Capitolo 22. Ilaria si confessa

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Marco tornò a casa con l'ultimo autobus di mezzanotte; Irene dormiva, ma dalla cameretta di Ilaria proveniva un filo di luce; si aprì la porta e comparve in camicia da notte con una coperta sulle spalle: «Marco mio, hai fatto tardi», disse sottovoce.

«Perché sei sveglia?», Marco si tolse la giacca e le andò vicino.

«Emanuele è agitato», Ilaria si toccò il ventre, «non riesco a dormire.»

«È agitato perché la mamma lo è», Marco le diede una carezza, la camicia era semi trasparente e Ilaria indossava solo gli slip, «dico bene?»

Ilaria gli cinse la vita, stretta; «abbracciami.»

«Problemi con Andrea?», Marco la strinse.

«Sì, continua a insistere!»

«Non ha torto», malgrado avesse fatto l'amore con Anna da meno di due ore, Marco sentì il calore e la formosità della sorella, così diversa dal fisico atletico di Anna; si eccitò di nuovo e cercò di staccarsi.

«No, stai, voglio sentirti, sei ancora mio.»

«Sono fidanzato, Ili», Marco si voltò indietro, la camera di Irene era chiusa.

«Abbiamo fatto una promessa.»

«Così non è una promessa, è un laccio!», Marco le prese la mano e la tirò dentro, «ma non stiamo qui; fa freddo e mia madre ha il sonno leggero.»

In camera il letto era sfatto, con due cuscini alla testiera e un bicchiere di latte sul comodino.

«Non dire così», Ilaria si sedette appoggiata ai cuscini, «vieni qui vicino, Emanuele si calma sentendoti; io la rispetto, sai?»

«No che non lo fai, sciocchina», Marco si sedette a fianco, «"separati e felici" vuol dire che ognuno fa la propria vita.»

«Infatti; ho deciso di cercare casa appena possibile, così non ti do disturbo con un bimbo piccolo.»

«Che coincidenza», Marco si staccò ed estrasse le chiavi dalla tasca, «sai che oggi Anna me ne ha data una?»

«O Madonna!», Ilaria le vide, lucenti alla luce dell'abat jour, si fece il Segno di Croce, «era questo che sentivo oggi! Ti vuole staccare da me!»

«Beh, era quel che volevi, no?», Marco le rimise in tasca.

«Sì, certo», Ilaria si tolse la coperta dalle spalle, appoggiò la testa alle ginocchia.

«Non essere triste», Marco le carezzò il capo.

«Così, bravo, Emanuele si calma», Ilaria chiuse gli occhi, «dov'è?»

«In centro, ma c'è ancora tempo; è da mettere a posto. Anche tu, allora, potresti vivere con lui, anche senza sesso, te l'ha proposto: fallo per il bambino.»

«Non sarebbe giusto, lui mi desidera e non voglio fingere.» Marco si irrigidì; fermò la mano.

«Cos'hai?», Ilaria alzò il capo, ancora con gli occhi mezzi chiusi, «Anna finge per caso?»

«Ma no, figurati!», Marco divenne rosso.

«Sei sicuro?», Ilaria gli pose le braccia sulle spalle, mezza addormentata, «mmmh, racconta, come lo fa?»; senza coperta i suoi seni si erano irrigiditi per il freddo e i capezzoli spuntavano dalla camicia, «ha tanta voglia come me?», prese il bicchiere di latte.

«Ili, tu sei malata!», Marco tolse le braccia di lei dal collo e si alzò.

«Una donna che ama è ingorda di amore», Ilaria bevve e un rivolo bianco le cadde sul mento, le labbra erano diventate bianche, ci passò la lingua, «mmmh, non ne ha mai basta. . . », alzò il lenzuolo sulle gambe.

Dolore e Perdono (Parti I - IV)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora