WINNIE
Dopo un paio di ore la casa si riempie di persone. Sto cercando di fare dei respiri profondi per mantenere la calma, ma è difficile. Devo ricordare la bugia che War ha detto sul mio conto e devo continuare a ripeterla all'infinito.
Da qualche minuto ho persino perso di vista sia War che Alex e io non ce la posso fare ad affrontare tutte queste persone altolocate senza avere loro al mio fianco. Soprattutto non posso sopportare di vedere il modo in cui Duke continua a seguirmi con lo sguardo.
Sto per uscire sul terrazzo a prendere una boccata d'aria, quando mi scontro contro qualcuno.
"Oh, mi scusi. Non ho visto dove mettevo i piedi" tento di riparare. Sollevo lo sguardo e incontro un viso famigliare.
Oh merda.
"Signorina Collins, che ci fa qui?" mi chiede il professore a cui ho urlato contro durante la conferenza e che poi mi ha dato il massimo dei voti all'esame.
"Ehm... sono la fidanzata di Warren Turner" spiego.
"Oh, non lo sapevo. L'ultima volta che io e Warren abbiamo parlato mi ha detto che lei era solo un'amica".
Hanno parlato di me? Perché mai War e il mio professore hanno parlato di me?
"Sa come funzionano queste cose... prima l'amicizia e poi sboccia l'amore".
"Ha proprio ragione, signorina Collins" dice con divertimento. "Ora mi perdoni, ma ho degli amici da salutare".
Annuisco e decido di correre verso la terrazza, senza alcuna intenzione di guardarmi indietro. Sta iniziando a nevicare e il freddo è così intenso da farmi male alla pelle. Mi stringo nelle spalle, ma non ho alcuna intenzione di andare di nuovo dentro per cercare Warren o Alex e chiedere loro la giacca. Soprattutto perché poi mi beccherei un'occhiataccia dalla madre di War.
Poggio i gomiti sulla balaustra di marmo e butto fuori il respiro che ho trattenuto. Queste persone sono orribili e io non posso credere di essermi lamentata di mia madre per tutto questo tempo. In confronto a loro, lei era un agnellino.
Sento le lacrime che mi fanno pizzicare gli occhi, ma come al solito non riescono a uscire. Questo bruciore mi uccide, ma non riesco a contrastarlo in nessun modo.
Apro gli occhi e guardo oltre la terrazza. Si vedono diversi alberi in lontananza. Alberi che circondano il perimetro della proprietà. Mi sembra di vedere qualcosa sul ramo di uno degli alberi in lontananza, ma non riesco a capire cosa sia. Assottiglio lo sguardo, cercando di sforzarmi, ma quello che vedo è solo una macchina indistinta.
"Winnie" sento alle mie spalle. Mi volto e vedo Alex che mi raggiunge. Torno a guardare verso l'albero, ma ora non vedo più niente. Non c'è più quella sagoma.
Sospiro e mi giro, sedendomi sulla balaustra e mettendomi a guardare tutta quella gente in smoking e in abito da sera.
"Che cavolo ci fai qui fuori? Si muore di freddo e sta pure nevicando" mi rimprovera Alex, avvicinandosi a me e mettendomi la sua giacca sulle spalle.
"Meglio morire di freddo qui fuori che di insulti lì dentro" commento seccata.
Alex accenna un piccolo sorriso perché sa che ho ragione. Nemmeno lui sopporta questa gente, ma lo fa per War. Lo so, anche se non vuole ammetterlo.
Continuo a guardare verso la vetrata, vedendo tutta quella gente senza anima, poi il mio sguardo si sofferma di nuovo sul professore.
"Alex, posso farti una domanda?"
"Certo".
"Perché Warren conosce il mio professore?"
"Il tuo professore?" mi chiede confuso. Gli indico l'uomo a cui mi riferisco e Alex segue con il suo sguardo la direzione del mio. "Oh, quello è lo zio di War".
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Winnie: istruzioni per l'uso
ChickLitWinnie ha aspettato quella lettera con ansia, ma nel momento in cui l'ha avuta tra le mani si è resa conto che non poteva lasciare tutto. A Philadelphia c'era ciò che era veramente importante per lei e che non poteva abbandonare. Il destino, però, g...
