WINNIE
"Mi prendi in giro?" chiedo furiosa.
"Non urlare, orsetto. Ci vive altra gente in questo palazzo. Vuoi che ti caccino ancora prima di arrivare?" mi chiede.
"Prima di tutto: non chiamarmi così. Secondo: sei un bastardo".
Lui ride. "Ma quante scene! Sai, potresti quasi convincermi. Provaci ancora" dice derisorio.
Sto per sputargli in faccia tutto l'odio che sto provando nei suoi confronti, partendo dall'avermi fatta dormire tutta la notte sulle scale, per poi passare al passaggio che non mi ha dato, fino ad arrivare a quel nomignolo orribile. Sto per dirgli quanto lo odio, anche se lo conosco da appena due ore, quando Alex esce dalla sua stanza e ci raggiunge.
"Ehi, che sta succedendo?" chiede.
"Il tuo amico" inizio a dire.
"Ho un nome, orsetto".
Lo guardo di nuovo male e Alex si lascia sfuggire una piccola risata. Anche lui adesso si merita un'occhiataccia.
"Ti ho detto di non chiamarmi così!" esclamo a Warren, poi torno a guardare Alex. "Ho fatto la spesa, ma non ce la facevo a portare le buste fino a casa. Ho incontrato il tuo amico e gli ho chiesto un passaggio, ma mi ha detto che non stava tornando a casa. Ma guarda un po', eccolo qui" dico seccata.
Warren continua a ghignare, mentre Alex capisce che tra me e il suo amico è appena iniziata una guerra. Non voglio farmi nemici fin da subito e soprattutto non voglio litigare con le persone con cui condivido la casa. Faccio un respiro profondo e cerco di calmarmi.
"Anche se non è molto, ti aiuto a portare le buste fino in cucina" dice Alex, prendendo le due più pesanti.
"Grazie" dico, mentre afferro le buste con le cose che mi serviranno domani per il primo giorno di lezione.
Entriamo in casa e Warren si rinchiude nella sua stanza. Insieme ad Alex sistemo il cibo nel frigorifero e lui sembra meravigliato dalle cose che ho comprato.
"Come mai hai preso tutte queste cose?"
"Perché volevo preparare la cena per tutti stasera" dico, sollevando le spalle, ma lui sembra sorpreso.
"Preparare... nel senso di cucinare?"
Rido per la domanda assurda che mi ha appena fatto. "Certo, cucinare. Perché sembri meravigliato?"
"Perché vivo in questa casa da più di due anni e non credo che qualcuno abbia mai usato i fornelli".
"Scherzi, vero?" gli chiedo incredula, mentre sistemo tutte le mie tisane in una dispensa.
"No".
"Scusa, ma voi come mangiate?"
"Di solito ordiniamo".
"Ogni giorno?" chiedo per avere maggiore chiarezza.
"Sì".
Mi blocco per un istante. Non voglio fare la guastafeste, ma non posso permettermi di ordinare la cena ogni giorno. È troppo costoso così e io non ho ancora cercato un lavoro. I miei risparmi finiranno in un attimo.
"Tutto bene?" mi chiede Alex. "Ti sei... bloccata".
"Sì, tutto bene" mento. "Stavo solo pensando... non vi dispiace se cucino ogni tanto, vero?"
"Perché dovresti farlo? È una perdita di tempo".
"Mi piace cucinare" mento di nuovo.
"Be', non credo sia un problema. Io e Warren siamo negati. È per questo che non abbiamo mai cucinato, ma se tu vuoi farlo. Posso darti una mano così imparo anche io, che ne pensi?" mi chiede e io sorrido.
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Winnie: istruzioni per l'uso
Romanzi rosa / ChickLitWinnie ha aspettato quella lettera con ansia, ma nel momento in cui l'ha avuta tra le mani si è resa conto che non poteva lasciare tutto. A Philadelphia c'era ciò che era veramente importante per lei e che non poteva abbandonare. Il destino, però, g...
