Capitolo 37

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WARREN

Sto bevendo il primo caffè di questa giornata. Me ne sto in cucina, aspettando che Winnie sgattaioli fuori dalla sua stanza. Ormai la conosco abbastanza bene da sapere che tenterà di tutto per evitare di mettermi in mezzo a questa storia. Si sveglierà presto e uscirà di casa all'alba pur di non farmi andare con lei al canile.

Non ho chiuso occhio stanotte. Sono rimasto sveglio per tutto il tempo a farmi un milione di domande. Perché si è arrabbiata così tanto per il nostro intervento? Perché non ne ha parlato con Alex? Perché per lei è così strano chiedere aiuto?

Alle cinque del mattino mi sono alzato e mi sono fatto una doccia, poi sono entrato in cucina e sono rimasto lì per un'altra ora. Non si sentono rumori per la casa e nemmeno rumori che provengono dalla strada. Questa è l'ora che preferisco. Il silenzio ti entra dentro e ti fa sentire in pace. I problemi iniziano quando le persone si svegliano, ma finché loro dormono io sono in pace.

Sento una porta cigolare appena un po' e subito dopo vedo la testa di Winnie sbucare. Non si è ancora accorta di me. Se ne va in bagno e dopo un minuto fa il suo ingresso in cucina, sobbalzando non appena nota la mia presenza.

"War, che ci fai già in piedi?" mi chiede sussurrando per non svegliare Alex.

Come se fosse necessario sussurrare. Sono certo che in caso di terremoto potremmo stare certi che Alex morirebbe sotto alle macerie. Niente è in grado di svegliarlo.

"Dobbiamo andare al canile" dico, scrollando le spalle e avvicinando la tazza alle labbra per bere un altro sorso di caffè.

"Sono le sei del mattino. Il canile è ancora chiuso".

"Già" rispondo, facendole notare che lo stesso discorso vale anche per lei.

Rimane in silenzio, sapendo di essere stata scoperta. Cerca di trattenere un sorriso, ma non le riesce bene. Le porgo una tazza di caffè e lei la prende, guardando il contenuto per qualche secondo.

"È decaffeinato" la rassicuro.

Stavolta il suo sorriso me lo fa vedere e prende un sorso di quella bevanda calda. È metà novembre e il freddo inizia a farsi sentire. Winnie mi ha spesso dato l'impressione di odiare il freddo e il modo in cui stringe la tazza per scaldarsi le mani, mi fa capire che probabilmente ho ragione.

"Da domani ricominciamo ad allenarci?" mi chiede per spezzare il silenzio che riempie la stanza.

Annuisco anche se non sono molto convinto. L'incontro di venerdì è stato pesante e i dolori dei colpi si fanno ancora sentire, ma lei è sempre di buonumore quando ci alleniamo insieme e non mi va di dirle di no.

Questa ragazzina qui mi sta cambiando troppo. Non mi piace il modo in cui mi intrometto nella sua vita. Mi riprometto sempre di starle alla larga, ma sta diventando sempre più difficile. Lei ora è di Alex. Io dovrei farmi da parte, ma non ci riesco. Alex la ridurrà in pezzi, ne sono sicuro. Lui non cambierà. Sono anni che provo ad aiutarlo, ma lui non molla. Ormai quella merda di droga è diventata la sua unica ragione di vita. Niente è più importante di quella, nemmeno la sua bella fidanzata.

Alle nove io e Winnie siamo in auto. Lei non ha più detto una parola e nemmeno io. Per me è strano quello che sto facendo, ma in qualche modo sento che è la cosa giusta da fare. Non posso lasciarla da sola con Liam. Se quello che è successo alla sua auto non è stato un avvertimento sufficiente, la mia presenza oggi lo sarà di sicuro. Gli deve essere chiaro che deve starle lontano. Lei vuole continuare a fare volontariato al canile e di certo non può smettere a causa sua. Una cosa che le piace così tanto non può diventare un incubo a causa di un bastardo che non si accontenta della moglie.

Winnie: istruzioni per l'usoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora