EPILOGO - SMERALD GARDEN

176 17 32
                                        


EPILOGO
Smerald Garden

Bianco.

Il bianco non aveva mai fatto parte della sua vita.

Era un colore che evitava di indossare, se non in rare occasioni, perchè non lo faceva sentire propriamente a suo agio.

Le sue giornate, da quando era diventato uno stripper, si erano ricoperte di una vasta gamma di colori, dai più tenui ai più accesi, ma il bianco non ne aveva mai fatto parte.

Ancora prima, quando viveva a Busan, la sua vita era stata un gran prevalere di grigio fino a piombare poi nell'oscurità più tetra del nero.

Eppure, negli ultimi mesi, da quell'abisso scuro pareva essere spuntato uno spiraglio di luce grazie all'unica persona che, da anni ormai, gli faceva battere il cuore all'impazzata.

<<Sei bellissimo, Chimmie>>

Quella voce familiare lo distolse dai suoi pensieri e dal continuare a fissare la sua immagine riflessa allo specchio. Portò lo sguardo verso la figura che si incamminava verso di lui con un sorriso smagliante.

Jimin sorrise a sua volta per poi tornare a guardarsi con emozione, mentre controllava che gli ultimi dettagli del suo abito bianco fossero in ordine.

<<Sta succedendo davvero, TaeTae?>>

<<Cavolo si, stai per sposarti, in un posto che è letteralmente il paradiso in terra!>>

Jimin si affacciò alla finestra per osservare meglio il panorama e le labbra si distesero ancor di più ripensando alla stessa sensazione che lui e Yoongi avevano provato quando avevano scoperto, per caso, quella spiaggia sulla costa di San Diego, durante il loro primo e ultimo (per il momento) viaggio insieme.

Era stato qualche settimana dopo la proposta di matrimonio da parte del maggiore. Jimin doveva partire subito per l'America, e Yoongi, che aveva un paio di settimane di riposo prima di ricominciare il suo tour di concerti in giro per l'Europa, lo aveva voluto accompagnare per aiutarlo a sistemarsi in quella che sarebbe diventata la sua nuova abitazione.

Avevano scelto quell'appartamento insieme. C'era voluto un intero pomeriggio più la sera per trovare, tramite svariati siti web, quello che facesse al caso delle esigenze del ballerino.

Era stato fortunato perché l'appartamento non era più distante di 2 chilometri dalla Boston ballet school e vantava di una vista mozzafiato dalla vetrata del soggiorno situato al sesto piano di un grattacielo in una zona di tutto rispetto.

Yoongi, da questo punto di vista, era stato meticoloso nella ricerca di un quartiere tranquillo e sicuro per il suo fidanzato. Sapendo di non poter essere costantemente al suo fianco per proteggerlo e sorvegliarlo, voleva quanto meno poter dormire sonni sereni pur avendolo a migliaia di chilometri di distanza.

Certo, Jimin avrebbe potuto incappare in pericoli in qualsiasi parte della città, ma a quello evitava di pensarci troppo oppure non gli avrebbe mai consentito di partire e l'avrebbe costretto a restare al suo fianco per tutto il tempo.

Ma non era giusto per lui.

Anche Jimin meritava di realizzare i propri sogni.

E poi, Jinyoung si sarebbe trasferito insieme a lui. Questo faceva sentire il maggiore sicuramente più sollevato, ma allo stesso tempo anche un po' geloso nel sapere il suo fidanzato da solo, in casa, con un altro ragazzo, però si fidava di Jimin, si fidava dei sentimenti che provavano l'uno per l'altro, e ciò era sufficiente per rassicurarlo.

ALIVEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora