«Ciao zia, ti trovo bene.»
«Sì, Ilaria, hai visto?», Irene sorrise, «pensavo chissà cosa, invece c'è solo questo taglio», indicò l'occhio.
«Stia tranquilla, signora, tra un po' non si vedrà neppure», Anna intervenne.
«Ili, non ti avevo visto», Marco andò all'altro lato del letto.
«Marco mio, stai tranquillo.»
«Ti presento Anna», arrossì.
«Ciao», Ilaria le tese la mano, «sei molto gentile con mia zia.»
«È il mio mestiere», Anna le tese la mano, «ma anche tu lo sei con tuo
fratello, io ci litigo sempre.»
Ilaria guardò Marco che alzò gli occhi al cielo, «forse perché non è come il
mio.»
«Oh, sì», Anna la guardò fissa, «di certo il mio non si allontanerebbe da una ragazza quando la sorella entra in stanza.»
Marco si allontanò di un altro passo; «uffa, Anna, che c'è? Mi fai già la radiografia?»
«Ah, che complicati i giovani d'oggi», disse la signora anziana prendendo un gomitolo nuovo da un sacchetto, «ai miei tempi il corteggiamento era più semplice, non è vero signora Irene?»
«Magari è solo gentile», Irene divenne meno pallida.
«Storie, non lo vede che c'è già del tenero fra i due?»
«Signora, che dice!», fu il turno di Anna di diventare rossa e di fare un passo indietro.
«Ciao, nonna!», si sentì detto ad alta voce e un ragazzino di circa dodici anni entrò seguito da una coppia.
«Amore, vieni!», la signora spostò la sua borsa, gli diede un bacio; «facciamo silenzio, però, la signora a fianco è stata appena operata.»
La mamma del bambino vide Irene con il taglio sull'occhio e il labbro macchiato di sangue, «vieni Filippo», gli tese la mano, schermandola, «lasciamoli tranquilli.»
«Mi dispiace farvi uscire», disse Irene.
«Non si preoccupi, sono stata a letto tutto il giorno», la signora diede il braccio all'uomo, «arrivederci.»
«Vi lascio anch'io», Anna era ancora arrossata, «signora Irene, la terremo qui almeno una settimana, mi dovrà sopportare.»
«Oh, Anna», Irene sospirò, «con te l'ospedale è meno tetro.»
«Ciao Marco», gli tese la mano, «guarda che più in là c'è il muro.»
«Gli sketch fanno parte del pacchetto?», Marco gliela prese; toccandola ebbe di nuovo una sensazione di dolcezza.
«Eccome, si chiama terapia del sorriso», Anna si rivolse a Ilaria, «hai un fratello molto serioso.»
«Marco mio vale molto; ma nessuna finora se n'era mai accorta», Ilaria la guardò fissa.
Anna sostenne lo sguardo: «beh, c'è sempre una prima volta, ciao!»; se ne andò.
Marco andò a chiudere la porta, «oh, finalmente!»
«Allora, cos'è questa storia, Marco?», Irene gli chiese, «perché le hai detto di Ilaria?»
«Zia non ti arrabbiare con Marco mio, gliel'ho detto io di dire ad Anna che sono sua sorella.»
«E perché?»
«Perché mi vuole al manicomio.»
«Marco mio, no!», Ilaria sorrise, «è che sono convinta che Anna sia il Segno, e ora ancora di più!»
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Dolore e Perdono (Parti I - IV)
RomanceUna storia di sofferenza e redenzione, una passione ostinata e proibita, tre famiglie coinvolte, trent'anni di storia. Marco e Ilaria, due fratelli divisi da quasi mille chilometri si rincontrano per il funerale del loro padre. Così diversi e così s...
