Ilaria andava almeno una volta a settimana a cena da Andrea; Giorgio la intratteneva con ricordi ormai sbiaditi della gravidanza di sua moglie e Gianni la serviva con lo stesso zelo che avrebbe avuto per la defunta; ella stava nella parte, si vestiva sempre elegante malgrado il pancione e quasi si convinse che non ci fosse alcun secondo fine, che potesse essere la "signora" senza matrimonio quando una sera Giorgio, dopo aver posato la coppetta vuota di macedonia, disse: «signorina, mi scuso se mi intrometto in questioni personali, ma mi spiace sapere che la ricerca di una casa non stia andando bene.»
Ilaria si massaggiò il ventre; «buono amore», e poi: «mi scusi lei, forse con suo figlio non sono riuscita a spiegarmi, non voglio sposarlo.»
«Questo l'ho capito», Andrea si accese una sigaretta, «ma non potete mica stare sotto un ponte.»
«No, ma tu mi fai vedere case troppo care; mi voglio mantenere da sola, per quello ho chiesto a Marco.»
«Marco...», Giorgio riempì la pipa, pensieroso; «e se non ci fosse un affitto da pagare, signorina?»
«In che senso?»
«Nel senso che si può essere generosi per le persone giuste, anche se immature», dalla tasca della sua veste da camera egli estrasse un mazzo di chiavi: «qualche tempo fa, quando pregavo che mio figlio la trovasse...»
«Papà, falla breve dai», Andrea si alzò e le prese, «vieni Ilaria? È qui sotto.» «Così vicina?», Ilaria si alzò, per quella sera aveva indossato un abito già
senza maniche; con i tacchi era alta più di Andrea, «signore, non vorrei ancora deluderla...»
«La vada a vedere, signorina», Giorgio le sorrise, «poi ne parliamo.»
***
Presero l'ascensore e scesero di due piani.
«Non me ne hai mai parlato, Andrea», gli disse una volta usciti nel pianerot-tolo.
«Era un periodo brutto, forse anche io ci speravo» Andrea si diresse a una porta blindata, «mio padre si era già portato avanti.»
«Andrea, io...», Ilaria si toccò il ventre, fece una smorfia, «scusa, Emanuele è agitato.»
«Forse ti sta dicendo di stare zitta», Andrea aprì e accese la luce, «guarda soltanto.»
«Che grande!»
L'entrata era un vano rettangolare con stucchi, pavimento in graniglia, carta da parati e mobili antichi che dava poi su un corridoio.
«È più piccola di quella di sopra.»
«A me non sembra», Ilaria vide quattro porte.
«Sono due camere da letto, sala e cucina; girala, io la conosco a memoria.»
«Non ce n'è bisogno», Ilaria toccò una console a muro e si vide nello specchio con una cornice in legno intarsiato, «è di lusso.»
«Forse, ma sono mobili vecchi, si cambiano», Andrea si avvicinò alle sue spalle.
«A me piacciono», Ilaria lo vide allo specchio, «ma questa casa è per una famiglia, Andrea e io...»
«sst, che poi Emanuele ti scalcia», Andrea le pose un dito sulla bocca, «l'ho capito il ritornello, ma non hai ancora capito cosa voleva dirti mio padre?»
«Forse no.»
«Qui ci puoi stare da sola con Emanuele, gratis.»
«E tu?»
Andrea indicò il soffitto, «io sto a casuccia da papà a continuare a fare il bambino viziato servito da Gianni.»
Ilaria si morse il labbro.
Andrea le prese la mano, «dai, andiamo fuori»; la condusse in cucina e poi aprì una porta finestra; era una serata senza vento e si poteva stare senza giacca; la vista era in parte oscurata dagli alberi di corso Firenze, ma arrivava lo stesso fino al mare.
«È bellissimo»; Ilaria si appoggiò alla ringhiera e chinò il capo; "Madonna, io qui non sarei libera di invitare Marco mio, non so se accettare" e la Voce le disse: "Sì, Ilaria; devi rifiutarla."
«Che c'è? La madonna insiste nella stalla?», Andrea spense il mozzicone e lo buttò in un vaso.
«È che saremmo troppo vicini, Andrea; voglio ancora avere una mia vita.»
«Vuoi invitare dei preti per recitare rosari? Non te lo impedisco, ma almeno sto vicino a mio figlio.»
«Non è quello.»
«E cosa?»
Ilaria chinò il capo: "Madonna, devo dirgli di Marco? Ho paura!", ma la Voce le disse di no, «perdonami, ma...sono cose mie.»
«Ho capito», Andrea si voltò verso il porto; «anche stasera non saprò perché una vergine mi abbia violentato.»
***
Se per la casa e il matrimonio Ilaria era ferma con Andrea, nel resto lo accettava; qualche giorno dopo si fece accompagnare dalla ginecologa che, a parte il solito richiamo sul peso, confermò il suo stato di salute.
Marco, dopo vari tentativi, trovò un bilocale a piano terra a cinque minuti di cammino da Irene; dall'unica camera da letto si accedeva a un giardino con posto auto.
L'affitto era solo duecentocinquantamila lire, modesto per lo stato non eccelso, ma Ilaria si era già innamorata del giardino che, per quanto in basso, era molto luminoso esposto a sud-ovest.
Non era ammobiliato, ma la padrona aveva un altro alloggio da sgombrare e pulire, poco distante; Marco si offrì di farlo gratis ed ella, che aveva preso Ilaria in simpatia, disse che avrebbero potuto prendersi il necessario da lì per una cifra simbolica; l'accordo andò in porto e, siccome Ilaria era ancora studentessa, Irene firmò come garante.
Per Marco cominciarono giorni intensi; anche Andrea volle rendersi utile e lo fu: sebbene non pratico di fai-da-te offrì le braccia per trasportare gli elettrodomestici e altri lavori pesanti.
Ilaria, uscita da scuola, passava lì tutto il pomeriggio; pur con la pancia del settimo mese sembrava infaticabile tanto che Marco, ogni tanto, le diceva: «Ili, sta' seduta, me la cavo.»
Parole al vento; con Marco vicino sembrava in estasi, appena egli smontava un pezzo ella lo prendeva, spolverava, smacchiava e asciugava; gli passava gli attrezzi, gli teneva la scala, spazzava i trucioli.
In giardino pulì i vasi, li riempì di terriccio nuovo, seppellì bulbi, seminò fiori e piante aromatiche.
Mentre Marco dava il bianco ella, cantando felice, usò l'olio di gomito a tal punto che i pavimenti e le piastrelle brillavano, sulle maniglie ci si poteva specchiare, le finestre sembravano senza vetro e i sanitari erano bianchi come appena messi.
Persino Andrea un giorno le disse: «siete veramente affiatati voi due, fossi Anna sarei gelosa.»
«Tu non lo sei?»; Ilaria gli fece l'occhiolino.
«Perché dovrei? È tuo fratello; però sembrate una coppia e un po' mi dispiace; vorrei che tu fossi con me così.»
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Dolore e Perdono (Parti I - IV)
RomanceUna storia di sofferenza e redenzione, una passione ostinata e proibita, tre famiglie coinvolte, trent'anni di storia. Marco e Ilaria, due fratelli divisi da quasi mille chilometri si rincontrano per il funerale del loro padre. Così diversi e così s...
