𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝟏𝟒

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Passeggiavo per il Parco degli Dei, quando lo notai

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Passeggiavo per il Parco degli Dei, quando lo notai. Larys Strong stava osservando dei fiori rossi, poggiato al suo bastone. Con aria inquietante, come sempre mi era apparso, mi pose nella posizione di raggiungerlo. Sia mai una scortesia al Maestro dei Sussurri. Mi avvicinai cauta e chinai il capo. "Fiori stranieri.." indicò con un sorriso, chinandosi poi per sentirne il profumo. "Una rara fioritura indigena, proveniente da Braavos. Non dovrebbero essere qui, ma la natura è così misteriosa"

"Il tempo è stato davvero piacevole," ammisi, torcendomi le dita dietro la schiena, pregando che quell'uomo non si dilungasse troppo. Ero ancora sconvolta dalla notte trascorsa con Aegon, ed inoltre ero stata convocata a corte con urgenza, in vista delle conseguenze che avevano portato il giacere insieme. "Sai, Maelys, mi è giunta voce da Roccia del Drago che tuo padre e tua madre non abbiano apprezzato la recente notizia del vostro matrimonio. Pare che il Principe Canaglia vi abbia dato della figlia ingrata..-"

Ma che piacevole novità, avrei tanto voluto ripetergli di contro, tuttavia trattenni la mia rabbia e abbozzai un sorriso di cortesia. "Padri e figlie hanno sempre divergenze, mi dicono." poi, dopo aver dato un'ultima sprezzante occhiata a quei fiori, mi dileguai. "Perdonerete di certo la mia sgarbatezza, Larys, ma la mia presenza è richiesta a corte stamani," e così, con un ultimo inchino, mi avviai verso la Fortezza Rossa pregando che il popolo d'alto lignaggio e curiosi infiltrati non mi guardassero dall'alto in basso come avevano fatto quando da bambina decisi di rimanere ad Approdo del Re. Ora il mio compito era chiaro, e se dovevo sposare Aegon per portarlo avanti, mi sarei sacrificata volentieri. Forse sarei potuta persino tornare nelle grazie di mio padre, qualora il malumore gli fosse passato.

"Figlia ingrata, glielo avevo detto di tornare a casa!" potevo persino udirlo, nella mia testa. Ma quando giunsi alla sala del trono, dovetti dimenticare mio padre e mia madre, ed entrare nei panni della Maelys che aveva deciso di restare per mantenere la pace. L'araldo, al lato dell'entrata, annunciò il mio arrivo garbatamente. "La Principessa Maelys Targaryen, Vostra Altezza"

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 "Tu sei la nostra speranza," mormorò Alicent, nonostante dovette ammetterlo con una certa fatica

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 "Tu sei la nostra speranza," mormorò Alicent, nonostante dovette ammetterlo con una certa fatica. Aveva occhi cupi e occhiaie scure mentre suo padre Otto mi osservava guardingo, al suo fianco. "Quale incurante fanciulla sposerebbe mai il Principe Aegon?" udii una voce femminile sussurrare dietro di me. "E' ghiotto di vino e donne" mormorò qualcun'altra.  Ma le ignorai entrambe, e tornai a prestare attenzione al mio futuro sposo, che inaspettatamente era tutto contento e festoso, gongolando al fianco dei suoi fratelli. "Principessa Maelys," parlò Viserys dal suo scranno, con voce debole "Ho promesso a mio figlio di sposarvi. Lo accetti?"

Mi tornò alla mente tutto. Come Aegon era cambiato tra le mura di quella stanza, mentre ce ne stavamo persi nel nostro mondo fatto di odio e passione, di scoperta e di provocazioni. Ma sarebbe bastato a mantenere la pace, ad evitare una guerra?

La mia lealtà non sarebbe mai vacillata, ciò avevo promesso a mia madre.

Mi inchinai a Re Viserys, alzando l'orlo dell'abito e - abbassando il capo - col cuore che mi batteva all'impazzata, presi quella difficilissima decisione. Nessuno mi assicurava che tra me ed Aegon sarebbe sbocciato l'amore, o che lui mi avrebbe trattata bene, ma quello era il mio compito, e dovevo svolgerlo al meglio. Per la mia famiglia. Per la dinastia.

"Lo accetto, Vostra Maestà"


𝐒𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐀𝐮𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞 ✉

Capitolo più corto, lo ammetto, ma sto riorganizzando le idee e per il momento credo che questa parte sia fondamentale per portarvi a scoprire di più il carattere di Maelys e di ciò che pensa davvero. Ma chissà se la lealtà vacillerà?

𝐀𝐄𝐆𝐎𝐍'𝐒 𝐃𝐑𝐄𝐀𝐌 [𝐀𝐞𝐠𝐨𝐧 𝐈𝐈 𝐓𝐚𝐫𝐠𝐚𝐫𝐲𝐞𝐧]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora