WINNIE
"Ma che diavolo gli è preso?" mi chiede Alex.
Siamo saliti in macchina da appena cinque minuti e questa è la terza volta che mi pone la stessa identica domanda.
"Non lo so" rispondo io. Di nuovo.
"Era strano. Gli hai detto qualcosa?"
"Perché dovrebbe essere colpa mia?" chiedo, sentendomi offesa. "È lui che è un pazzo bipolare. Io non c'entro niente".
"Deve essere successo qualcosa" ripete Alex.
Sbuffo. "Te lo ripeto per la milionesima volta. Ci stavamo allenando e andava tutto bene. Sono andata nello spogliatoio a farmi la doccia e quando sono uscita era già arrabbiato. Mi ha detto che ti aveva mandato un messaggio per chiederti di accompagnarmi e ha dato di matto. Tutto qui".
Per un attimo ho quasi pensato che avesse reagito in quel modo perché non avrebbe voluto chiedere ad Alex di accompagnarmi, ma subito dopo ho realizzato che quello davanti a me era War, il ragazzo che si lamenta ogni volta che salgo in auto con lui. Non poteva essere quello il motivo del suo cambio d'umore. Però, se non è per quello, allora cosa è successo?
"Forse è solo agitato per l'incontro" prova a ipotizzare Alex, scrollando le spalle.
Sono sicura che non sia così. Warren ha detto che combatte solo quando è sicuro di vincere e lui è sicuro che quest'anno porterà a casa il titolo. Non ho mai conosciuto nessuno con tanta sicurezza in se stesso e un po' gli invidio quel modo di fare, ma di una cosa sono assolutamente certa: non era nervoso per l'incontro.
"Non ci vuoi andare a lezione oggi?" mi chiede Alex. Lo guardo confusa e solo ora realizzo che siamo fermi nel parcheggio del campus. Sono stata sovrappensiero per tutta la strada e non mi sono proprio resa conto del fatto che fossimo arrivati.
"Sì, vado subito" dico, scendendo di corsa dalla macchina. Afferro il mio zaino e apro lo sportello, precipitandomi fuori dato che mancano solo due minuti all'inizio della lezione.
"Ehi, Winnie" mi chiama Alex. Mi giro e vedo che è ancora seduto in auto, ma ha abbassato il finestrino. Mi avvicino, poggiandomi con entrambe le mani sullo sportello.
"Che succede?"
"Non mi saluti nemmeno?" mi chiede con un sorriso.
"Ops, hai ragione" dico, sentendomi un po' in colpa. "Ciao".
Faccio per andare via, ma le sue dita si stringono intorno al mio polso, tirandomi di nuovo verso lo sportello. Con l'altra mano mi prende il volto, strizzandomi le guance, prima di lasciarmi un bacio a stampo.
"Buona giornata" mi dice con un sorriso.
"Anche a te" dico, mordendomi il labbro e ricambiando il sorriso.
Mi giro in tutta fretta e mi dirigo verso l'edificio di medicina. Questa cosa dei fidanzati è strana. Ci tengo davvero tanto ad Alex, ma per un qualche motivo tutto questo è troppo, troppo strano per me.
"Stavo pensando al nostro appuntamento" dice Alex mentre guida.
Stiamo andando verso la palestra in cui Warren farà il combattimento, dato che sono riuscita a prendere la serata libera a lavoro. Fino all'ultimo sono stata indecisa se chiedere o no un altro giorno a Eve, ma è stata lei a precedermi, dicendomi che avevo un paio di giorni arretrati dato che qualche volta ho preferito saltare la mia serata libera. Così ne ho approfittato.
"A cosa avevi pensato?" chiedo.
"Tu che vorresti fare domani?"
"Domani?" chiedo stupita.
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Winnie: istruzioni per l'uso
ChickLitWinnie ha aspettato quella lettera con ansia, ma nel momento in cui l'ha avuta tra le mani si è resa conto che non poteva lasciare tutto. A Philadelphia c'era ciò che era veramente importante per lei e che non poteva abbandonare. Il destino, però, g...
