«Ho capito cosa vuoi dire», Marco sorrise e prese un libro, «mi hai portato qui apposta, vero?»
«Sì», Anna lo sfogliò insieme a lui, «amiamo entrambi studiare, non guardare il dove lo faccio.»
«Non è semplice», Marco sbuffò e lo ripose, «mi sembra di essere un impostore.»
«Non lo sei», Anna si alzò, «hai sentito mia madre? Sei un libro aperto.»
«Mi si legge davvero tutto?», anche Marco si alzò, si affacciò alla finestra.
«Eccome», Anna alzò le spalle, «scommetto che stai cercando Ilaria.»
«Non li vedo», Marco vide il prato deserto e la gomma da innaffiare srotolata, ma non ne capì il motivo, «scusa ma. . . »
«Certo andiamo», Anna gli prese la mano, «magari sono in sala con gli altri.»
Ma in sala trovarono solo cinque ragazzi seduti al tavolo circolare a fianco al pianoforte con un gioco di società.
«Dove sono tutti gli altri?», Anna chiese.
«In piscina a ballare», disse la soprano lanciando i dadi, sbuffò, «i tuoi sono andati a dormire.»
«Vado a dire a Walter di abbassare allora», si guardò intorno, «avete visto Andrea? Era con sua sorella», indicò Marco che era già andato nel prato.
«No», un altro ragazzo a fianco sorrise, «peccato, perché quella ragazza è veramente uno splendore; ahi!», fece una smorfia di dolore e si massaggiò lo stinco, «Debbi, ma che ti prende?»
«Anna!», Marco chiamò dal prato.
«Scusate!», Anna corse fuori.
Marco indicava la tazzina di caffè a terra, l'odore era pungente.
«Ah, sapevo che finiva così», Anna scosse il capo, si coprì il naso con lo scialle, «togliamoci, per favore.»
«Sì, ma dove sono?», Marco andò a lato, c'erano delle scale.
«No, lì è l'alloggio dei custodi», Anna lo seguì.
«In macchina?», Marco pestò un piede a terra.
«Andrea non è così folle da mettersi alla guida in quello stato.»
«Nella macchina ferma!», Marco la guardò negli occhi.
«Tu dici?», Anna si coprì la bocca, «vieni!»
Lo condusse giù per le scale che portavano al piano dei garage e si fermò di fianco a una macchina sportiva, vuota.
«Ma allora dove sono?», Marco si guardò intorno, a fianco si stende- va l'uliveto, una figura stava scendendo a piedi nudi, zoppicando, «Ili!», la raggiunse.
«Marco mio», Ilaria appena lo vide lo abbracciò e si fece peso morto.
«Ili, che c'è?», Marco la sorresse per le ascelle, guardò in basso, «dove sono le scarpe?»
Anna li raggiunse, notò una macchia scura sul suo ginocchio, «oh, no!»
«Il Sacrificio è compiuto, Marco mio. . . »
«Che stai dicendo?»
«La Madonna me l'ha chiesto, sono la sua serva. . . », Ilaria rivoltò le pupille verso l'alto.
«È in shock!», Anna le prese il polso, «stendiamola! Alzale i piedi.»
«Dio, c'è sangue qui!», Marco vide il rivolo di sangue ormai rappreso sul polpaccio, «che hai fatto?»
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Dolore e Perdono (Parti I - IV)
RomanceUna storia di sofferenza e redenzione, una passione ostinata e proibita, tre famiglie coinvolte, trent'anni di storia. Marco e Ilaria, due fratelli divisi da quasi mille chilometri si rincontrano per il funerale del loro padre. Così diversi e così s...
