Il carro avanzava lentamente, il rumore delle ruote che scricchiolavano contro la strada sterrata era l'unico sottofondo, rotto solo da qualche risata soffocata e qualche commento sussurrato tra i membri della squadra. Jean si era sistemato comodamente tra Connie e Sasha, le braccia incrociate dietro la testa, il corpo rilassato ma gli occhi vivaci, attenti a tutto ciò che lo circondava.
Connie, come al solito, stava cercando di passare il tempo con una serie di battute che a malapena strappavano un sorriso a Sasha, troppo concentrata sul suo cibo per dargli la soddisfazione di ridere.
Jean, però, sembrava perso nei suoi pensieri, lo sguardo che si spostava ogni tanto verso la figura di Yeelen seduta accanto a Levi. Si sporgeva leggermente per osservarla meglio, senza farsi notare troppo.
"Qual è il problema, Jean?" chiese Connie, con un sorriso furbo. "Sei stranamente silenzioso. Hai perso la lingua?"
Jean scosse la testa, ridacchiando. "No, no. Stavo solo pensando... Il vice-capitano Yeelen. Cioè, non vi siete mai fermati a notare quanto sia incredibile?"
Sasha alzò un sopracciglio, finalmente staccando gli occhi dal suo cibo. "Incredibile come?"
Jean si sporse in avanti, abbassando leggermente la voce come se stesse condividendo un segreto importante. "Voglio dire, guardatela. È una delle soldatesse più forti che abbiamo, e questo lo sappiamo tutti. Ma è anche... beh, avete visto come si muove? È snella, atletica, sembra sempre pronta a combattere. E quei capelli lunghi e scuri? Sono perfetti. Non una ciocca fuori posto, anche dopo una battaglia."
Connie si mise a ridere, cercando di non farsi sentire da Yeelen. "Jean, sembra che tu abbia scritto una poesia. Che altro, i suoi occhi sono come stelle nella notte?"
Jean lo fulminò con uno sguardo. "Non sto scherzando. Quegli occhi sono qualcosa di unico. Penetranti, come se riuscissero a leggerti dentro. E poi, le sue labbra... voglio dire, non notare quelle sarebbe criminale."
Sasha scoppiò a ridere. "Jean, non ci credo! Sei innamorato di Yeelen!"
"Non è questo," rispose Jean in fretta, ma le sue guance tradivano un leggero rossore. "Non è solo questione di aspetto. È il modo in cui si comporta. È riflessiva, sempre un passo avanti a tutti. Sicura di sé, ma mai arrogante. E quando prende una decisione, non la ferma nessuno. C'è qualcosa in lei... un'aura, capite? Come se sapesse sempre cosa fare, anche quando tutto va a rotoli."
Connie alzò le mani, fingendo di arrendersi. "Ok, ok, Yeelen è praticamente una dea. Ma lascia che ti ricordi una cosa: sei consapevole di chi c'è accanto a lei in questo momento, vero?"
Jean seguì lo sguardo di Connie verso Levi, che sedeva accanto a Yeelen, silenzioso e con lo sguardo rivolto verso il paesaggio che si apriva davanti al carro. L'espressione di Levi era imperturbabile come sempre, ma c'era una sorta di intimità silenziosa tra lui e Yeelen, un linguaggio non detto che si percepiva anche da lontano.
"Non è che stia dicendo nulla di male," mormorò Jean, tornando a incrociare le braccia. "Sto solo ammettendo l'ovvio. Yeelen è straordinaria. Anche se... sì, lo so, Levi è Levi. Non esattamente qualcuno con cui competere."
"Beh, almeno sai dove stanno i tuoi limiti," scherzò Sasha, dandogli una pacca sulla spalla. "Ma non ti biasimo. Anche io penso che Yeelen sia fantastica. Certo, non con la tua passione poetica."
Jean sbuffò, ma non poté fare a meno di ridere con loro. "Non sto dicendo nulla che non sia vero. E comunque, non è questione di poesia. È questione di rispetto. Lei è... unica. Punto."
Connie sorrise, osservando Yeelen per un momento. "Su questo, siamo tutti d'accordo." Poi aggiunse, con un tono più leggero, "Ma la prossima volta che scrivi un'ode alla sua perfezione, fammelo sapere. Voglio prepararmi psicologicamente."
Jean lo colpì leggermente con il gomito, mentre tutti e tre scoppiarono a ridere. Dietro di loro, Armin, Mikasa ed Eren li osservavano con curiosità.
"Jean parla di Yeelen come se fosse un'eroina di una leggenda," commentò Eren, scuotendo la testa.
"Yeelen lo è," rispose Mikasa con semplicità, stringendo la sciarpa attorno al collo. "Ma non credo che abbia bisogno di sentirlo ripetere."
Armin annuì, un lieve sorriso sulle labbra. "Sì, ma è questo che rende Yeelen ciò che è. Sa il suo valore, ma non lo usa per mettersi al di sopra degli altri. È per questo che la squadra la segue con tanta fiducia. E Jean non ha del tutto torto... c'è qualcosa in lei che ispira."
Eren sospirò, incrociando le braccia. "E Levi l'ha capito prima di tutti noi."
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ALI della LIBERTÀ - Levi Ackerman
FanfictionYeelen significa "luce" ed è questo il nome che Levi ha dato a quella ragazzina pelle e ossa dai capelli scuri e mossi, dagli occhi chiari che Kenny portò a casa quando lui era solo un bambino. E fu quello che Yeelen diventò per Levi, luce in una v...