CAPITOLO 50 ~ Amygdala

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CAPITOLO 50
Amygdala

<<Dai, sbrigati hyung!>>

<<Jimin, fa’ attenzione o rischieremo di farci male così!>>

Non aveva mai visto il più piccolo così su di giri. Aveva vissuto l’intera settimana tra il nervosismo per l’incontro con la madre e l’eccitazione per il loro ritorno a Gwangan.

Erano due giorni che non faceva che sorridere, due giorni che in casa del menta sembrava fosse entrato il sole.
Jimin non aveva fatto altro che scambiarsi messaggi con la signora Park nelle ultime quarantotto ore, trascurando persino il rapper, ma a Yoongi andava bene lo stesso, purchè continuasse a conservare quel suo bel sorriso sul viso.

La notte passata aveva dormito si e no quattro ore, non vedendo l’ora di partire al più presto per raggiungere la casa al mare.
Aveva tirato il maggiore giù dal letto alle prime luci dell’alba, non gli aveva neanche dato il tempo di farsi un caffè per svegliarsi a dovere, che già l’aveva spedito alla guida della macchina.
Yoongi scoprì con enorme stupore come Jimin avesse già organizzato tutto, poichè aveva caricato nel bagagliaio un paio di borse con cose che, probabilmente, sarebbero tornate utili una volta giunti al capanno.

Quando arrivarono alla casa, Jimin non aveva voluto neanche entrare all’interno perchè subito aveva trascinato il menta verso la scogliera per andare ad ammirare il mare.
La giornata in effetti, era piuttosto bella. Il leggero venticello era abbastanza piacevole insieme alla presenza dei raggi del sole che riscaldavano già la temperatura di fine primavera.

<<Guarda hyung. Non è bellissimo?>>

L’entusiasmo di Jimin era pari a quello di un bambino che vedeva il mare per la prima volta, anche se entrambi conoscevano a memoria quel posto. Quella, era stata casa loro e di giornate trascorse a guardare il mare ne avevano passate a bizzeffe.

Vederlo così contento però, fece emozionare anche il menta che si approcciò a quel panorama con occhi nuovi, diversi, vivi.

<<Torniamoci anche per il tramonto>> propose il ragazzo dai capelli color ebano e Yoongi non potè che acconsentire alla sua richiesta.

Avrebbe detto "sì" a qualunque cosa pur di farlo felice.

<<Quindi, cosa vorresti fare adesso?>>

Il maggiore gli si avvicinò alle spalle cingendolo per i fianchi e poggiando la testa proprio nell’incavo del collo che baciò affettuosamente.
Era una posizione abbastanza naturale e consuetudinaria per loro, eppure Jimin non finiva mai di scalpitare ogni volta che il menta lo avvolgeva in quel modo, come se potesse scappare via da qualche parte.
Ma lui non sarebbe andato via per nessun motivo al mondo, perché quelle braccia erano il suo porto sicuro.

<<Facciamo un giro in città?>>

<<Tutto quello che vuoi, piccolo>>

Sarebbe stato uno spreco trascorrere quella bellissima giornata di sole chiusi nello spazio ristretto del capanno, per questo ne approfittarono per godersi qualche ora all’aria aperta, facendo spese, o semplicemente stando in mezzo alla gente.

Avevano bisogno entrambi di un po' di normalità.

<<Aspetta, hyung. Devo fare una cosa prima>>

Yoongi vide il più piccolo tirare fuori il telefono dalla tasca e cominciare a scattare foto al mare, ritraendolo da ogni angolatura, come se cambiando lato il mare potesse cambiare aspetto. Poi si voltò indietro immortalando la scogliera. Jimin si avvicinò anche a lui e senza chiedergli il permesso, scattò un selca ad entrambi.

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