Capitolo 16

1.3K 109 17
                                        

WARREN

Non ho idea di che cosa diavolo sia successo ad Alex questa sera. Non l'ho mai visto arrabbiarsi così. Ho i miei sospetti. Il primo di tutti è che Winnie gli piaccia più di quanto voglia ammettere. Il modo in cui ha reagito mi ha fatto subito pensare che ciò che gli dispiace di più è non essere al primo posto nei pensieri di quella ragazzina. Il secondo sospetto... non voglio nemmeno pensarci. Se fosse vero lo prenderei a calci fino ad ammazzarlo, ne sono sicuro. Non può succedere di nuovo. Non è possibile. Però so anche che ultimamente i suoi comportamenti sono cambiati. Sparisce e non dice a nessuno dove va, le lezioni le frequenta sempre meno e il fatto che abbia fatto venire Winnie in casa mia mi fa pensare che i guai siano alle porte.

Me ne sto sul letto. Ho un braccio piegato sotto la testa e l'altra mano poggiata sull'addome. Sto fissando il soffitto. L'ultima volta che ho visto l'ora erano quasi le quattro del mattino, ma ora non ho più voglia di girarmi a guardare la sveglia.

Mentre fisso il soffitto bianco non posso fare a meno di pensare all'espressione ferita di Winnie. Era terrorizzata dall'atteggiamento di Alex. Di solito sono io quello che le risponde male, di certo non se lo sarebbe mai aspettato da lui. Dopo la prima parola urlata lei si è messa con le spalle al muro, senza più avere la possibilità di muovere un muscolo. Non mi sarei mai messo in mezzo durante quel litigio, ma Alex ha davvero esagerato.

Sbuffo e provo a chiudere gli occhi, ma proprio in quel momento sento un rumore. È un lamento soffocato, una specie di grido ovattato. Non ho la minima idea di che cosa sia e cerco di ignorarlo, ma dopo pochi secondi lo sento di nuovo. Mi tiro su in piedi e, a piedi scalzi, avanzo verso la mia porta accostata. Devo smetterla subito con questa cosa. Devo tornare a richiudere la porta. Esco e mi ritrovo nel corridoio. Vedo anche Alex uscire dalla sua stanza.

"Ma cos'era?" chiede lui, passandosi la mano sulla faccia assonnata.

Mi guardo intorno e dopo poco sento un altro lamento. Adesso ne ho la conferma. Viene dalla stanza di Winnie. Mi precipito all'interno e Alex mi segue. Winnie è nel suo letto, coperta solo per metà. Si sta agitando nel sonno. È un incubo. Sembra che stia chiamando un nome mentre continua a girarsi e rigirarsi nel letto. Cerco di capirci qualcosa, ma sono più che altro parole dette a metà.

"Sta chiamando Courtney?" chiede Alex.

"No, mi sembra più che stia dicendo Coraline".

"Chi è?"

"Non lo so".

Ci avviciniamo entrambi. "Credi che dovremmo svegliarla?" mi chiede Alex. Ci penso per qualche istante.

"No!" lo fermo subito, bloccandolo con la mano sospesa per scuotere Winnie e svegliarla. "La regola sette" dico.

"Ma di che parli?" mi chiede lui confuso.

"Le regole che ci ha mandato la sua amica. Ha scritto di non svegliarla quando ha gli incubi".

"E che facciamo?"

Ci penso per qualche istante. "Parlava di contatto fisico".






"Ragazzi, ma che diavolo state facendo?" chiede la voce assonnata di Winnie.

Tiro su la testa e mi guardo un attimo intorno per capire. Mi fa male tutto a causa della posizione scomoda. Sono seduto sul pavimento con la testa e un braccio poggiati sul letto di Winnie. Dopo qualche secondo incrocio il suo sguardo e lei ci sta guardando confusa. Sia io che Alex le stiamo stringendo le mani, io una e lui l'altra. Il mio amico è seduto dall'altra parte e ha la faccia completamente spiaccicata contro il materasso.

"Che state facendo?" chiede di nuovo, indicando con lo sguardo le nostre mani unite. A quel punto si sveglia anche Alex e, proprio come me, si lamenta per i dolori ovunque causati dalla posizione scomoda.

Winnie: istruzioni per l'usoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora