

«Beh, c'è sempre una prima volta», Walter sorrise e le prese il braccio, «vieni, ti faccio fare un giro...»

«Ehi; è proprio carina questa nuova», uno dei ragazzi simili a Walter si era avvicinato e gli pose una mano sulla spalla, «non fare l'egoista, condividiamola, no?»

Un altro fischiò, fissandola da capo a piedi.

"Madonna, non uno di questi, spero!", Ilaria sentì il batticuore, "No."

«Ah, vi fate sempre riconoscere!», e poi disse a Ilaria, «sono i miei amici di vela, sono fatti così, ignorali.»

«Parla il santo!», quello indicò la villa, «dove la vuoi portare? In una camera vuota?», e poi rise.

Quello che fischiò si era avvicinato: «ma quale camera? Non la vedi la pastorella? Al massimo nell'uliveto!», e si unì alle risate.

Ilaria sorrise, «c'è un uliveto qui?»

«Sì, laggiù», Walter indicò la villa, «dai togliamoci, che questi sono già ubriachi», fece qualche passo con Ilaria sottobraccio.

«Ti sei preso la verginella, Walter?», una delle tre ragazze lo fermò, vestita con ciò che si poteva definire un costume da bagno allungato o un vestito ristretto.

«È solo un'amica di Anna, su, Sonia, non rompere.»

«Forse perché con le altre non batte chiodo», disse la seconda, il suo abito era di misura, ma con uno spacco che lasciava la gamba sinistra scoperta fino agli slip.

Il giovane sulla panca si alzò e si avvicinò con passo dondolante.

«Carino questo scialle», disse la terza, aveva un vestito idoneo di misure e tagli, ma talmente fine da essere trasparente.

«L'ho fatto io, vi piace?», Ilaria ne sollevò un lembo.

«Eccome!», rispose la prima, «ne ha uno identico mia nonna!» Risero all'unisono.

«Non darci retta, sono come pesci», il giovane parlò alle loro spalle con voce impastata; la mano teneva una sigaretta accesa, «se lanci l'esca loro abboccano.»

«Eccolo, il Leopardi senza gobba», una di esse lo apostrofò. 

«Ciao Andrea», Walter si girò, «come va?»

«Bene: il bere è sempre ottimo alle vostre feste; Anna ha anche scelto bene gli invitati stavolta, falle i complimenti, peccato per le oche.»

«Ma intanto da queste oche non avrai nulla!»; le tre ragazze si chiusero a triangolo.

«Come se volessi qualcosa da voi», Andrea sbuffò fumo e fissò Ilaria, «non me la presenti?»

«Eh?», Walter lo guardò a bocca aperta, «e da quando ti interessi di ragazze?»

Dolore e Perdono (Parti I - IV)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora